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Michael Rainey Jr.

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Michael Rainey Jr.

Silvio Muccino presenta la sua seconda opera come regista.

Crescere in un mondo d'amore

luned 20 dicembre 2010 - Edoardo Becattini cinemanews

Crescere in un mondo d'amore Maturit professionale e ambizioni in crescita per Muccino "il giovane". Alla sua seconda opera come regista, il giovane attore continua a parlare d'amore ma allarga il senso della definizione, cercando di abbracciare un mondo "altro" che unisca romanzo di formazione e impegno civile, critica al giovanilismo effimero e manifesto per un'etica umanitaria. Un altro mondo quello che cerca Andrea, neo-ventottenne che vive ovattato in un mondo fatto di lusso, festini e assegni in bianco, dal quale comincer a emergere solo in seguito ad un viaggio in Kenya alla ricerca di un padre scomparso e di un fratello ignoto.
A parlare in conferenza stampa, oltre al giovane autore pariolino, anche i co-protagonisti Isabella Ragonese, Maya Sansa, Flavio Parenti e Michael Rainey Jr., la scrittrice Carla Vangelista (gi sceneggiatrice di Parlami d'amore) e il dottor Gianfranco Morino, chirurgo che da anni lavora in Africa per realizzare un ospedale a Nairobi.

Come definiresti questa opera seconda?
Silvio Muccino: Ogni volta che me lo chiedono lo definisco come una specie di About a Boy ai tempi di Obama. La verit che questo film una fotografia della nostra societ attuale che mette in campo tanto l'Italia quanto il Kenya, che proprio di Obama il paese di origine. Un altro mondo la storia di un rapporto fra un ragazzo italiano e un bambino di colore kenyota. Una storia che nasce dal romanzo di Carla Vangelista, che devo davvero ringraziare per avermi permesso di esplorare e di raccontare l'Africa, ma anche di interpretare un ruolo che non di frequente mi capita di poter leggere su una sceneggiatura. Personalmente, non mi sento n un regista n un attore. Mi sento solo una persona profondamente innamorata del cinema e delle storie che solo il cinema sa raccontare. Si tratta del mio secondo film ma non penso ci siano grandi rapporti con il primo, Parlami d'amore, cos come non voglio che i miei prossimi film riutilizzino questa formula: sono continuamente alla ricerca di storie che mi diano nuovi stimoli.

Sono passati tre anni dal tuo primo film.
S.M.: Tre anni sono un tempo lungo ma non poi cos tanto. Ci metto molto amore nel mio mestiere e mi ritengo davvero molto fortunato. Per come sono fatto, non riesco a entrare e uscire dai progetti, li seguo li faccio miei dall'inizio alla fine. Il tempo deriva anche dal fatto che sicuramente sento la responsabilit e l'esigenza di volermi trasformare, di volermi meritare una credibilit professionale che non passi solo attraverso fortunati exploit di incassi, ma anche attraverso determinate scelte artistiche. C'era in effetti il rischio di deragliare. Il mio personaggio molto diverso da me, forse il pi diverso di tutti i personaggi che ho interpretato finora. Sapevo inoltre di dover dirigere un bambino e la cosa poteva rivelarsi complessa. Invece questo film mi ha insegnato che recitare con un bambino significa lasciare aperta la porta dell'improvvisazione. Rispetto a Parlami d'amore ho cercato di lasciare entrare maggiormente la vita, stimolare una reazione vera e lasciare che la scena partisse da s. Il che mi ha portato in pi occasioni a sentirmi pi spalla che protagonista degli altri attori. stata davvero una grande esperienza.

Quali sono le differenze con la tua opera prima?
S.M.: Mi interessa raccontare il processo di crescita. Sia in Parlami d'amore che in Un altro mondo parlo di persone che crescono, della paura di crescere, delle difficolt del crescere, e di tutte quelle persone che ci aiutano a farlo. Parlare di "esistenzialismo" lo fa sembrare molto importante ma in sostanza solo un processo di formazione, in cui peraltro inserisco principalmente riferimenti molto pop. Oltre ad About a Boy, posso citare infatti anche Gente comune o Magnolia: film che non si vergognano di parlare di emozioni e di quel particolare passaggio da un passato a un futuro che rappresenta ogni crescita.

Oltre che di crescita, nel film si parla anche di integrazione.
S.M.: Non credo di dire qualcosa di scioccante se affermo che l'Italia un paese in cui l'integrazione non avvenuta. molto importante in un periodo in cui esistono delle forze politiche che tendono a rimandare indietro i flussi migratori che in Italia si parli di accettazione. Parlo di accettazione ancor prima che di integrazione perch ritengo che Un altro mondo racconti proprio questo: l'accettazione di tutto ci che ci fa paura guardare. Charlie una figura che mostra e rivela i limiti e le fragilit di tutti: colui che sbatte in faccia ad Andrea e a Livia il fatto di esser stati privati della loro infanzia e che li obbliga a fare i conti con i traumi del loro passato.

pi difficile lavorare con un attore bambino?
S.M.: Michael un talento, un bambino che ha una facilit di espressione meravigliosa, anche senza il bisogno di esprimerla con la parola. capitato che eravamo alla disperata ricerca di Charlie e lo abbiamo visto in un video di Tiziano Ferro, con un sorriso e due occhi che illuminavano tutta New York. Durante il suo provino gli abbiamo solo chiesto di memorizzare il suono delle parole che doveva ripetere e il senso che usciva da quella strana cantilena recitata a memoria ci ha stregato. Michael Rainey uno di quei prodigi come Dakota Fanning, quelli che ti capitano once in a lifetime.

Come vivi questa competizione natalizia?
S.M.: In realt mai avrei immaginato un'uscita natalizia. Per certi versi lo sento un film molto coraggioso e impegnato e mi pareva assurdo vederlo accanto all'ilarit dei cinepanettoni. Secondo i distributori si trattava invece di un vero film natalizio, non nel senso di un film che percorre una filone di successi comici e commerciali, ma di una tradizione "natalizia" alla Frank Capra, come La vita meravigliosa. Il pi bel complimento stato sentirli dire che fosse un film di qualit capace di scaldare il cuore di chi lo guarda. Diciamo cos che rientra in un altro tipo di Natale, ma la cosa non mi mette affatto a disagio.

Quali sono le differenze rispetto al suo libro?
Carla Vangelista: Scrivere un libro ti lascia grande libert d'azione e ti permette di dare ai personaggi femminili quella grande forza che spesso il cinema "maschile" non gli permette di avere. In una storia come questa i personaggi di Livia e Cristina sono fondamentali al percorso di Andrea e penso sarebbero rimaste le stesse anche se fosse nata prima la sceneggiatura. Raccontare l'evoluzione di un personaggio maschile non significa relegare le figure femminili a ruoli deboli e unidimensionali. Rispetto al libro abbiamo deciso di togliere attenzione a Tommaso e dare pi importanza al rapporto fra Charlie e Andrea. L'adattamento frutto di un processo davvero molto lungo, pi di un anno e mezzo, durante il quale non ci sono stati comunque spargimenti di sangue e abbiamo litigato solo qualche volta.

La parola agli altri attori.
Isabella Ragonese: Per me era una grande occasione interpretare un personaggio come Livia perch molto diversa dagli altri personaggi che ho fatto finora, ha tutta un'altra energia. Il discorso per me non riguarda essere pi o meno protagonista di un film, ma poter segnare il percorso del mio personaggio. Livia viene presentata con un'energia molto negativa: sempre tesa, sempre contrariata, ma poi trova una bellissima apertura. Certo, anche in questo caso sono "la fidanzata di", ma trovare una figura femminile cos ben scritta e con un tale spessore sempre divertente e soprattutto un occasione da cogliere al volo.
Maya Sansa: Anche il mio un bellissimo ruolo. Non ne conosciamo il percorso, non ne apprendiamo l'evoluzione, ma sappiamo che Sara una donna che ha gi capito molte cose, che ha preso una posizione netta nella vita e ha cos deciso di andare a lavorare in Africa. Prima ancora di conoscere il personaggio, Silvio mi ha proposto di partire in Africa con lui e di fargli scoprire il Kenya, scoprire Nairobi, di diventare per lui il personaggio che gli fa conoscere le bidonville e che gli apre un nuovo percorso, imponendogli di assumersi una responsabilit enorme con grande ironia e leggerezza.
Flavio Parenti: Con Silvio c' un grande rapporto di collaborazione, una fiducia tale che mi ha portato a catapultarmi in una dimensione lontanissima da me. A me piace molto trasformarmi e questa stata un'occasione d'oro. Non mi importa se il personaggio di Tommaso nel romanzo aveva pi spazio, anzi pi un personaggio viene smussato e pi un attore ha l'occasione di potergli dare un'impronta digitale forte.
Michael Rainey Jr.: Ho portato indietro un sacco di amore, un sacco di cose. Cose che non avevo mai visto prima, cose davvero bellissime: leoni, facoceri, giraffe.

Il lato umanitario de Un altro mondo
Silvio Muccino: L'incontro con il dottor Morino mi ha cambiato pi del viaggio in s. Ero preparato a vedere un certo tipo di miseria, di povert, di durezza e di violenza, ma non ero assolutamente preparato a vedere uomini in giacca e cravatta e donne in tailleur entrare e uscire con quella dignit da una bidonville. In quel momento ho capito che dovevo cambiare tutto quello che avevo immaginato. Non un aspetto meramente registico: come se mi fossi risvegliato. Nella mia vita non sono mai stato particolarmente sensibile alla beneficenza ma una volta che entri in contatto con quella realt non puoi pi voltare la testa. Abbiamo deciso cos assieme a Carla di restituire all'Africa quello che ci aveva dato. Una domenica ci siamo dati un appuntamento con Gianfranco Morino ai bordi dello slum dove sta cercando di far sorgere una struttura ospedaliera completamente gratuita per i suoi pazienti e abbiamo deciso di dargli una mano a portarla a termine.
Carla Vangelista: Gianfranco si sta occupando anche della formazione del personale medico, seguendo il principio sacrosanto che l'Africa ha molto bisogno di carit ma di autonomia. Da questi intenti nato il libro per bambini dedicato alla figura di Fish N'Chips che lo sviluppo del pupazzo che Charlie si porta dietro per tutto il film. la storia di un piccolo dinosauro e per me rappresenta la mia prima (e sofferta) incursione nella letteratura per bambini. stato molto difficile ma importante che tutti i proventi vengano devoluti all'associazione del dottor Morino, "Amici del Mondo-World Friends".
Gianfranco Morino: Ringrazio moltissimo Carla e Silvio. In questi tempi freddi e bui di ideali, questo film riscalda davvero il cuore. Quando l'ho visto, mi tornato alla mente un detto della popolazione sudafricana cui appartiene anche Nelson Mandela: "una persona una persona solo attraverso le altre persone". Il concetto di comunit stato perduto in Africa, soprattutto nelle persone che vivono nelle baraccopoli. La "World Friends" un'associazione nata in Africa, in luoghi dove i bambini vivono fra cartoni, lamiere e rifiuti. Colgo l'occasione per informarvi che fino a domenica 26 dicembre potete contribuire con una donazione di 1 euro attraverso un sms al 45593.

211 - Rapina in Corso

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(mymonetro: 1,25)
Un film di York Alec Shackleton. Con Nicolas Cage, Cory Hardrict, Michael Rainey Jr., Sophie Skelton, Dwayne Cameron.
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Genere Azione, - USA 2018. Uscita 14/06/2018.

Un altro mondo

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(mymonetro: 2,48)
Un film di Silvio Muccino. Con Silvio Muccino, Isabella Ragonese, Michael Rainey Jr., Maya Sansa, Flavio Parenti.
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Genere Drammatico, - Italia, Gran Bretagna 2010. Uscita 22/12/2010.

Amateur

Un film di Ryan Koo. Con Michael Rainey Jr., Tekola Cornetet, Hanna Longo, Walter Anaruk, Sharon Leal.
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Genere Sportivo, - USA 2018.

Luv

Un film di Sheldon Candis. Con Meagan Good, Dennis Haysbert, Common, Danny Glover, Michael K. Williams.
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Genere Drammatico, - USA 2012.
Filmografia di Michael Rainey Jr. »
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