Verso l'Eden

Un film di Constantin Costa-Gavras. Con Riccardo Scamarcio, Juliane Köhler, Ulrich Tukur, Anny Duperey, Antoine Monot Jr..
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Titolo originale Eden à l'Ouest. Drammatico, durata 111 min. - Grecia, Francia, Italia 2009. - Medusa uscita venerdì 6 marzo 2009. MYMONETRO Verso l'Eden * * - - - valutazione media: 2,36 su 64 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,36/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * * - - -
 pubblico * * * - -
La storia di un viandante greco che, dopo aver girato il mondo in lungo e in largo, si ritrova, quasi per magia, in una scintillante Parigi.
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Costa Gavras racconta la migrazione con effetto favolistico e poco credibile
Giancarlo Zappoli     * * - - -
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TROVASTREAMING

Elias è un giovane clandestino che si getta a mare nel momento in cui le motovedette della guardia costiera greca stanno per catturarlo. Approda sulla spiaggia dell'Eden, un villaggio di vacanze per turisti ricchi. Trovati degli abiti da inserviente viene scambiato per tale e richiesto di prestazioni. Le quali sono lavorative (facchino, idraulico) ma anche sessuali (sia da parte del capo del personale che di una vacanziera tedesca con famiglia ad Amburgo). Costretto a fuggire se non vuole essere arrestato ha una meta precisa: Parigi. Un mago prestigiatore, con cui ha dovuto collaborare per uno spettacolo di intrattenimento per gli ospiti, gli ha detto di andarlo a trovare al Lido.
C'era una volta Costa-Gavras, un regista in grado di scuotere gli animi, colui che aveva saputo provocare dibattiti intensi con film come Z. L'orgia del potere, La confessione e, successivamente, Missing o Music Box. Anche i suoi film più legati a vicende specifiche come L'affare della sezione speciale e Betrayed riuscivano sempre a far reagire nervi scoperti della società. C'è oggi un regista che arriva buon ultimo nel raccontare le vicende legate alle migrazioni che confeziona un "Romanzo del clandestino bello" che sta a mezza via tra un'"Alice nel Paese delle Non Meraviglie" e "Il non favoloso mondo di Elias". Perché il tema è di quelli importanti che ben si collocherebbe nella filmografia costagavriana. Peccato però che il viaggio di Elias sia costituito dalla somma delle inverosimiglianze tutte magari possibili se prese singolarmente ma con uno straordinario effetto favolistico (anche se non necessariamente con happy end) nell'accumulo che le rende spesso risibili. Lasciamo agli spettatori inanellare, scena dopo scena, gli accadimenti che vedono il protagonista al centro.
Tutto questo va detto fatta salva l'interpretazione di Riccardo Scamarcio il quale recita anche troppo bene tra una turista vogliosa, una venditrice di volatili un po' in carne e due camionisti tedeschi gay solo apparentemente pericolosi. C'è modo e modo di affrontare il complesso tema dell'emigrazione clandestina. Quello scelto dal regista greco è il meno credibile.

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Verso l'Eden recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
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L'onestà intellettuale dello spettatore.

lunedì 9 marzo 2009 di falcotto56

L'nestà intellettuale dello spettatore medio va sempre e comunque rispettata. Nessuno pretendere di andare a vedere un film capolavoro, solo od anche perchè girato da un grande nome. Ma ci si apetta, uscendo, che qualche sequenza, alcuni stralci di dialogo, qualche frase, talune inquadrature riescano a toccare se non molte, almeno una delle corde dell'emotività. Quella emotività semplice e lineare che ci si attende, per l'appunto dalla magia della sala scura. Dopo la bella inquadratura sul mare continua »

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Imbarazzante e assolutamente non credibile

lunedì 9 marzo 2009 di tu vo' fa l'americano

Non ci siamo. Il dramma dell'immigrazione clandestina viene tradotto in un video-catalogo di vacanze in un villaggio di lusso in Grecia (prima parte) e in un improbabile road-movie fra angeli e diavoletti (seconda parte). Scamarcio non è pessimo, anche grazie al fatto che è costretto a parlare poco, e tutto sommato è una delle poche cose che si salvano nel film. Ma davvero il film offre poco e dà il peggio di sé in tutte le macchiette di etero/gay che sembra abbiano in testa solo di farsi il continua »

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L'italiano forzato di un italianissimo scamarcio

mercoledì 11 marzo 2009 di Sara

E' la locandina del film Verso l'Eden, affissa al di fuori di un cinema di provincia, che mi rapisce e mi spinge a dirigermi verso la sala in cui tra una manciata di minuti il medesimo film verrà proiettato. Mi è capitato di vederne il trailer in tv ma senza troppa attenzione, quindi la mia pre-conoscenza in merito è pressocchè nulla. In effetti non so neanche il perché di questa scelta; il 99% la accredito alla sagoma a colori di un bellissimo Riccardo Scamarcio che mi trasmette un qualcosa di continua »

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INCONTRI | L'intimismo del regista declinato al viaggio di Ulisse.

Esperimenti Costa Gavras - Scamarcio

martedì 3 marzo 2009 - Francesca Zanardi

Verso l'Eden: esperimenti Costa Gavras - Scamarcio C onstantin Costa-Gavras porta sul grande schermo Verso l'Eden, film applauditissimo in chiusura al 59esimo Festival di Berlino, da venerdì nelle sale italiane. Protagonista Riccardo Scamarcio che abbandona per un attimo l'italian commedy e veste i panni di Elias, un emigrato in viaggio verso Parigi. Per l'interprete si tratta di una grande sfida perché per la prima volta si cimenta in un ruolo quasi muto: in tutto il film ha solo dieci battute. Ambizioso anche l'obiettivo del regista greco che, a 21 anni di distanza da Betrayed - Tradita torna sul tema del razzismo.

   

In fuga con Scamarcio

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Riccardo Scamarcio, protagonista su cui grava tutto Verso l'Eden di Costa-Gavras, presente in ogni inquadratura, in una lingua inesistente dice una decina di frasi smozzicate nell'intero film; ha schiena e sedere bellissimi, come si vede in una scena di nudo; dispone di tre espressioni: paura ansiosa, sorpresa ingenua, gratitudine. Va benissimo per interpretare un ragazzo riccioluto dagli occhi azzurri senza nazionalità (ragionevolmente, greco) in viaggio sul mare Egeo sino a Parigi, uno dei milioni di migranti del nostro tempo. »

Troppo ingenuo e naif l' immigrato Scamarcio

di Roberto Nepoti La Repubblica

Paladino da sempre di un cinema umanista e votato alle cause giuste, Costa-Gavras ha avuto una buona idea: raccontare le tribolazioni dell' immigrazione clandestina dal punto di vista di un immigrato. A priori, sembrava buona anche l' idea di dare alla storia un andamento picaresco: però il regista ha premuto troppo sul tasto della fiaba, e questa era un' idea meno buona. L' Elias di Scamarcio, che arriva in Europa credendola l' Eden e si ritrova protagonista di un calvario, è una figurina troppo astratta, un naif (anche se alle prese con una cultura diversa dalla sua, e perciò incomprensibile) troppo lunare perché riusciamo a credergli. »

Com'è Candido questo clandestino

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Con tanti drammi, melodrammi e docu-drammi, nessuno aveva ancora visto l'immigrato come un novello Candide. Ci pensa a sorpresa (e un po' in ritardo) Costa-Gavras in questa saga cucita addosso al fascino adolescenziale di Scamarcio. Che dopo essersi buttato in mare da un barcone di disperati troviamo "spiaggiato" in un club vacanze, concentrato di lussi e nequizie occidentali. Senza documenti e misteriosamente ignaro di tutto (ma gli albanesi non cominciarono a sognare l'Italia vedendola in tv?), il candido Elias, di nazionalità imprecisata, finisce risucchiato in un vortice di avventure e tentazioni. »

L’Odissea di Scamarcio

di Lietta Tornabuoni L'Espresso

A settantasei anni, Costa-Gavras è un po' come il Partito democratico: non sa cosa fare. Capita a molti registi europei della vecchia sinistra: il cinema di denuncia politico-sociale, che per tanto tempo ha nutrito la loro opera, sembra logorato e impraticabile (come si può additare un tavolo che zoppica quando c'è il terremoto?), di cinema intimista sono poco esperti. Allora raccontano del passato ("Katyn" di Wajda, "Concorrenza sleale" di Scola, "Hotel Meina" di Lizzani), o non lavorano più, oppure affrontano malamente filosofie dell'età avanzata che somigliano troppo a banalità da treno. »

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