Chiamami Salomè

Un film di Claudio Sestieri. Con Ernesto Mahieux, Carolina Felline, Elio Germano, Caterina Vertova, Genti Kame.
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Drammatico, durata 95 min. - Italia 2005. - Starplex uscita venerdì 9 maggio 2008. MYMONETRO Chiamami Salomè * * 1/2 - - valutazione media: 2,59 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato nì!
2,59/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * - - -
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Trailer Chiamami Salomè
Il film: Chiamami Salomè
Uscita: venerdì 9 maggio 2008
Anno produzione: 2005
Una versione attualizzata del celebre dramma di Wilde basata sulla convinzione che i classici possiedano un'intrinseca capacità di riaccendersi.
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Aggiornamento più moderno che post-moderno dell'opera di Wilde
Edoardo Becattini     * * * - -
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TROVASTREAMING

Dal decadentismo ottocentesco alla decadenza civile contemporanea, la Salomè di Oscar Wilde vede la sua tragedia riconsumarsi dall'antica Galilea al deposito-discoteca The Last Emperor. Erode è il piccolo boss camorrista che gestisce il locale; Erodiade la di lui viziosa e manipolatrice compagna; Salomè è l'immaturo oggetto del desiderio di molti sguardi, a cominciare da quello del patrigno Erode; Giovanni ha l'aspetto da giovane contestatore e, rapito dal clan di Erode, trascorre lunghi anni in prigionia leggendo i testi sacri fino a perdere il senno e guadagnare l'appellativo de "il Profeta".
Aggiornare i classici del teatro al contesto e ai costumi dell'età contemporanea è pratica ormai da tempo più che diffusa in un cinema che con sempre maggiore difficoltà pare riuscire a ragionare sui propri intrecci in termini di originalità. Se di una certa creatività in questo tipo di operazioni (Romeo + Giulietta di Luhrmann; O come Otello; Hamlet 2000, per citarne alcune) si può parlare, questa è riferibile soprattutto al senso di estraniamento procurato dal forte contrasto fra un'estetica ed una contestualizzazione tipicamente post-moderne e il ripercorrere in modo quasi filologico la forza dei versi poetici originali.
Chiamami Salomè si pone idealmente all'interno di questa corrente cinematografica tesa a dimostrare l'immortalità della poesia e delle grandi tematiche della drammaturgia teatrale. Tuttavia, sebbene alcune scene musicali e coreografiche (così come l'ingresso dell'eburnea Salomè, che ricorda da vicino quello di Giulietta in Romeo + Giulietta) possano richiamare alla mente le modalità di rappresentazione del regista australiano, Claudio Sestieri non gioca ad emulare Baz Luhrmann ed è ben cosciente dell'enorme differenza in termini di budget che li separa. Il capannone e la plastificata opulenza dell'arredamento da discoteca kitsch costituiscono l'unica scenografia del film che, in questo senso, diviene un testo molto vicino alla sua dimensione teatrale originaria.
E l'operazione di "attualizzazione" passa attraverso espedienti cinematografici più "moderni" che post-moderni: un ritmo più fluido che frenetico nel montaggio, frequenti dissolvenze e sovrapposizioni, un'attenta composizione della fotografia, un uso reiterato dell'interpellazione.
La scelta di Sestieri di privilegiare la via del formalismo si rivela quindi vincente almeno per due motivi: da un lato compensa talune povertà della sostanza della messa in scena, e, dall'altro, apre in maniera più efficace il senso delle molteplici chiavi interpretative del testo di Wilde (la decadenza, la superstizione, le pulsioni scopiche ed erotiche), che una recitazione non sempre all'altezza (soprattutto nel caso dei comprimari) avrebbe altrimenti potuto banalizzare. Certo, lo shock percettivo della Salomè realizzata da Carmelo Bene nel 1972 è ben lontano, eppure anche questa versione riesce a rendersi conturbante per lo sguardo, attraverso il movimento di una danza ferina che racchiude in sé tutta la potenza di un atto sessuale.

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di Cristina Borsatti Film TV

Immaginate pellicole tipo Romeo+Giulietta o Hamlet 2000, in cui testi classici rivivono come fossero copioni scritti da sceneggiatori contemporanei. Prendete questa volta Salomè, l'atto unico che Oscar Wilde scrisse nel 1883, un'unica location dove regna unità di tempo, luogo e azione. Claudio Sestieri si appropria di un approccio poco frequentato nel nostro Paese. I nomi dei personaggi restano invariati, ma Erode è un boss mafioso, la figliastra Salomè un'adolescente consapevole della propria bellezza e Giovanni è figlio di un industriale, per questo è stato rapito ed è tenuto prigioniero. »

Salomè brutta e inutile in salsa camorristica

di Adriano De Carlo Il Giornale

Quanto possa essere utile rileggere il mito di Salomè, quello di Oscar Wilde, non è una domanda oziosa. Ma Claudio Sestieri ha assecondato un impulso infischiandosene delle eventuali defezioni degli spettatori: la solita arroganza intellettuale. E di suo ha aggiunto un attualizzazione camorristica. E così Erode è un boss del crimine, colluso con colleghi americani, Salomè la figlia della sua amante, Giovanni Battista un ostaggio, figlio di industriali. Il minuscolo Ernesto Mahieux (Erode), recita il suo ruolo tra Wilde e Scarpetta, ma con impegno. »

«Chiamami Salomé», il ritorno al cinema di Claudio Sestieri

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Il fascino di un testo come la Salomé di Oscar Wilde, tanto utilizzata in teatro come nelle riduzioni cinematografiche, la prima da Ugo Falena nel 1910 tinta di giallo, la più incomparabile quella di Carmelo Bene con Veruschka, pellicola allucinogena, ha ispirato anche il regista (e critico, scrittore, autore televisivo) Claudio Sestieri con Chiamami Salomé strappandole un inedito lato feroce. Realizzato nel 2005, presentato alla Festa di Roma, non trovò posto nelle sale come tanti altri film italiani degli ultimi anni. »

«Chiamami Salomè» tra Erode e una dark lady

di Alberto Castellano Il Mattino

«Chiamami Salomè» è una versione attualizzata e moderna del celebre dramma di Oscar Wilde. Claudio Sestieri rilegge un classico trapiantandolo nel contesto contemporaneo della criminalità organizzata, dove il boss napoletano Erode fa rapire Giovanni, figlio di un industriale, e allestisce una festa in una fabbrica abbandonata. Il gioco però gli sfugge di mano e una dark lady spinge la farsa verso la tragedia mettendo in pericolo la vita del giovane al quale il boss si è affezionato. Ernesto Mahieux nel ruolo di Erode ha raggiunto ormai nel cinema maturità espressiva e duttilità, mentre il camaleontico Elio Germano conferma di essere il più interessante attore italiano della sua generazione. »

Chiamami Salomè | Indice

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