| Titolo originale | Italiensk For Begyndere |
| Anno | 2000 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Danimarca |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Lone Scherfig |
| Attori | Anders W. Berthelsen, Anette Stovelbæk, Ann Eleonora Jørgensen, Lars Kaalund . |
| Tag | Da vedere 2000 |
| MYmonetro | 3,11 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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In una cittadina danese arriva il nuovo pastore in sostituzione temporanea del titolare che ha qualche problema psicologico. Intorno a lui si intrecci... Il film è stato premiato al Festival di Berlino, Al Box Office Usa Italiano per principianti ha incassato 4,4 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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In una cittadina danese arriva il nuovo pastore in sostituzione temporanea del titolare che ha qualche problema psicologico. Intorno a lui si intrecciano le vicende di vari personaggi. La commessa della pasticceria ha un padre iracondo. La parrucchiera ha una madre alcolizzata che entra eesce dall'ospedale. Il cameriere del Bar dello stadio é fissato con la Juventus e l'Italia. Il proprietario dell'albergo è impotente da 4 anni e teme un nuovo rapporto. La cameriera del Bar dello Sport è italiana. Si ritroveranno tutti, per motivi diversi a partecipare a un corso di lingua italiana, tenuto dapprima da un insegnante madrelingua molto enfatico e poi, dopo la sua morte, dal tifoso juventino. Intanto il padre della pasticcera e la madre della parrucchiera muoiono e le due scopriranno di essere sorelle. La cameriera si innamora (ricambiata in silenzio) del proprietario dell'albergo. La pasticcera si innamorerà del pastore, vedovo da poco tempo, e la parrucchiera del barista. Tutto, a un certo punto, sembra peggiorare. Ma ci sarà il lieto fine. Commedia a sorpresa quella della regista danese al suo terzo lungometraggio. Una commedia con risvolti amari girata con lo stile Dogma seconda generazione che regge benissimo all'impatto visivo della scuola di von Trier.
Un (altro) esempio di cinema medio europeo. Una commedia un pò bozettistica ma delicata ed a volte intelligente, cui sono state mosse le giuste (?)critiche rivolte ad altri esempi del "Dogma" danese, compreso il sopravvalutato "Festen", come "Non si fa cinema senza musica". Un film capace di sembrarti spensierato e persino superficiale, che poi ti sorprende [...] Vai alla recensione »
La prima inquadratura va su un diploma, incorniciato e appeso a una parete. Dogme 95, Dogma 95: questo vi campeggia bene in vista. Gli spettatori sono avvertiti. Lone Scherfig ha ottenuto l’imprimatur: il suo film corrisponde ai canoni espressivi stabiliti nel 1995 per iniziativa di Lars von Trier, minuzioso ragioniere del cinema che s’ha o non s’ha da fare.