L’offerta streaming di MYmovies ONE si arricchisce con il film di Sylvie Verheyde, un lungometraggio dal messaggio universale ambientato in una notturna Parigi degli anni Ottanta. GUARDA ORA »
di Silvia Guzzo
Parigi, 1985. La storia è quella di Stella, un’adolescente introversa, silenziosa e sofferente, cresciuta in un bar con due genitori problematici. Il padre, poi, ha da poco abbandonato lei e sua madre Rosy per iniziare una nuova vita con un’altra donna. Ne conseguono una serie di difficoltà economiche che sembrano non avere soluzione; per di più, le cose a scuola non vanno molto meglio: è l’anno della maturità e i voti di Stella potrebbero non essere sufficienti a superare l’esame di fine anno.
GUARDA ORA IL FILM
Ma per fortuna ci sono le amiche, i locali notturni e l’amore: danzatrice amatoriale appassionata, Stella trova conforto nelle serate in discoteca, in cui ballare è l’unica cosa che conta. Nei panni della sensibile protagonista troviamo una delicata Flavie Delangle, al cui fianco recita una spigolosa, e al contempo affettuosa, Marina Foïs nei panni di una madre che fa di tutto per andare avanti.
Rosy è, infatti, un personaggio centrale nella narrazione – non a caso la regista Sylvie Verheyde sceglie di dedicare l’opera a sua madre. Autobiografico e sequel ideale del precedente Stella – dedicato alle vicende di una ragazzina dei quartieri operai alle prese con il primo anno in una prestigiosa scuola media – il film trasporta il pubblico in una Parigi degli anni Ottanta che diventa teatro dei tumulti interiori della protagonista, ma anche di scontri sociali e razziali che fanno da cornice alla narrazione.
Se il centro della storia è la difficoltà di Stella di gestire l’incertezza per il futuro al tramonto delle scuole superiori, il film sfiora tematiche di ampio respiro come l’emarginazione, il razzismo, lo scontro di classe, la sorellanza femminile, il rapporto tra genitori e figli, la condizione delle donne.
Problemi sociali reali negli anni Ottanta come al giorno d’oggi: dramma familiare e adolescenziale ambientato nel 1985, Stella è innamorata sceglie un periodo storico particolare per affrontare questioni universali e fuori dal tempo.
Se nelle vicende della protagonista può rivedersi chi, come la regista, ha vissuto gli anni dell’adolescenza nel periodo di ambientazione del film, il lungometraggio si rivolge al contempo al pubblico giovane, alle prese con quei drammi così comuni e trasversali.
Bloccata in una dimensione di inquietudine silenziosa, Stella dovrà affrontare un percorso di crescita che passerà anche dalla scoperta dell’importanza della scuola nella realizzazione personale. Sebbene, infatti, le materie studiate fra le mura scolastiche sembrino non rivestire un ruolo centrale nelle giornate della protagonista – come in quelle di qualsiasi adolescente − nascondono, in realtà, un inestimabile valore.
La cultura è ciò che permette di emanciparsi da un contesto familiare e sociale svantaggiato; lo strumento che consente di comprendere nel profondo le proprie emozioni, ma anche di dialogare ed entrare in connessione con gli altri. Eroina degli ultimi della classe, Stella diviene il simbolo di chi è in cerca di riscatto e leggerezza, amore e relazione. La sua storia non è la nostra, ma potrebbe essere quella di tutti noi.