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Dario Tonani e la saga di Naila: fantascienza italiana oltre confine

Lo scrittore ha firmato opere di noir e new weird, diventando un riferimento di eccellenza in Italia e non solo.
di Pino Farinotti

giovedì 1 aprile 2021 - Focus

È corretto definire Dario Tonani “scrittore di fantascienza”, anche se la definizione è riduttiva. Tonani ha firmato opere di noir e new weird. Significa che conosce, e pratica, il genere da una prospettiva culturalmente completa. La sua azione lo porta ad essere, in Italia, un riferimento di eccellenza, magari un unicum. E non è mia discrezione, ci sono dati esatti oggettivi, magari prestigiosi ad avallare: ha vinto più volte il Premio Italia e nel 2015 quello “Europa” come migliore autore di fantascienza. "Naila di Mondo9", è il primo inedito di uno scrittore di fantascienza italiano ad essere acquisito nella preziosa collana degli Oscar Mondadori, che ospita solo pilastri del genere come George R.R. Martin (quello del Il trono di spade), Neil Gaiman, Ray Bradbury, William Gibson, Ursula K. Le Guin, ed è l’ultimo capitolo di una saga pluripremiata approdata nel 2014 in Giappone e in procinto di sbarcare in Russia quest’estate con entrambi i titoli che la compongono. L’ultima edizione è di gennaio di quest’anno, con un passaggio in edicola per la serie “Jumbo” di Urania, dove, ancora una volta, Tonani è l’unico italiano in un cartello riservato a importanti autori anglofoni. “Naila” è reperibile cartaceo e e-book nelle librerie e sulle più importanti piattaforme. In uscita il terzo capitolo della saga già acquisito da Mondadori.

Mastodontiche navi
“Naila” presenta sconfinate distese di sabbia al posto di mari e oceani. Mastodontiche navi a ruote che si muovono saldamente ancorate al suolo - tra deserti, foreste pluviali, banchise immacolate - con le stesse dinamiche dei vascelli che animavano le storie marinaresche dei grandi maestri dell’avventura dell’Ottocento-Novecento: da Herman Melville a Joseph Conrad, da Robert Louis Stevenson a Patrick O’Brian. Accade che quelle navi “terricole” abbiano una coscienza che le rende creature senzienti, in grado di alimentarsi, imparare, comunicare, sognare, ma soprattutto d’interagire con i loro equipaggi umani, provando dolore, empatia e persino pulsioni sessuali. Insomma, una specie autoctona che vivendo in simbiosi con l’uomo, lo affianchi nelle attività di commercio e nella pesca di mostruosi cetacei delle sabbie, in un habitat inospitale e selvaggio al cui vertice della catena alimentare regnano sovrani il metallo e la ruggine di cui sono costituti proprio questi leviatani a ruote.

Il cinema
Tonani è un cinefilo vero, e non può che essere così. Il cinema ha un rapporto complesso con la letteratura. Il libro arriva sempre prima, e il film quasi mai è all’altezza del master letterario. Questo accade rispetto a tutti i generi, salvo il fantasy, dove libro e film procedono in parallelo, e a volte può accadere che la pellicola sorpassi la carta. Un esempio per tutti, 2001 odissea nello spazio con Kubrick vs Clarke. Tonani dunque gestisce la reciprocità delle discipline con competenza, e spesso, non sempre, il riferimento si presenta, magari voluto.

Il richiamo al robot-umano di A.I. Intelligenza artificiale di Spielberg è un rimando di getto. Un altro è quel Moby Dick, di John Huston ispirato al romanzo di Melville e sceneggiato da un pilastro della fantascienza come Ray Bradbury, a cui si devono titoli come "Fahrenheit 451" e "Cronache marziane". Arrivando a tempi più recenti al Dune di David Lynch e a quello attesissimo di Denis Villeneuve, o a Macchine mortali scritto e prodotto da Peter Jackson, passando per la quadrilogia di Mad Max, che mescola un post-apocalittico outback australiano con il rombo dei motori, il fumo nero dei tubi di scappamento e la ruggine di improbabili carrozzerie.

"Naila" è l’unica comandante donna di tutto Mondo9, costretta non solo a fare i conti con la furia di eventi catastrofici estremi come la Grande Onda di sabbia che periodicamente ridisegna la morfologia del pianeta, ma anche con un ambiente di lavoro sessista. Ma Naila non cede di un millimetro, e non rinuncia alla sua sensibilità di donna, madre in attesa e amante appassionata.


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