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Autrici, protagoniste, ispiratrici: il FESCAAAL celebra le donne che cambiano il mondo

Il festival dedica un'intera sezione (donne sull’orlo di cambiare il mondo) alle registe, ma sono tanti i film in programma che denunciano, raccontano e fanno emergere la lotta per l’affermazione dell’identità femminile nel mondo. Su MYmovies dal 20 al 28 marzo. ACQUISTA ORA IL TUO ABBONAMENTO »
di Ilaria Ravarino

Magaly Solier - Gemelli. Interpreta Lina nel film di María Paz González [II] Lina From Lima.
sabato 20 marzo 2021 - mymovieslive

Sono sei registe che con i loro cinque film sono state “sull’orlo di cambiare il mondo”, come le definisce acutamente il FESCAAAL (Festival dell'Asia, Africa e America Latina) che ai loro progetti dedica l’omonima sezione, consultabile dal 20 al 28 marzo sulla piattaforma di MYmovies.

Artiste marocchine e tunisine, coreane e indiane, che attraverso la potenza delle immagini e le convenzioni del genere (dal melodramma al fantasy, dal documentario al musical) hanno denunciato, raccontato e fatto emergere la forza delle donne e la lotta per l’affermazione dell’identità femminile nel mondo.

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LE SPOSE
Opera seconda della regista belgo-tunisina Hinde Boujemaa, 48 anni, già autrice di Era meglio domani, Le Reve de Noura è un melodramma “nero” che racconta la storia di una donna tunisina, Noura (Hind Sabri), che sta per rifarsi una vita con un nuovo compagno, dopo che il marito Jamel (Hakim Boumsaoudi) è finito in prigione. Ma a cinque giorni dall’ottenimento dell’atto ufficiale di divorzio, Jamel viene rilasciato per amnistia presidenziale. Costretta a riprenderlo in casa per non essere arrestata come adultera (cinque anni di reclusione e 500 dinari di multa, secondo il codice penale tunisino), Noura si trova a un bivio: scappare con l’amante Lassad (Lotfi Abdelli) o rinunciare alla sua indipendenza, alla sua femminilità e al suo futuro restando accanto al violento Jamel e ai bambini che ha cresciuto praticamente da sola. Un viaggio nella Tunisia contemporanea attraverso le scelte di una donna decisa a ogni costo a conquistare la sua indipendenza, presentato con successo nei festival di Toronto, San Sebastián e Torino.

LE MADRI
Commedia drammatica tra realismo e musical, Lina from Lima racconta il Natale speciale di Lina (Magaly Solier, già vista ne Il canto di Paloma), emigrata in Cile dal Perù da dieci anni, che vorrebbe andare a trovare il figlio adolescente rimasto a Lima con la nonna. Trattenuta sul lavoro da un’emergenza, e costretta a trascorrere le feste insieme a una bambina in una villa semideserta, Lina si trova a riconsiderare la propria vita, le sue priorità e il piacere (molto poco) che ha concesso a se stessa. Di giorno si occupa della piccola Clara, di notte è protagonista di fugaci incontri erotici con uomini che portano la passione nella sua vita solitaria. Alla regia la cilena María Paz González, documentarista ed ex studentessa di giornalismo, qui alla sua prima prova con un film di finzione. Viene dal giornalismo anche la marocchina Maryam Touzani, già autrice del provocatorio Much Loved, un documentario sulla prostituzione in Marocco “censurato” dalle autorità del Regno. Al centro del suo Adam ci sono due donne, entrambe emarginate da una società che condanna le madri sole: la vedova Abla, abile pasticcera con una figlia di otto anni, e la giovane Samia, incinta “fuori dal matrimonio” e perciò ripudiata dalla comjunità, decisa a dare in adozione il bambino.

LE FIGLIE
Arriva dalla Corea del Sud Scattered Night delle registe Lee Jihyoung, anche autrice del soggetto, e Kim Sol, racconto di un divorzio – tema tabù nella cultura coreana – visto dagli occhi e dalla prospettiva di uno dei figli della coppia, la piccola Su-min (Moon Seung-a). Preoccupata di essere separata dal fratello Jin-ho (Choi Junwoo), Su-min si convince che ai genitori basterà passare del tempo insieme, liberi dallo stress del lavoro, per tornare sui propri passi e non dividere la famiglia. Nell’arco di un weekend la bambina, di dieci anni, vivrà lo scontro tra il suo sguardo positivo e ottimista e le stranezze, la crudeltà e la confusione degli adulti, sospesi tra la vergogna del giudizio altrui e la necessità di risolvere, una volta per tutte, ciò che non funziona nella loro relazione. Senza esprimere giudizi, le due registe raccontano le trasformazioni della vita di una famiglia moderna, ispirandosi per ritmo, sobrietà e onestà al dichiarato modello di cinema dei fratelli Dardenne.

LE RIBELLI
Cocciuta e determinata, a 12 anni Hayat ha preso una decisione: non si farà sacrificare ai mostri che vivono nel mare, anche a costo di diventare un’emarginata e lasciarsi odiare dalla sua gente. Scritto e girato sulla base del precedente cortometraggio, Eye & Mermaid, da Shahad Ameen, regista di Jeddah diplomata in arte a Londra, Scales racconta l’immaginaria storia di un villaggio di pescatori in cui vige una terribile tradizione: sacrificare una figlia femmina alle sirene del mare, per garantire alla comunità la continuità nella pesca. Definita dalla stessa regista “una parabola femminista ambientata in un mondo distopico”, Scales è un fantasy in bianco e nero che esplora il ruolo delle donne in una società maschilista e patriarcale, molto apprezzato alla scorsa Mostra di Venezia.


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