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MiWorld Young, un festival per le scuole fresco e promettente

Dal 15 al 28 marzo su MYmovies la seconda edizione di un progetto dinamico rivolto ai più giovani.
di Tommaso Tocci

venerdì 12 marzo 2021 - mymovieslive

Un festival giovane, giustamente per i giovani. È soltanto alla seconda edizione, il MiWorld Young Film Festival, ma procede spedito come primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia. Un evento dedicato all’educazione interculturale e all’apertura verso Africa, Asia e America latina. Disponibile interamente su MYmovies dal 15 al 28 marzo, e riservato esclusivamente alle scuole, la selezione di film è in comune con il FESCAAAL, Festival del cinema Africano, d'Asia e America latina.

Manuela Pursumal, direttrice del MiWY, la definisce “una prova di maturità, che andiamo a fare assieme a tutta la scuola italiana, che così duramente è stata colpita dall’emergenza.” La parola d’ordine è il coinvolgimento dei ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado a tutti i livelli, dalla scoperta dei film alla partecipazione agli incontri con i registi, fino ad arrivare alle giurie, quella popolare, quella dei docenti e quella composta da una selezione di studenti. “MiWY è un viaggio virtuale” dice Pursumal, “che vuole anche sostituire le gite scolastiche del periodo primaverile che i ragazzi avrebbero fatto. Vogliamo essere un valore aggiunto per loro.”

Quattro i film in concorso, presi dalla selezione del FESCAAAL, e definiti “quattro film tutti diversi per abituare le classi allo sguardo inconsueto e inedito del cinema d’autore”. Il messicano Los Lobos, una storia di confini varcati in cerca di una vita migliore, dal Messico agli Stati Uniti; ma la prospettiva è quella di due bambini, Max e Leo, lasciati soli a cullare il sogno di andare a Disneyland. E poi Lunana, a yak in the classroom, che è il ritratto di un villaggio sperduto nel Butan, la scuola più remota al mondo, con la città più vicina che dista sette giorni di marcia.

1982 arriva dal libano, e parla dei bambini che in quell’anno videro le loro vite cambiare improvvisamente con l’arrivo della guerra. Le miracle du saint inconnu è invece un film burlesco, ironico e divertente sul Marocco. Fuori concorso c’è poi Made in Bangladesh, su una lotta sindacale all’interno di una fabbrica di abbigliamento di Dakha.

Ci saranno poi i cortometraggi (“molto richiesti, perché consentono in poco tempo ai ragazzi di confrontare le opere, trovare fili comuni - e poi i registi sono tutti giovani e agli inizi, perciò felicissimi di confrontarsi con gli studenti”) come Machini, un esordio in stop motion dal Congo, che descrive lo sfruttamento delle risorse e delle persone nelle miniere. E poi un raro excursus horror affricano, True story, dalla Tunisia. Un’opera citazionista che omaggia tanti classici del genere. Infine A fool god, una favola raccontata da una nonna a una nipote.


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