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Cinemambiente 2020, nove film su MYmovies per un futuro più verde

In streaming gratuito una selezione di titoli dal festival torinese dedicato all’ambiente. Dall’1 al 4 ottobre.
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di Raffaella Giancristofaro

sabato 26 settembre 2020 - Festival

Il futuro è verde. E ognuno deve fare la sua parte, se non vogliamo rischiare tutti l’estinzione. Se Greta Thunberg lo ribadisce con ogni mezzo dal 2018, CinemAmbiente ne è convinto dal 1998, cioè  dalla sua fondazione, a Torino.  

Grazie alla fondamentale collaborazione col Museo Nazionale del Cinema, la ventitreesima edizione del festival cinematografico fondato e diretto da Gaetano Capizzi e dedicato quest’anno al legame tra clima e ambiente, compresi gli effetti delle chiusure globali a causa Covid-19, si terrà da giovedì 1 a domenica 4 ottobre, in modalità fisica al Cinema Massimo di Torino, con circa settanta titoli tra lunghi, medi e cortometraggi, in arrivo da ventidue nazioni. Una manifestazione non competitiva (fatta eccezione per CinemAmbiente Junior, con i cortometraggi realizzati dalle scuole), che mira a evidenziare il più possibile l’urgenza dell’educazione al rispetto della Natura.

Contemporaneamente, su MYmovies si può seguire in streaming on demand una selezione di nove lungometraggi.
 

Si parte giovedì 1 ottobre con Génération Greta di Johan Boulanger e Simon Kessler (disponibile dalle 17.30). Com’era prevedibile, l’esempio della tenace e preparata Thunberg ha contagiato altre ragazze, di tutti i continenti, dal Kenya alle Filippine. Il film ne identifica nove, tra i 12 e i 23 anni, seguendone la militanza. Dalle 21 si potrà invece vedere il film d’apertura ufficiale, Rebuilding Paradise di Ron Howard: il popolare regista di Apollo 13, A Beautiful Mind e Angeli e demoni si concentra qui sulla comunità solidale di Paradise, California, devastata dal rovinoso incendio dell’8 ottobre 2018 e determinata a rivedere i propri stili di vita, ambientali e sociali.

Venerdì 2 Revelation of Jonah degli antropologi Alexander e Nicole Gratovsky (disponibile dalle 20) suggerisce in stile parabolico come la vicenda del profeta che dà il nome al libro dell’Antico Testamento, inghiottito per tre giorni da una balena, possa essere ancora di ispirazione per il genere umano nel suo rapporto col creato. Con Amussu di Nadir Bouhmouch (sempre venerdì, dalle 20.30) il focus si sposta a Imider, in Marocco, dove dal 2011 è in atto una resistenza pacifica della comunità berbera Amazigh. Il Mouvement sul la route 96 che ne segue si oppone alla desertificazione causata dalla deviazione delle risorse d’acqua locali a favore della miniera d’argento più importante del Paese.

Disponibile dalle 16.30 di sabato 3 Once You Know, opera prima del fotografo e studioso di scienze climatiche e ambientali Emmanuel Cappellin, sulla relazione diretta tra consapevolezza del tema ambientale e presa d’azione del singolo per evitare il collasso del pianeta. A seguire (dalle 20) l’applicazione pratica viene documentata tramite motivazioni ed esempi concreti in The Troublemaker (più o meno, “piantagrane”) del filmmaker e direttore della fotografia britannico Sasha Snow. Che intervistando (anche) Roger Hallam, tra i fondatori di Extinction Rebellion, coglie uno dei fili rossi di CinemAmbiente, cioè la mobilitazione dal basso, non violenta, extra parlamentare ma che molto ha a che fare con la cosa comune, da Fridays for Future in avanti.

Pariah Dog, esordio di Jesse Alk (dalle 22) affronta invece la doppia esclusione di uomini e animali nella popolatissima Calcutta, concentrandosi su quattro outsider e altrettanti animali da loro accuditi, tra le migliaia randagi “intoccabili” che affollano la città.

Domenica 4 con (dalle 16.30) il Festival festeggia il decennale di un film indipendente molto circolato e apprezzato in ambito cittadino: 40% - Le mani libere del destino di Riccardo Jacopino (2010): interpretato da attori non professionisti a partire da vicende reali (con la partecipazione di Luciana Littizzetto) è una commedia noir sui lavoratori, a vario titolo “svantaggiati”, della storica cooperativa sociale Arcobaleno, impegnata anche nel recupero della carta.

Gran finale affidato (dalle 21) a The Great Green Wall di Jared P. Scott: la “grande muraglia verde” del titolo indica il piano di riforestazione in Sahel, l’area di contatto tra deserto e steppa. Un viaggio per mano con la cantante e musicista franco-maliana Inna Modja, impegnata nella causa.

Il programma completo, comprensivo di incontri e collegamenti coi protagonisti del festival, è su cinemambiente.it


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