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Sicilia Queer Filmfest 2020, la X edizione del festival internazionale di cinema queer arriva su MYmovies

Nuove visioni e cortometraggi saranno disponibili gratuitamente in streaming dal 15 al 20 settembre.
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di Ilaria Ravarino

lunedì 14 settembre 2020 - Festival

Nato a Palermo nel 2010, e in partenza sia in versione fisica che in remoto, dal 15 settembre arriva su MYmovies il Sicilia Queer Fest, il festival dedicato alla promozione della cultura queer. Saranno due le sezioni disponibili gratuitamente in streaming: la categoria Nuove Visione (otto lungometraggi) e la sezione Queer Short (quattordici cortometraggi). I film saranno valutati da una giuria internazionale, composta dal performer Ernesto Tomassini, dalla produttrice Jasmine Basic, dalla direttrice artistica di Filmadrid Nuria Cubas, dal regista Michael Dacheux e dal distributore Dietmar Schwarzler.

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NUOVE VISIONI

Sezione competitiva dedicata a opere prime o seconde, nuovi autori o film innovativi, film di finzione o documentari, Nuove Visioni è aperta anche a progetti non legati a tematiche esplicitamente queer.

Ne è un esempio il francese Ne croyez surtout pas que je hurle di Frank Beauvais, racconto autobiografico di una particolare ossessione, la cinefilia compulsiva, scaturita dallo shock per gli attacchi terroristici di cui la Francia è stata vittima nel 2015. Francese è anche Felix in Wonderland di Marie Losier, ritratto del grande artista Felix Kubik e delle sue sperimentali creazioni musicali.

Dal Brasile arriva una tripletta cinematografica, aperta dal documentario Indianara di Aude Chevalier-Beaumel e Marcelo Barbosa, sulle lotte condotte dall’attivista Indianara per la sopravvivenza delle persone transgender in Brasile. Dallo stesso paese arrivano anche Vil, Mà di Gustavo Vinagre, intervista documentario alla regina della letteratura sadomasochistica Wilma Azevedo, e A Rosa Azul De Novalis di Gustavo Vinagre e Rodrigo Carneiro, sulle memorie di un dandy quarantenne in grado di ricordare tutte le sue vite precedenti.

L’Italia è rappresentata da La casa dell’amore di Luca Ferri, pedinamento cinematografico della transessuale milanese Bianca e della sua compagna brasiliana, figlia dello scultore Cesare Riva. Più visionari e di ricerca, infine, il tailandese Krabi, 2562 di Anocha Suwichakornpong e Ben Rivers, ricerca per immagini sull’origine mitologica dell’uomo, tra vicende personali e storia nazionale, e Tito di Grace Glowicki, racconto incentrato su un uomo intrappolato nelle proprie paure, convinto di avere una gobba.

QUEER SHORTS

Dedicata a opere legate a tematiche queer, Queer Shorts fa della varietà il proprio cavallo di battaglia, aprendosi a ogni genere e formato. Una selezione eterogenea, che spazia da film più introspettivi come Tendresse di Maxime Rappaz, delicata indagine di corpi e sguardi tra i vapori di una sauna gay, o The distance between us and the sky di Vasilis Kekatos, poetico incontro notturno con un insolito mercante di cielo, fino alla favola apocalittica e poliamorosa A mordida di Pedro Neves Marques.

In mezzo, una vasta gamma di generi e temi tra i quali spicca - spesso in una versione “contaminata” dalla finzione - il documentario. Tra questi titoli Erwin di Jan Soldat, su un uomo sessualmente inquieto che vive in una roulotte nel suo giardino, Mother’s di Hippolyte Leibovici, su una famiglia drag di Bruxelles che attraversa quattro generazioni, Carne di Camilla Kater, su tre donne che hanno fatto del proprio corpo il terreno di ricerca artistica e Le Dragon à deux tetes di Paris Cannes, ritratto in bilico tra finzione e realtà di due gemelli fuggiti in Europa dalla persecuzione omofoba in Brasile. Si ritaglia un posto a parte tra i documentari anche l’epistolare Letter to my mother di Amin Maher, drammatica lettera-confessione in cui il regista rivela alla madre le violenze subite da ragazzo.

Guarda dichiaratamente al dramma Ionut and Calin di Sorin Poama, che affronta il tema della mattia mentale e della fine di una relazione, mentre è la commedia nera a ispirare De la terreur, mes soeurs! di Alexis Langlois, su una particolare vendetta architettata da quattro amiche transgender.

In programma anche il musicale Rose Minitel di Olivier Cheval, sulle avventure amorose dentro e fuori le chat erotiche, il mistico Chrishna Ombwiri di Claire Doyon, reale e metafisico attraversamento di genere, e due film dal carattere spiccatamente politico: il manifesto “afrofuturista” sul cammino esistenziale dei ragazzi neri di San Paolo Negrum3 di Diego Paulino e il film di montaggio I have Mike Pence’s dick in a pickle jar. Want to see it di Charles Lum e Todd Verow, in cui un uomo gay alla ricerca di sesso si propone di rendere l’America “di nuovo grande”.
 


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