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PJ Harvey - A Dog Called Money, su Più Compagnia quattro serate di musica e storia

Un documentario che sa andare oltre la biografia. Stasera e per altri tre appuntamenti su Più Compagnia.
di Raffaella Giancristofaro

venerdì 29 maggio 2020 - News

A cinque anni di distanza dall’album vincitore del Mercury Prize Let England Shake, PJ Harvey e il fotografo di guerra irlandese Seamus Murphy sono tornati a collaborare in PJ Harvey - A Dog Called Money, atipico e sorprendente documentario di viaggio che segue al tempo stesso la realizzazione dell’album “The Six Hope Demolition Project” (2016). Ora disponibile per il pubblico italiano grazie alla nuova piattaforma Più Compagnia che mette a disposizione quattro repliche del film. 

PJ Harvey - A Dog Called Money non si può definire come il classico prodotto destinato o orientato in modo specifico alla platea già informatissima e complice dei fan.
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Lo si capisce fin dalla prima inquadratura: un bambino di strada, con le mani sporche, guarda l’obiettivo della macchina da presa, schiaccia la faccia sul finestrino di un’auto, sorride e chiede denaro (“dollars, dollars”) ai viaggiatori che lo riprendono. Quei viaggiatori sono appunto il fotoreporter Murphy e la cantautrice Polly Jean, al suo seguito in Kosovo, Afghanistan, più alcuni scorci di Siria e Macedonia, al famigerato confine di Idomeni con la Grecia. Ma anche negli USA, tra i memoriali del Vietnam e i comizi di Trump, analogo scenario di aspro scontro sociale: come ad Anacostia, lo storico e difficile distretto di afroamericani ai quali il centro di Washington è stato reso letteralmente inaccessibile.

Il loro è un muoversi in cerca di storie e memorie, tra macerie, indigenze e individui trascurati dalle news, a volte anche alla scoperta di strumenti e suoni sconosciuti. Sonorità che PJ memorizza, per poi rimasticarle e infonderle, con dolcezza e furore, in un disco da incidere a Londra. Non nel contesto protetto di uno studio (“Let England Shake” era stato registrato in una chiesa del Dorset), ma nello spazio artistico della Somerset House, in un ambiente costruito appositamente per la sua meravigliosa band di polistrumentisti. Tra cori maschili che rincorrono la voce di PJ e fiati rock che corrono a fianco delle chitarre primordiali del grande John Parish. Sessioni concentrate, non esposte al narcisismo da rockstar, e visibili solo da pochi “osservatori” esterni, grazie a un gioco di vetri oscurati.   

I fili rossi tra le canzoni sono il denaro – motore di conflitti e primo distanziatore sociale — e la guerra, che lascia segni ovunque: spezza famiglie, popoli, speranze, equilibri, reti sociali. E poi ricomincia, in una ruota micidiale, a costruire muri. Ed è impossibile ritrarre lo sguardo. Con grazia e decisione, alla ricerca della vita che resiste e al netto di ogni tentazione retorica, PJ Harvey e Seamus Murphy sono qui a ricordarcelo. 

Mentre per il 24 giugno è in arrivo la ristampa di tutta la discografia in vinile della rocker britannica (più alcuni demo e a partire da "Dry", il suo album di debutto del 1992), Wanted Distribuzione porta finalmente PJ Harvey - A Dog Called Money al pubblico, dopo l’anteprima italiana al 60mo Festival di Popoli lo scorso novembre, grazie alla collaborazione tra la neonata Wanted Zone e il cinema La Compagnia di Firenze. Alle quattro proiezioni sullla piattaforma Più Compagnia – venerdì 29 maggio alle 21, sabato 30 alle 17, martedì 2 giugno alle 21 e venerdì 5 alle 17 - si potrà accedere acquistando un biglietto al costo di 6,99€. 
 


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