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Renzo Rossellini: «Mio padre apprezzerebbe le nuove piattaforme»

Ospite al Pesaro Film Fest, il regista racconta le idee del padre e prende posizione sulla polemica Netflix/Cannes.
di Paola Casella

Renzo Rossellini 2 febbraio 1908, Roma (Italia) - 13 Maggio 1982.
venerdì 23 giugno 2017 - Festival

"Roberto Rossellini è ancora qui, con il suo cinema, più attuale che mai". Piero Spila, vicepresidente del Sindacato Critici Cinematografici, esordisce così alla tavola rotonda dedicata al regista di Roma città aperta dalla 53esima edizione della Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro in occasione del quarantennale della sua scomparsa. Spila racconta Rossellini come "un apripista che ha indicato agli altri la strada da percorrere di cui, in epoca di alte tecnologie, emerge la contemporaneità e la capacità di previsione. Rossellini era una anticipatore anche rispetto al sistema della distribuzione cinematografica: vedeva la Rete prima ancora che la Rete esistesse e oggi sarebbe interessato alle sue grandi potenzialità, ma probabilmente anche infelice per l'uso banale che spesso se ne fa".

Bruno Torri, presidente della Mostra e moderatore della tavola rotonda, ricorda che "nel '77 a Cannes, una decina di giorni prima della sua morte, Rossellini era stato presidente di Giuria e aveva fatto premiare (come premio unico e assoluto, ndr) Padre padrone dei fratelli Taviani: un film prodotto dalla Rai.
Paola Casella

Quella decisione era stato un atto di politica culturale". Oggi che all'ultimo festival di Cannes il presidente di giuria Pedro Almodovar si è dichiarato invece contrario alla possibilità di premiare i film in concorso prodotti da Netflix, quel gesto di 40 anni fa riflettere. Sull'argomento la testimonianza definitiva arriva da Renzo Rossellini, il regista figlio di Roberto. "Mio padre credeva nell'accesso al cinema, utilizzando tutti i nuovi strumenti a disposizione. Opporsi alle nuove piattaforme oggi sarebbe come in passato opporsi all'avvento del colore o del sonoro: il cinema cresce anche attraverso i cambiamenti di linguaggio".

"Eppure all'epoca in cui Rossellini decise di realizzare film per la televisione furono pochissimi i critici interessati a quella svolta: fra le poche eccezioni Callisto Cosulich", ricorda il critico Adriano Aprà, che ha fatto presente anche "l'idea di Rossellini di distribuire i suoi film su cassette da vendere in edicola", precorrendo di parecchio le nuove strade della distribuzione cinematografica. "A mio padre premeva la diffusione della conoscenza come modo di renderci liberi dalle propagande", afferma il figlio Renzo. "Al centro di tutta la sua opera c'è un'idea centrale: la lotta dell'uomo per la libertà e contro l'ignoranza", gli fa eco Torri.


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