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Archeologia dei nuovi media

Il cinema in movimento di Roy Menarini.
di Roy Menarini

In foto una scena del film La teoria del tutto.
Eddie Redmayne (39 anni) 6 gennaio 1982, Londra (Gran Bretagna) - Capricorno. Interpreta Stephen Hawking nel film di James Marsh La teoria del tutto.

lunedì 19 gennaio 2015 - Approfondimenti

Le nuove tecnologie sono ormai parte stessa delle nostre esperienze di vita, sociali e culturali insieme. Abbiamo spesso sottolineato il rapporto contraddittorio che il cinema contemporaneo intrattiene con i nuovi media. Da una parte l'intero processo del fare e mostrare film ne è intriso (dalla ripresa digitale via via fino alla proiezione video e alla distribuzione online), dall'altra il tema del vero, del reale, del biografico, dell'autentico continua a crescere come sinonimo di resistenza artistica all'industria mediale. Molti dei candidati all'Oscar hanno quest'aura, da Boyhood (cinema come registrazione della crescita biologica del protagonista) a Birdman (vero cinema e vero teatro versus blockbuster), solo per citare i favoriti.
Talvolta, però, il cinema (o l'audiovisivo in generale) offre anche storicizzazioni e ricostruzioni della storia tecnica. Pensiamo a La teoria del tutto. Si tratta, come noto, in primis della vicenda umana della moglie di Stephen Hawking, dalla cui autobiografia è stata tratta la sceneggiatura; poi riguarda la personalità e le ricerche del grande astrofisico; infine riguarda la malattia di cui è stato drammaticamente affetto. Eppure, osservando i particolari, La teoria del tutto (film altresì poco significativo) registra, archivia e suggerisce lo scorrere del tempo attraverso le tecnologie digitali. È proprio negli oggetti tecnologici che compaiono di straforo nelle inquadrature che intuiamo in quali anni ci troviamo; è proprio nelle macchine di cui si dota via via Hawking che comprendiamo il progresso delle forme di comunicazione informatica, quelle stesse che (sempre più raffinate) permettono poi allo scienziato di comporre i suoi celebri libri di divulgazione.
Non a caso, nel film "rivale" di La teoria del tutto, ovvero The Imitation Game (entrambi candidati agli Oscar come miglior film e miglior attore protagonista), si racconta direttamente del "padre" del computer, Alan Turing. In fondo, i due film narrano l'uno la premessa dell'altro. Molto prima di essere soggetti di biografie apprezzate dal pubblico, Turing e Hawking sono legati tra loro dalle nuove tecnologie. Grazie alle scoperte del primo, il secondo ha potuto comunicare i propri pensieri e ricerche.
Anche la serialità televisiva se ne occupa. Un esempio per tutti: nella seconda stagione di The Americans le spie sovietiche in incognito, mascherate da membri di una normale famiglia statunitense middle class anni Ottanta, si trovano alle prese con l'emergere delle nuove tecnologie, con il furto di informazioni dai primi computer e persino con la progettazione teorica di un sistema che poi conosceremo come Internet.
Che vengano ambientati durante la II guerra mondiale, gli anni Sessanta/Settanta o nell'ultimo decennio della guerra fredda, questi racconti amano osservare l'era pre-digitale con un misto di nostalgia e orgoglio. Nostalgia per un periodo in cui non eravamo ossessivamente connessi gli uni con gli altri; e orgoglio per il progresso scientifico, i cui prodromi mostrano la genialità dei singoli inventori e dei gruppi di ricercatori che ci hanno portato fino a qui.

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