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Una Sconosciuta agli Oscar?

È quello di Tornatore il film scelto per rappresentare l'Italia alla cerimonia del 24 febbraio a Hollywood.
di Piervittorio Vitori

Tornatore batte Luchetti

mercoledì 26 settembre 2007 - News

Tornatore batte Luchetti
Sarà La sconosciuta il titolo che l'Italia cercherà di spingere oltreoceano, nella speranza di farlo arrivare al Kodak Theatre di Los Angeles la sera del 24 febbraio 2008. La pellicola di Giuseppe Tornatore è stata infatti designata dall'apposita giuria composta da 16 addetti ai lavori – il direttore generale cinema dei Beni Culturali Gaetano Blandini, lo scenografo Dante Ferretti, i costumisti Gabriella Pescucci e Piero Tosi, i produttori Pio Angeletti, Lionello Cerri, Adriano De Micheli, Alessandro Fracassi, Andrea Occhipinti, Sandro Silvestri, Fulvio Lucisano, Conchita Airoldi, i registi Gianni Amelio e Giuliano Montaldo, i critici Alberto Crespi e Paolo Mereghetti (questi ultimi sei delle new entries rispetto all'anno scorso) – a rappresentare il cinema tricolore nella corsa a un posto nella cinquina delle nomination all'Oscar come miglior film straniero. Alla vigilia della decisione, La sconosciuta, prodotto da Medusa, si presentava come uno dei due favoriti d'obbligo: partiva infatti forte di ben 8 tra David di Donatello e Nastri d'Argento (e Tornatore, incoronato miglior regista in entrambi i casi), 4 milioni di euro incassati al botteghino e la distribuzione negli Stati Uniti già prevista per gennaio grazie alla Outsider Pictures. All'altro candidato "forte", Mio fratello è figlio unico di Luchetti (coprodotto da Warner Bros. e Cattleya), non sono quindi bastati come garanzie i 7 miliardi di euro rastrellati al box-office, la positiva accoglienza ottenuta in Francia e la distribuzione americana curata dalla ThinkFilm. Partivano con minori credenziali gli altri quattro titoli: Saturno contro di Ferzan Ozpetek, Il sole nero di Krzysztof Zanussi, Rosso come il cielo di Cristiano Bortone e La ragazza del lago di Andrea Molaioli, piccola rivelazione di stagione.

Il regista siciliano alla ricerca del bis di Nuovo Cinema Paradiso
A Tornatore, dunque, il compito di riportare il cinema italiano sulla massima ribalta internazionale, ribalta che l'Italia ha calcato per l'ultima volta solo due anni fa, con La bestia nel cuore di Cristina Comencini, ma su cui non riesce a imporsi da un decennio, cioè da La vita è bella di Benigni. È comunque un'atmosfera, quella della cerimonia degli Oscar, che il 51enne regista di Bagheria ha il vantaggio di conoscere bene, avendo già conquistato la statuetta nel 1989 con Nuovo Cinema Paradiso ed essendo andato poi vicino al bis a distanza di sei anni con L'uomo delle stelle. Due film "passatisti" che hanno fatto breccia nel cuore di Hollywood proponendole un'Italia che fu, molto vicina a stereotipi che oltreoceano, sembrano ancora cari a molti e duri a morire. Riuscirà ora il regista ad ottenere lo stesso effetto con un melodramma a tinte forti quale La sconosciuta? Se ne saprà di più il 22 gennaio, quando l'Academy losangelina annuncerà l'identità dei 5 film che si ritroveranno poi distanza di un mese per l'incoronazione definitiva. In Europa non tutte le scelte sono state perfezionate, ma Tornatore può già vedere all'orizzonte dei concorrenti di tutto rispetto: per citarne solo due, la Francia sarà rappresentata dalla pellicola d'animazione Persepolis, diretta da Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi, e tratta dall'omonimo libro di quest'ultima; a Fatih Akin, invece, dopo gli apprezzamenti per La sposa turca e Crossing the bridge il compito di difendere, con Ai confini del Paradiso, i colori della Germania. Tra quattro mesi il primo responso.

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