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mercoledì 8 luglio 2020

Virginia Gardner

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Halloween

Halloween

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,84)
Un film di David Gordon Green. Con Jamie Lee Curtis, Judy Greer, Will Patton, Haluk Bilginer, Virginia Gardner.
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Genere Horror, - USA 2018. Uscita 25/10/2018.
Raccontami di un giorno perfetto

Raccontami di un giorno perfetto

Un film di Brett Haley. Con Elle Fanning, Keegan-Michael Key, Alexandra Shipp, Virginia Gardner, Justice Smith.
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Genere Drammatico, - USA 2020.
Good Kids

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Un film di Chris McCoy. Con Zoey Deutch, Ashley Judd, Virginia Gardner, Julia Garner, Nicholas Braun.
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Genere Commedia, - USA 2016.
Starfish

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Un film di A.T. White. Con Virginia Gardner, Christina Masterson, Eric Beecroft, Natalie Mitchell, Shannon Hollander.
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Genere Drammatico, - USA 2018.
Goat

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Un film di Andrew Neel. Con James Franco, Ben Schnetzer, Nick Jonas, Virginia Gardner, Danny Flaherty.
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Genere Drammatico, - USA 2016.
Filmografia di Virginia Gardner »

sabato 20 giugno 2020 - Disponibile ora su Amazon Prime Video il seguito diretto del capolavoro horror firmato da John Carpenter nel 1978. Con il grande ritorno di Jamie Lee Curtis.

Halloween, il ritorno dell’essenza del male, quarant’anni dopo

Giorgio Crico cinemanews

Halloween, il ritorno dell’essenza del male, quarant’anni dopo Haddonfield, Illinois, Stati Uniti d’America, fine ottobre 2018. A quarant’anni esatti dalla notte di Halloween che ha segnato irrimediabilmente la sua vita, Laurie Strode è ormai una signora in là con gli anni, sola e paranoica, ossessionata dal possibile ritorno di Michael Myers, che lei considera potenzialmente imminente e per il quale si prepara – a livello mentale e fisico – fin dal ’78.

Per arrivare a essere “pronta” allo scontro finale con il killer, Laurie ha sacrificato ogni aspetto della sua vita: è alcolizzata, vive isolata dal resto della cittadina, alle spalle ha due matrimoni falliti, ha una figlia, Karen, la cui custodia le è stata sottratta quando aveva dodici anni e una nipote, Allyson, figlia di Karen, che è costretta a vedere di nascosto dalla sua stessa figlia.

Myers, nel frattempo, è “ospite” del sanatorio locale, lo Smith's Grove Sanitarium, fin da quando è stato arrestato quarant’anni prima; è sempre chiuso in un mutismo assoluto e non interagisce con nessuno, mai e in nessun caso. Dopo la morte del dottor Loomis, è stato proprio l’attuale direttore del manicomio, il dottor Ranbir Sartain, a prenderlo in cura: Sartain ha dedicato la sua intera vita a studiare Michael il quale, peraltro, dovrà essere trasferito in una struttura più grande proprio nell’imminente serata del 31 ottobre.

Il pullman usato per trasferire Myers e altri pazienti dallo Smith’s Grove al nuovo manicomio, però, ha un incidente: a trarne vantaggio è il killer, il quale approfitta dell’occasione per tornare in libertà e riprendere la scia di sangue che aveva lasciato incompleta quattro decenni prima. Il film di David Gordon Green si propone di essere un seguito diretto dell’originale Halloween del 1978 e, di conseguenza, nonostante siano usciti nel corso degli anni ben nove lungometraggi che, a vario titolo tra seguiti, remake e reboot, hanno ripreso la storia originale espandendola, allargandola o rivisitandola, questa produzione non ne tiene conto in alcun modo, proseguendo direttamente la narrazione del ’78 facendola ripartire dall’oggi, quarant’anni dopo. Il coinvolgimento diretto dello stesso Carpenter in qualità di compositore principale e produttore esecutivo dona ulteriore ufficialità – per così dire – all’operazione che, nelle intenzioni del regista, è una sorta di ritorno alla purezza del primo, classico, capitolo.

Ciò posto, il fatto che Gordon Green sia un novizio del genere horror (nonostante possa vantare ben dodici lungometraggi diretti in carriera) rende Halloween un film più curato in tutti quegli aspetti che le classiche produzioni d’orrore normalmente trattano più superficialmente per concentrarsi più sugli aspetti tensivi e, ça va sans dire, orrorifici, spaventosi.

L’aspetto più riuscito in assoluto di questo sequel è però l’interpretazione maiuscola di Jamie Lee Curtis, che dimostra quanto Laurie Strode le sia entrata sotto pelle. La sua Laurie in là con gli anni è piena di tic, perennemente in tensione, con delle venature di spiccata sociopatia, allo stesso tempo fragile ma anche dura e aguzza, le cui uniche sfumature di tenerezza sono riservate alla figlia e alla nipote: una sorta di reduce dal Vietnam tormentata da uno spettro che però è presente, non solo passato.


"Michael Myers è un antagonista molto particolare perché è assai meno carismatico di un Hannibal Lecter o di un Freddy Kruger… Infatti trovo che sarebbe più adatto a un monster movie... Penso che sia quel suo essere quasi insignificante, quasi nullo, che ci porta a proiettare su di lui le nostre ansie e le nostre paure".
David Gordon Green
Detto del ritorno della Lee Curtis nei panni della protagonista, va notato anche quello di Nick Castle nel ruolo di Michael Myers dopo quarant’anni dal primo capitolo; il resto del cast si compone di Judy Greer, Andi Matichak, Will Patton, Virginia Gardner e James Jude Courtney, che contribuisce anch’egli all’interpretazione di Michael Myers per quanto riguarda gli stunt e le sequenze più d’azione.
   

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