Un appuntamento per la sposa

Film 2016 | Commedia +13 110 min.

Titolo originaleThrough the Wall
Anno2016
GenereCommedia
ProduzioneIsraele
Durata110 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diRama Burshtein
AttoriNoa Koller, Oz Zehavi, Amos Tamam, Ronny Merhavi .
Uscitagiovedì 8 giugno 2017
DistribuzioneCinema
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,48 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Rama Burshtein. Un film con Noa Koller, Oz Zehavi, Amos Tamam, Ronny Merhavi. Titolo originale: Through the Wall. Genere Commedia - Israele, 2016, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 8 giugno 2017 distribuito da Cinema. Oggi al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,48 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un'eroina romantica a suo modo anticonformista nella tradizione, nella cultura e nella religione ebraico-ortodossa. In Italia al Box Office Un appuntamento per la sposa ha incassato 55,6 mila euro .

Consigliato nì!
2,48/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 3,10
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO NÌ
Nonostante una premessa spassosa e alcune intuizioni davvero intelligenti, il film si perde nel tentativo di farsi veicolo di una profonda riflessione socioculturale.
Recensione di Paola Casella
Recensione di Paola Casella

Michal, un'ebrea ortodossa sulla trentina, viene lasciata dal promesso sposo a tre settimane dal matrimonio. Decide però di non cancellare gli elaborati preparativi per la cerimonia ma di trovare invece un uomo da sposare in esattamente 22 giorni. "Ho la sala, l'abito, la data e 200 invitati", afferma Michal, "non sarà difficile trovare marito".
Come premessa comica potrebbe essere spassosa. Il problema è che Un appuntamento per la sposa, opera seconda della regista ebrea ortodossa Rama Burshtein dopo La sposa promessa (la cui protagonista, Hadas Yaron, vinse la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia nel 2012), non è una commedia tout court, ma vuole anche essere una riflessione sulla società ebrea ortodossa e il ruolo che la tradizione gioca sui rapporti fra uomini e donne.

Michal è la protagonista assoluta della storia, di per sé una buona notizia in un cinema prevalentemente centrato al maschile, in realtà un problema, perché la donna appare totalmente egoriferita e la sua determinazione risulta via via meno comprensibile, e colorata da un grado non indifferente di presunzione.

Se questa fosse una farsa andrebbe benissimo, ma purtroppo il film si posiziona più come commedia romantica alla Bridget Jones, o romanzetto rosa di quelli generatori di illusioni fra il pubblico femminile cresciuto con il mito del principe azzurro.
"Voglio amare ed essere amata", asserisce Michal, ma in realtà dovrebbe dire "voglio sposarmi a tutti i costi", e tutto sommato conta poco con chi. "Se ci credo ciecamente Dio mi troverà marito", insiste la donna, di fatto affidando a Dio il ruolo di sensale e autoimponendosi un matrimonio combinato, di quelli che molte giovani ebree ortodosse oggi rifiutano come una tradizione eccessivamente conservatrice.
I candidati, poi, sembrano usciti dall'immaginario Harmony: a parte quelli scartabili (e infatti da Michal subito scartati), ecco il cantante pop dallo sguardo angelico, ecco l'organizzatore di matrimoni con il sorriso da fotoromanzo. La trama, invece di procedere verso una maggiore consapevolezza della protagonista (o al contrario, verso la definitiva caduta nella follia), segue un mantra da L'uomo dei sogni ("se lo costruisci lui tornerà") che nel caso di Michal diventa "se tieni in piedi il baraccone matrimoniale, qualcuno si presenterà a tagliare la torta". Di nuovo: come premessa comica, anche tragicomica, sarebbe gustosa. Ma non funziona come riflessione socioculturale, e rischia di rivelarsi invece ennesimo volano delle speranze e delle illusioni del pubblico femminile.
È un vero peccato, perché Rama Burshtein sa come mettere, visivamente e narrativamente, una donna al centro della scena e ha alcune intuizioni davvero intelligenti, come le domande reiterate che i personaggi pongono gli uni agli altri non accontentandosi della prima risposta superficiale, ma "grattando" per scoprire cosa si nasconde davvero dietro le fasi fatte che ci diciamo tutti i giorni. È un peccato anche perché all'inizio Michal ci piace nel suo dichiarare il re nudo: "Gli uomini cercano una donna delicata", afferma, ovvero non una "piantagrane" come lei, pronta a spaccare il capello in quattro nella ricerca di verità. Da donna osservante che ha sempre seguito le regole Michal inizialmente cerca di romperle. Purtroppo però cade poi nel più trito dei cliché narrativi al femminile: quello della single disposta a tutto pur di uscire dalla condizione "infamante" di "zitella".

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 giugno 2017
sandra siriannni

Un senso ce lo deve avere.  Se non sei Duchamp o Marinetti, non fai un film senza senso, e se invece lo sei, il senso c'è lo stesso, solo non è apparente.  Escluderei comunque, a occhio, il dadaismo e il futurismo. Sensi possibili 1. le donne sono completamente idiote, magari non tutte, ma quelle di religione ebrea chassidica sicuramente si'.

martedì 13 giugno 2017
Flyanto

 "Un Appuntamento per la Sposa" è il film in cui il titolo sta ad indicare la data che la protagonista si è prefissata, avendo già organizzato e pagato per la cerimonia ed il banchetto di nozze per circa 200 invitati, per sposarsi. La ragazza in questione, un'ebrea ortodossa, in realtà non ha ancora trovato un marito dopo che il fidanzato l'ha lasciata [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 maggio 2017
alis

Michal ebrea ortodossa trentaduenne ha un solo sogno: il matrimonio. Dopo essere stata lasciata dal suo futuro marito, decide ugualmente di andare avanti con i preparativi, fiduciosa di trovare un altro uomo da sposare entro la data fissata per le nozze. Una wedding comedy brillante che allo stesso tempo offre uno spaccato sulla comunità ebrea-ortodossa, di cui sappiamo poco.

venerdì 19 maggio 2017
Linda

“Un appuntamento per la sposa” è una commedia romantica alla Bridget Jones ambientata in una comunità ebreo-ortodossa, gli ingredienti ci sono tutti: ironia, leggerezza, la ricerca costante e disperata dell’amore quando non si è più proprio tanto giovani, la paura di rimanere soli e una donna indipendente e dinamica come protagonista. Da vedere!

giovedì 8 giugno 2017
Maria teresa

Ho visto il film in anteprima a Roma e l'ho adorato da subito. Una wedding commedy insolita e divertente: il personaggio di Michael funziona perchè fa sorridere e riflettere sulla società ebrea ortodossa e sul ruolo del matrimonio. Io lo rivedrò volentieri con tutte le mie amiche single e non.

FOCUS
FOCUS
martedì 6 giugno 2017
Ilaria Ravarino

Per "rilassare" la sposa stressata. Per "distrarsi" dall'organizzazione del matrimonio. E comunque, in ogni caso, "da vedere assolutamente prima delle nozze". Popolare in rete sotto forma di speciali classifiche su siti specializzati - i 10 film da vedere prima di sposarsi; i 30 film per la sposa; i 50 film più belli sul matrimonio - il wedding movie, o "film da matrimonio", è ormai parte integrante dei rituali pre-nuziali, insieme all'addio al nubilato/celibato e alla scelta del colore dei fiori.

Il genere d'elezione di questa categoria di film, va da sé, è la commedia romantica, di cui vengono spontaneamente assecondati i cliché: l'avvenenza dei protagonisti, il fatidico happy end in abito bianco, la colonna sonora emotional e le battute sull'amore pronte per essere appuntate, ricordate, trasformate in meme.

Genere considerato "femminile" per eccellenza - nella malaugurata convinzione che solo le donne siano attratte dal lieto fine - il wedding movie può tuttavia declinarsi anche in altre categorie, horror e azione inclusi.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 8 giugno 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Non è un'altra stupida commedia (matrimoniale) americana Un appuntamento per la sposa dell'israeliana Rama Burshtein, presentato l'anno scorso a Venezia Orizzonti. Molti lo hanno giudicato deludente a paragone della "Sposa promessa", il debutto di Rama; però si tratta di un film totalmente diverso. Da tutti gli altri. Intanto per l'idea - paradossale - su cui si sviluppa.

giovedì 15 giugno 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Siamo in contesto religioso di stretta osservanza (ebraica), ma quanto può essere ancora ossessionante, cosciente o inconscio, il bisogno di amore matrimoniale per una donna? Disperata per irreperibile marito, quando lo trova e viene abbandonata a 20 giorni dalle nozze Michal ha un'impennata maniacale romantica che suona come una ribellione egocentrica alla mancanza di responsabilità del mondo, non [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 giugno 2017
Francesco Alò
Il Messaggero

Potevano intitolarlo anche "Il mio pazzo pazzo matrimonio ebraico" per quanto l'ultimo film di Rama Burshtein abbia lo spirito di una folle commedia etnica iper commerciale. Michal (Noa Koler) è un'ebrea trentenne osservante di Gerusalemme in piena crisi. Nessuno nella sua comunità chassidica vuole sposarla. Disperata, la vedremo farsi addirittura spalmare del pesce in faccia da una santona.

giovedì 8 giugno 2017
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Vi ricordate La sposa promessa, il dramma nuziale in seno alla comunità ortodossa di Tel Aviv che nel 2012 rivelò il talento dell'ebrea newyorkese Rama Burshtein? Ebbene, la regista è tornata, l'anno scorso, con la wedding comedy Un appuntamento con la sposa (Through the Wall), che del primo potrebbe essere considerato il B-side più facile, brillante e incline al pubblico.

giovedì 8 giugno 2017
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Michal (Noa Koler), ebrea ortodossa, viene piantata dal fidanzato a tre settimane del matrimonio. Lei, aggrappandosi alla sua fede, non annulla la data della cerimonia, confidando che Dio, per quel giorno, le farà trovare un altro marito. Il tempo, però, stringe e la rosa di possibili sostituti si assottiglia. Si ritroverà sola alla cerimonia nuziale? Dopo La sposa promessa, un altro film ricco di [...] Vai alla recensione »

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