Blackhat

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Un film di Michael Mann. Con Chris Hemsworth, Wei Tang, Viola Davis, Ritchie Coster, Holt McCallany.
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Azione, Ratings: Kids+13, durata 135 min. - USA 2015. - Universal Pictures uscita giovedì 12 marzo 2015. MYMONETRO Blackhat * * * - - valutazione media: 3,00 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
Dopo Nemico Pubblico, il regista Michael Mann torna dietro la macchina da presa in questo film della Legendary Pictures.
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primo piano
Un'opera metropolitana fino al midollo che dipinge un'infinita malinconia del vivere
Gabriele Niola     * * * * -
Questo film è disponibile in versione digitale, scopri il miglior prezzo:
TROVASTREAMING

C'è un attacco informatico dietro al surriscaldamento che ha causato l'esplosione di una centrale nucleare nei pressi di Hong Kong. Alla stessa maniera c'è un attacco informatico quasi identico ai danni della borsa di Chicago che fa schizzare all'improvviso il prezzo della soia. Le autorità cinesi e americane, non senza una certa riluttanza, comprendono che è il caso di collaborare per fermare chiunque ci sia dietro questi due crimini. Il capitano Dawai, arrivato negli Stati Uniti, convince l'FBI a servirsi di Nick Hathaway, un criminale sui cui si sono basati i criminali e che sta scontando una lunga condanna in un penitenziario di massima sicurezza. Liberato ma controllato, sia a vista che elettronicamente, Hathaway spinge l'indagine così in là da essere costretto a proseguirla anche da solo per cercare di guadagnarsi la propria libertà.
Ci sono più vuoti che pieni nel nuovo film di Michael Mann, in sintonia con Miami Vice e Collateral, il regista questa volta gira un'opera metropolitana fino al midollo, che va a recuperare le città più città che ci sono in oriente, tra masse di persone, cartelli al neon, metropolitane, treni e le notti illuminate da ubique luci artificiali. Solo ad un certo punto si concede l'opposto, il contrasto naturalista dell'ampio respiro in spazi naturali aperti e ariosi (come in Miami Vice avveniva con la fuga in motoscafo). I vuoti del film sono quelli lasciati dall'autore, sempre meno interessato alle parti di racconto tradizionale, sempre meno disposto a soffermarsi sui doveri più elementari di un narratore. Benchè la trama di Blackhat sia chiara, ben spiegata e per quanto possibile in un film di finzione rigorosa riguardo la materia trattata (il cybercrimine), è evidente che non sta nell'intreccio il cuore del film.
I film di Michael Mann hanno sempre di più dei tempi unici: le parti utili a mandare avanti la storia si contraggono, si asciugano, diventano essenziali e occupano sempre meno spazio, al contrario si ampia il resto, dagli attimi di stasi, agli sguardi, alle panoramiche, fino ai momenti in cui i personaggi vivono a margine dell'azione (quando si svegliano e quando vanno a dormire, cosa si dicono mentre si spostano da un luogo all'altro in elicottero).
È evidente che Blackhat non è un film canonico, nonostante si fondi su un intreccio ostinatamente classico dal quale non intende fuggire, nonostante sia innamorato dei suoi poliziotti duri che con il linguaggio del corpo e degli sguardi dicono sempre altre cose (più sincere) rispetto alle parole che pronunciano. I suoi eroi belli di fronte al destino, che nelle poche scene di giorno indossano occhiali da sole e incedono con il passo sicuro delle figure epiche e mitologiche, somigliano agli dei fragili più che agli uomini comuni, diventano rappresentazioni polarizzate dell'etica e del rigore. Come nei migliori western e nel poliziesco francese non è il lato della barricata nel quale si trovano a definirli, chè i criminali sono uguali ai poliziotti e in questo caso più che mai usano i medesimi metodi. A definirli è la maniera in cui rimangono fedeli a se stessi e ai propri affetti.
È un cinema di una moralità incredibile che, appassionandosi ai vuoti della storia, dipinge un'infinita malinconia del vivere con il destino alla porta. Non concentrandosi sull'azione (che comunque non manca) ma su quello che c'è prima e dopo, il film è libero di scatenare il senso di perdita. Se c'è infatti una cosa che caratterizza Nick Hathaway, hacker con una condanna pendente, è l'impossibilità di vivere il suo tempo, di avere la donna che vuole o la vita che desidera, e questo destino di violenza e truffa, l'ingiustizia del subire i tempi della giustizia umana (Hathaway non è innocente, ha compiuto davvero i crimini per i quali è stato incarcerato) sembra segnare ogni passo che compie, ogni tentativo di risolvere il caso e magari fuggire.
Su questi presupposti di granito Mann lascia piangere le sue grandi metropoli in un digitale che non vuole inseguire la pellicola ma si bea della sua scarsa dinamica (la quantità di sfumature di ogni colore che il sensore cattura, quindi la sua profondità) e della sua estetica priva di luci di scena. Le panoramiche all'interno dell'architettura dell'hardware dei computer dell'inizio fanno il paio con le grandi scene di massa del finale (le moltitudini di persone, sono puntini come i blocchi dei circuiti). È un'iconografia della città moderna (e quindi della vita moderna, che si spiega meglio mostrando le notti piuttosto che i giorni) che lui stesso ha fondato con Collateral e continua a portare avanti attraverso i veri colori della notte (cioè quelli falsi dati dalle insegne, i lampioni, le torce...), una scelta in grado di lasciare a briglia sciolta il gusto metallico per i cromatismi freddi, una tavolozza che annuncia morte e che in Nemico pubblico era tenuta a freno per tutto il film, almeno fino all'omicidio finale.

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Una mezza ......

domenica 15 marzo 2015 di Jack23

Se non si esce dopo il primo tempo è solo perché si spera che migliori nel secondo ma non accade, anzi. Tutta la trama non regge, chi sa usare bene il PC sa benissimo che un file autoeseguibile su una chiavetta USB viene normalmente bloccato sui PC di casa, figuriamoci per quelli di una centrale atomica o Wall Street, ma questo se fosse un film di azione fatto come si deve ci potrebbe anche stare. Invece sembra di vedere un mix tra telefilm e B movie di Sky: quei film che Sky trasmette in prima continua »

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L'avventurosa parabola di un hacker fotogenico

sabato 14 marzo 2015 di Vincenzo Barbarulli

Un hacker tanto talentuoso quanto palestrato (il protagonista è l'astro nascente di Hollywood Chris Hemsworth), vive rinchiuso in galera. Viene liberato per indagare su un misterioso attentato ad una centrale nucleare, commesso da innominati responsabili. Da una trama non esattamente originalissima si sviluppa un film semplice, ma ben fatto. La continua altalenanza tra i ruoli del poliziotto e del fuggitivo, sono (in parte) il filo intrecciato della trama. I ruoli che continuano continua »

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Il ritorno del maestro

lunedì 16 marzo 2015 di Fel_Antignani

Michael Mann torna dopo sei anni d’assenza (Nemico Pubblico, 2009) e lo fa in maniera prepotente, firmando un thriller cibernetico di pregevole fattura. La storia è intensa, nonostante alcuni (voluti) buchi di sceneggiatura che non pregiudicano la narrazione, anzi, la esaltano, contribuendo ad accrescere l’interesse dello spettatore. Il ritmo è alto, la musica accompagna con maestria le sequenze più emozionanti (che sono copiose) e dei cali d’attenzione non continua »

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Ennesimo capolavoro manniano

lunedì 16 marzo 2015 di StanlioK

Ennesimo capolavoro di Michael Mann, la recensione di Niola e' perfetta e spiega benissimo la grande edtica che delinea gli antieroi nel cinema di Mann e il rigore che permea visivamente ogni inquadratura. In questo film in particolar modo Mann compie un ulteriore salto in avanti addentrandosi nel mondo del cyber terrorismo ma regalandoci un'altra stupenda vicenda di romanticisimo sfrenato e vendetta personale che sfocia in uno dei migliori finali della sua filmografia (per una volta SPOILER a lieto continua »

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DVD | Blackhat

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 1 luglio 2015

Cover Dvd Blackhat A partire da mercoledì 1 luglio 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Blackhat di Michael Mann con Chris Hemsworth, Viola Davis, Manny Montana, William Mapother. Distribuito da Universal Pictures, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - inglese, Dolby Digital 5.1 - tedesco, Dolby Digital 5.1 - turco, Dolby Digital 5.1. Su internet Blackhat (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 6,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 3,00 €
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APPROFONDIMENTI | Il cinema in movimento di Roy Menarini.

Cinema come digitale retrò

lunedì 16 marzo 2015 - Roy Menarini

Cinema come digitale retrò L'insuccesso di Blackhat negli Stati Uniti e su territorio europeo non deve essere rubricato semplicemente come inevitabile scacco per un film (e un cineasta, Michael Mann) troppo raffinato nel contesto dei thriller contemporanei e dunque troppo straniante per il pubblico dei multiplex. Certamente, lo stile astratto e l'estetica iperrealista dell'autore hanno contato nel rendere Blackhat un UFO nella produzione di oggi, cui si aggiunge - rispetto ai ben più pubblicizzati Nemico pubblico e Miami Vice - una natura da b-movie abbastanza percepibile: il budget (70 milioni di dollari) su cui Mann ha potuto contare è la metà di Miami Vice e i due terzi di Nemico pubblico.

   

APPROFONDIMENTI | Guardie. Ladri. Assassini. Amanti. Tutti i personaggi del regista americano.

Michael Mann

mercoledì 11 marzo 2015 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Michael Mann Paesaggi con figure nel cinema di Michael Mann. Guardie. Vivono tra spoglie di gente morta, come Viola Davis in Blackhat con il fantasma di un amore perso l'11 settembre 2001, al quale rivolge l'ultimo sguardo. O come Al Pacino in Heat - La sfida (1995): Vietnam, mogli e divorzi, non uno che sta a casa la sera a guardare la partita. O ancora Jamie Foxx e Colin Farrell di Miami Vice (2006), variabili di un (tele)film che vorrebbe essere solo action ma non ci riesce. Il primo lotta col coltello tra i denti per la sua donna rapita, il secondo si innamora della trafficante di droga Gong Li, ed è passione senza compromessi.

   

Epocale Blackhat: l'ermeneutica della paura invisibile

di Adriano De Grandis Il Gazzettino

Il materico e l'invisibile, l'infinitamente grande e l'altrettanto piccolo: tutto si scompone, si sovrappone, si dà battaglia. Siamo numeri, tutto è numero: ne sono pieni gli schermi che dominano la vita, gli algoritmi che governano le centrali atomiche, i flussi della Borsa, il denaro e il Potere. A 6 anni da "Public enemies", da qualsiasi parte si prenda il nuovo film di Michael Mann, maltrattato in patria da critica e pubblico e ora uscito in Italia dopo una tormentata vigilia, si capisce che abbiamo per le mani qualcosa che si fatica a contenere in un pensiero definito e definitivo. »

Cina e America unite nella lotta ai cybercriminali

di Roberto Nepoti La Repubblica

Blackhat è uno dei termini con cui si indicano coloro che violano la sicurezza informatica per tornaconto personale o per far danni. Il film comincia con due episodi clamorosi: un grave incidente nucleare provocato dalla pirateria informatica alla centrale cinese di Chai Wan e un episodio di hackeraggio sui mercati finanziari che, alla Borsa di Chicago, fa volare alle stelle il prezzo della soia. Pur di malavoglia, gli organismi di difesa contro la cybercriminalità di Cina e Stati Uniti devono collaborare nel tentativo di localizzare i pirati. »

Blackhat, Mann tutto stile e grandi attori

di Alessandra Levantesi La Stampa

Michael Mann è più amato nel vecchio che nel nuovo continente. Basti vedere l'accoglienza freddina riservata oltreoceano a Blackhat, thriller cibernetico che, pur non essendo all'altezza di Insider o Collateral, porta il segno del suo stile. A partire dal formidabile incipit che coreografa all'interno di un cervello elettronico, in guisa di astratta scena d'azione, un attacco informatico al sistema di raffreddamento di una centrale nucleare di Hong Kong. A indagare sul mistero sarà una squadra mista di cinesi e americani, fra cui il geniale hacker Chris Hemsworth. »

Un fumetto troppo tecnologico

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Trent'anni questo fumetto ipertecnologico sarebbe stato perlètto per Stallone o Schwarzenegger. Tocca invece al marcantonio australiano Chris Hemsworth arginare un fragoroso attacco informatico che vale oro. Anche al botteghino. Un giocattolone con passaporto valido per mezzo mondo e un linguaggio per specialisti che farebbe venire il mal ditesta a Bìll Gates. Da Il Giornale, 12 marzo 2015 »

Blackhat | Indice

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