Io sto con la sposa

Consigliato sì!
3,19/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Finanziato con il crowdfunding, il film è stato presentato alla 71. Mostra del Cinema nella sezione Orizzonti.
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primo piano
Una favola di disobbedienza civile che risolve con estro il dibattito sul diritto alla mobilità
Marzia Gandolfi     * * * - -

Per andare in scena si comincia sempre dal costume, l'abito creato apposta per gli attori e indossato durante la rappresentazione. Ma quello che il documentario di Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman al Nassi racconta è la realtà di uomini e donne che hanno interpretato un ruolo e infilato un costume per beffare il destino e garantire un futuro a chi amano.
Documentario nomade finanziato 'dal basso', Io sto con la sposa mette letteralmente in schermo un matrimonio e il suo corteo di invitati mai così partecipi. Perché i cinque protagonisti di questa avventura sono in fuga dalla guerra e dal loro Paese fiaccato dalla belligeranza. Palestinesi e siriani sopravvissuti ai marosi, sbarcati a Lampedusa e decisi a raggiungere 'creativamente' la Svezia. Ad aiutarli un regista, un giornalista e un poeta sirano-palestinese convinti che nella vita prima o poi bisogna scegliere da che parte stare. Schierati da quella del sogno, disattendono le leggi del Vecchio Continente e arrivano in meta. Non la casa base ma una nuova casa, che alleggerisca a chi ha chiesto loro soccorso, le ragioni per cui hanno rischiato la vita, spaiato i loro affetti e abbandonato tutto quello che avevano costruito. Nel viaggio verso la Svezia, terra promessa e unica 'eccezione' europea che dal settembre 2013 concede il diritto di residenza a tutti i siriani che domandano asilo, i protagonisti si raccontano, rivelandoci chi è veramente un rifugiato e ricordandoci correttamente che nessuno sceglie di esserlo. Il dilemma, la condizione in cui una decisione si impone tra due o più alternative ugualmente indesiderabili, rappresenta in sintesi lo stato del profugo. Dittature, crolli di dittature, guerra, soprusi impongono a uomini e donne risposte immediate al problema, che molto spesso non si risolve poi nel compimento della scelta. Sono decisioni i cui effetti dolenti permangono anche dopo l'espatrio, condizionando la vita futura in diaspora. Così Alaa, partito con suo figlio Manar e lasciato il minore in Palestina senza sapere se lo rivedrà mai o se riuscirà mai a condurlo lontano dal pericolo e vicino al cuore. A non avere dilemmi nel consentire l'accesso al territorio e alla procedura di asilo, dovrebbero essere invece le autorità italiane, francesi o tedesche che siano. Autorità eluse con indocile grazia dagli autori che stanno con la sposa e la scortano per tremila chilometri, tingendo il loro documentario di un tono fiabesco. Una favola di disobbedienza civile che ha abbattuto gli orchi, che confida nel prossimo e che reagisce all'Europa, alle sue forme di contenimento, controllo, detenzione e respingimento. Azione politica in immagini, Io sto con la sposa solleva e risolve con estro il dibattito sul diritto alla mobilità, il diritto delle persone a spostarsi senza impedimenti, sfuggendo guerre o dittature crudeli. A incarnare l'Odissea in costume nuziale, che muove da Milano alla volta di Stoccolma, passando per Marsiglia, Bochum e Copenaghen, due sposi e un solido e solidale contorno di comprimari, che hanno il volto di chi è 'affondato', di chi è riemerso, di chi come Manar 'rappa' la propria vita e i suoi pochi anni per dirsi al mondo e per dire al mondo che non si sente più straniero e che quello che desidera si trova finalmente in questo posto, a questo punto.

Premi e nomination Io sto con la sposa MYmovies
Incassi Io sto con la sposa
Primo Weekend Italia: € 57.000
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Premi e nomination Io sto con la sposa

premi
nomination
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David di Donatello
0
1
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...sotto lo stesso cielo...

sabato 11 ottobre 2014 di M.Barenghi

Sotto lo stesso cielo era la "frase forte" che sottendeva l'architettura di "Hero", un discusso film di Zhang Yimou del 2002, frainteso da alcuni come un bellissimo esercizio stilistico ma in realtà uno dei più ispirati manifesti per la fratellanza cui il cinema abbia dato vita. All'uscita del film in Italia eravamo alla vigilia dell'invasione dell'Iraq, e solo poche testate, fra cui Il Manifesto, sottolinearono l'attualità continua »

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La paura della morte è quella di veder morire

venerdì 10 ottobre 2014 di carolina galbani

Il film mi ha lasciato un nodo in gola  e lacrime agli occhi. Il racconto dello sposo in quella casa abbandonata, della sposa che parla della guerra sotto la sua casa le sue lacrime silenziose e dolenti....E poi la vicenda si svolgeva, partiva da Milano dal 14 al 18 novembre 2013: giorni per me pieni di dolore e di disperazione  mentre questi sconosciuti partivano pieni di speranza e di paura...Tutto si è mischiato nel mio cuore e  nella mia testa e partecipavo con loro al continua »

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Fuffa buonista, comunque interessante

venerdì 21 novembre 2014 di no_data

Film dalle buone intenzioni ma poco obiettivo. Far passare il messaggio ad esempio - come questo film fa - che solo in Svezia avranno riconosciuto il diritto d'asilo politico, è semplicemente non vero e quindi disonesto. Far passare il messaggio che se le autorità Italiane vogliono adirittura - udite udite - prendere le impronte digitali a chi arriva senza uno straccio di documenti sia una violenza perpretata contro questa gente, è ugualmente disonesto e stupido. E ci continua »

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Il racconto di un viaggio esplicativo della soffer

lunedì 20 ottobre 2014 di Flyanto

 Film in cui si racconta del viaggio intrapreso da un gruppo di emigranti di svariate età che dalla Siria, loro paese d'origine dove c'è la guerra, vuole arrivare sino in Svezia, unico paese europeo dove verrà loro riconosciuto l'asilo politico e la conseguente cittadinanza. Nel corso di questo lunghissimo viaggio che li ha visti partire, appunto, dalla loro terra natia essi sono riusciti fortunatamente ad approdare sino alle coste di Lampedusa in un barcone continua »

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In viaggio con la sposa per scampare all'inferno

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Malgrado si tratti dell'effettiva cronaca filmata di un fatto reale in Io sto con la sposa circola un'aria quasi fiabesca. Grazie agli sforzi, in particolare, di due palestinesi di Siria già espatriati e di due italiani, e dopo aver raccolto 100 mila euro in due mesi attraverso una campagna on line, tra il 14 e il 18 novembre del 2013 si è svolto il viaggio che vediamo nel film. Per aiutare cinque palestinesi fuggiti dalla Siria dove ciascuno si è lasciato dietro pezzi di famiglia e scampati alla traversata del Mediterraneo, in cui sono morti o scomparsi 250 compagni, viene escogitato lo stratagemma. »

Un documentario si fa beffe di leggi, Europa e frontiere

di Francesco Alò Il Messaggero

Ci volevano due italiani sui generis come un giornalista scavezzacollo molto somigliante a Paolo Ruffini (Gabriele Del Grande) e un bravo montatore di Sky (Antonio Augugliaro) per decidere, insieme a un poeta siriano, di filmare e truffare l'arcigna Europa accompagnando cinque siriani e palestinesi da Milano in Svezia. L'idea? Fingere che sia un corteo per un matrimonio. E' tutto clandestino ma anche bello, vero, emozionante. A volte vorresti che il documentario abbia una regia più all'altezza della storia che mette in scena, ma non si può dimenticare che tutto il film è un viaggio istantaneo nel quale sarebbe stato difficile progettare momenti più forti. »

di Anna Maria Pasetti Il Fatto Quotidiano

Non c'è dubbio che Io sto con la sposa firmato in triplice regia da due italiani e un siriano-palestinese sia uno dei migliori esempi di road-movie-documentary visti negli ultimi mesi. Presentato fuori concorso a Orizzonti all'ultima Mostra veneziana, racconta il viaggio da Milano a Stoccolma realmente "necessario" ma attentamente preparato in modalità di cine-produzione, di alcuni migranti siriani e palestinesi in "trasferimento" verso la Svezia. Per ovviare ad alcuni ostacoli, i viaggiatori pensano di travestire una donna da sposa e se stessi da invitati a nozze, motivando così il viaggio awenuto tra il 14 e il 18 novembre 2013. »

Io sto con la sposa | Indice

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