Razzabastarda

Un film di Alessandro Gassman. Con Alessandro Gassman, Giovanni Anzaldo, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Michele Placido.
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Drammatico, durata 106 min. - Italia 2013. - Moviemax uscita giovedì 18 aprile 2013. MYMONETRO Razzabastarda * * * - - valutazione media: 3,40 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,40/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * - - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * 1/2 -
   
   
Il debutto alla regia di Alessandro Gassman, tratto dalla piece teatrale "Cuba and his Teddy Bear" dello scrittore cubano Reinaldo Podov.
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primo piano
Il film si organizza intorno alla presenza reale della figura paterna, riflettendo in maniera naîf sulla 'dipendenza'
Marzia Gandolfi     * * - - -

Roman è un pusher rumeno arrivato in Italia trent'anni fa con la madre e un panino con la maionese. Devoto alla Madonna Nera, a cui lo lega un voto, prega ogni giorno per suo figlio e per il suo futuro, che sogna radioso e lontano dalla periferia. Nicu ha pochi anni e tanta vergogna delle sue origini, che nasconde alla sua ragazza. Invadente e chiassoso, Roman (soprav)vive per Nicu, spacciando coca e affidandosi in terra alla benevolenza e alle conoscenze di un avvocato scaltro, che qualche anno prima gli aveva evitato la galera. Sulla strada si accompagna con Geco, socio in affari pugliese, che media la relazione padre e figlio. Nicu ama suo padre ma cerca confronto e riconoscimento lontano da lui e sulla terrazza di Talebano, un tossicodipendente che vanta una cultura spicciola. Affascinato dall'allure maledetto dell'amico, Nicu decide di sfidare il padre allo stesso gioco, comprando droga e rivendendola a un sedicente 'professore'. Inconsapevole e immaturo, finisce per mettersi nei guai e per compromettere gli affari del genitore, segnandone il destino.
Tutto è nero e vive di estremi nella provincia di Latina, dove un padre, abbruttito dalla vita e dalle scelte fatte che lo assediano attraverso una madre disperata e recriminante, si prende cura di suo figlio. Litigioso e impetuoso, il padre di Alessandro Gassman testimonia un affetto costante, assiduo e testardo dentro un mondo opaco e materiale, frequentato da biechi avventori che minacciano ogni giorno l'equilibrio fragile del suo mondo. Un mondo che confida nella legge e nella preghiera per aprire alla sua prole le porte della cultura e del benessere. Ma affrancarsi dagli spacci dell'inferno non è facile, richiede un sacrificio e ha un prezzo altissimo per chi viene dall'Est a tentare con una manciata di polvere i figli di una nazione ospitante e respingente.
Scritto, diretto e interpretato da Alessandro Gassman, Razzabastarda si organizza intorno alla presenza reale, nel bene e nel male, della figura paterna, riflettendo, in maniera decisamente naîf, sulla 'dipendenza' e sull'idea dell'avvenire come possibilità. Ispirata alla piece teatrale "Cuba and his Teddy Bear", l'opera prima di Gassman si perde dentro un bianco e nero sparato, da cui esce soltanto attraverso nuvole di fumo, che ricadono in un interno rosso e magico, promettendo una redenzione impossibile. In bilico tra film di genere, esplorazione linguistica e sproloqui etnici, Razzabastarda prende di petto una materia bollente fatta di pulsioni violente e nefandezze, riscatti sociali e condanne filiali, inserendola dentro un set immaginifico e iperrealista, un mondo di fasci di luce e implosioni di colori. Il conflitto luministico, in cui Nicu si allena alla feroce competitività del mondo degli adulti e che esemplifica forse il contrasto tematico e narrativo del film (padre-figlio, locali-immigrati, spacciatore-cliente), è fuori misura, invadente e 'insensibile' al mondo sensibile che racconta: una bildung, una storia di formazione in cui è la realtà stessa, con la sua fatale ferocia, a imporre a un adolescente di crescere senza diventare mai veramente grande. Le potenzialità di una favola arcaica e feroce, uscita fuori dalle viscere ed estranea ai riti della modernità, finiscono per irrigidirsi in una scrittura programmatica e prevedibile che sciorina le sue maschere ovvie e stereotipate: il padre ruvido ma bonario, la prostituta fragile e seducente, il cattivo ottuso e prepotente. Le vedi e sai già come agiranno, figurine incapaci di stupire, affondate in un buio denso e pulp, costruite per dare allo spettatore la conferma di quel che si aspettava. Razzabastarda è una denuncia urlata a squarciagola e caricata di un artificioso accento rumeno, una favola nera in cui infila la testa senza imparare a vedere il giovane protagonista di Giovanni Anzaldo.

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Premi e nomination Razzabastarda

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
3
David di Donatello
0
2
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Educazione rumena

domenica 21 aprile 2013 di diomede917

Dopo averlo portato in giro per i teatri italiani, Alessandro Gassman decide di esordire alla regia cinematografica con la trasposizione di “Roman e il suo cucciolo” di Reinaldo Povod. Adattando il dramma di questo emarginato cubano in un altrettanto dramma d’integrazione rumena ai margini della periferia romana. Roman è un immigrato rumeno che vive nel degrado più estremo dentro una roulotte…..è analfabeta, parla un italiano imbastardito dal romanesco continua »

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Un film veritiero

venerdì 26 aprile 2013 di IlparereDelPubblico

Razzabastarda è uno di quei film che dovrebbero vedere i ragazzi nelle scuole.Un film che ci mostra che siamo tutti uguali, non importa se zingaro romeno o italiano siamo in grado di provare tutti le stesse emozioni.Emozioni che prova Roman, padre di un figlio italo/romeno di cui vuole essere amico e genitore e non fargli mancare nulla.Non fargli mancare nulla perchè consapevole che ci pensa il mondo a fargli mancare tutto quello di cui un ragazzo di 16 anni ha bisogno:degli amici continua »

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Quando il riscatto è pressoché impossibile

martedì 23 aprile 2013 di Flyanto

 Film tratto dalla pièce teatrale dello scrittore cubano Reinaldo Podov dove si racconta il rapporto esistente tra un padre ed un figlio rumeni  che vivono le proprie giornate in un campo nomadi alla periferia della città di Latina. Quelle del padre, che ha scontato vari anni in galera a causa di un omicidio, sono caratterizzate da trattative di spaccio di droga e losche amicizie, quelle del figlio sono  divise tra la scuola con scarso risultato, la giovane fidanzatina continua »

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VIDEO | Una clip tratta dal film scritto, diretto e interpretato da Alessandro Gassman.

Una vita in bianco e nero

venerdì 12 aprile 2013 - Chiara Renda

Razzabastarda, una vita in bianco e nero Un bianco e nero intenso e contrastato, una camera a mano che pedina ossessivamente il personaggio di Roman, pusher rumeno in Italia da trent'anni (interpretato da Gassman): le immagini di questa clip in esclusiva ci introducono nel mondo 'bianco e (soprattutto) nero' di Razzabastarda, film scritto, diretto e interpretato da Alessandro Gassman.Il film, ispirato alla piece teatrale "Cuba and his Teddy Bear", si muove in bilico tra film di genere e opera di denuncia sociale, prendendo di petto temi difficili come la violenza, la dipendenza e il riscatto sociale, e calandoli in un set immaginifico e iperrealista, fatto di fasci di luce e implosioni di colori.

   

Gassman regista racconta la dura vita degli immigrati

di Valerio Caprara Il Mattino

Cinema duro, anzi durissimo e una firma che merita stupore. Alessandro Gassmann, infatti, non si crogiola più da un pezzo nel celebre cognome, bensì osa, sperimenta e lavora per dimostrare giustamente di essere diventato un nome. L'esordio alla regia, in questo senso, è apprezzabile e finanche dignitoso nel ritmo e nella forma, ma non lascia il segno di qualità autoriale al quale aspirerebbe: «Razzabastarda», racconto di tragica predestinazione incentrato sulla comunità rumena immigrata nella provincia di Latina, ha solo la potenzialità del pamphlet tutto anima-e-carne e finisce per imbucarsi in una parabola non supportata a dovere dai toni troppo urlati e giocoforza demagogici. »

Gassman in bilico tra ferocia e tenerezza

di Alessandra Levantesi La Stampa

Il degrado di un multietnico sobborgo di Latina dove si consuma il dramma di un padre, spacciatore rumeno che sogna per il figlio un futuro diverso dal suo; e di un adolescente che, insofferente dell'ossessiva invadenza paterna, sbaglia via di fuga. Alessandro Gassman esordisce nella regia con un testo portato con successo a teatro, Roman e il suo cucciolo, adattamento di una pièce (Cuba and his Teddy Bear), a Broadway negli Anni '80. Perfettamente calato nel personaggio, Gassman conferisce a Roman un'allarmante personalità in bilico fra ferocia e tenerezza, mentre il Nicu di Giovanni Anzaldo è il suo perfetto contraltare, un adolescente fragile che però nasconde zone oscure. »

Gassmann e gli immigrati al debutto si addice la follia

di Francesco Alò Il Messaggero

C'è follia e rischio nell'esordio alla regia di Alessandro Gassmann, figlio d'arte del mitologico Vittorio. Eh già perché l'ex belloccio del duo fancazzista con Gianmarco Tognazzi (tanti film insieme nei '90) convertitosi al cinema d'autore dopo il bel confronto con Moretti in Caos calmo, ha deciso di impugnare la cinepresa per una storiaccia in bianco e nero di baracche, emarginazione, meticciato e cacofonico grammelot extracomunitario. Gassman è Roman, rumeno arrivato in Italia 30 anni fa e ossessionato dalla crescita economica ed esistenziale del figlio Nicu, immigrato di seconda generazione quindi ormai più italiano che rumeno. »

Gassmann, cuore ligure per le gang di Latina

di Michele Anselmi Il Secolo XIX

Si svolge tra Latina e Nettuno, parla di rumeni trapiantati in Italiae di criminalità camorrista, eppure "Razzabastarda" porta dentro di sé un cuore ligure. Nel senso migliore. Il film l'ha diretto e interpretato Alessandro Gassman, anzi Gassmann, perché il figlio del grande attore genovese, nato da padre tedesco e madre ebrea, ha recuperato la doppia "enne" nel cognome. Le musiche, di sapore etnico/balcanico, sono firmate da Pivio e Aldo De Scalzi, oggi molto gettonati al cinema: quattro colonne sonore solo nel 2012. »

Razzabastarda | Indice

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