Razzabastarda

Film 2013 | Drammatico 106 min.

Regia di Alessandro Gassmann. Un film con Alessandro Gassmann, Giovanni Anzaldo, Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Michele Placido. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2013, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 18 aprile 2013 distribuito da Moviemax. - MYmonetro 2,78 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il debutto alla regia di Alessandro Gassman, tratto dalla piece teatrale "Cuba and his Teddy Bear" dello scrittore cubano Reinaldo Podov. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento e 2 candidature a David di Donatello.

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Consigliato sì!
2,78/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,80
PUBBLICO 3,55
CONSIGLIATO SÌ
Il film si organizza intorno alla presenza reale della figura paterna, riflettendo in maniera naîf sulla 'dipendenza'.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 18 novembre 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 18 novembre 2012

Roman è un pusher rumeno arrivato in Italia trent'anni fa con la madre e un panino con la maionese. Devoto alla Madonna Nera, a cui lo lega un voto, prega ogni giorno per suo figlio e per il suo futuro, che sogna radioso e lontano dalla periferia. Nicu ha pochi anni e tanta vergogna delle sue origini, che nasconde alla sua ragazza. Invadente e chiassoso, Roman (soprav)vive per Nicu, spacciando coca e affidandosi in terra alla benevolenza e alle conoscenze di un avvocato scaltro, che qualche anno prima gli aveva evitato la galera. Sulla strada si accompagna con Geco, socio in affari pugliese, che media la relazione padre e figlio. Nicu ama suo padre ma cerca confronto e riconoscimento lontano da lui e sulla terrazza di Talebano, un tossicodipendente che vanta una cultura spicciola. Affascinato dall'allure maledetto dell'amico, Nicu decide di sfidare il padre allo stesso gioco, comprando droga e rivendendola a un sedicente 'professore'. Inconsapevole e immaturo, finisce per mettersi nei guai e per compromettere gli affari del genitore, segnandone il destino.
Tutto è nero e vive di estremi nella provincia di Latina, dove un padre, abbruttito dalla vita e dalle scelte fatte che lo assediano attraverso una madre disperata e recriminante, si prende cura di suo figlio. Litigioso e impetuoso, il padre di Alessandro Gassman testimonia un affetto costante, assiduo e testardo dentro un mondo opaco e materiale, frequentato da biechi avventori che minacciano ogni giorno l'equilibrio fragile del suo mondo. Un mondo che confida nella legge e nella preghiera per aprire alla sua prole le porte della cultura e del benessere. Ma affrancarsi dagli spacci dell'inferno non è facile, richiede un sacrificio e ha un prezzo altissimo per chi viene dall'Est a tentare con una manciata di polvere i figli di una nazione ospitante e respingente.
Scritto, diretto e interpretato da Alessandro Gassman, Razzabastarda si organizza intorno alla presenza reale, nel bene e nel male, della figura paterna, riflettendo, in maniera decisamente naîf, sulla 'dipendenza' e sull'idea dell'avvenire come possibilità. Ispirata alla piece teatrale "Cuba and his Teddy Bear", l'opera prima di Gassman si perde dentro un bianco e nero sparato, da cui esce soltanto attraverso nuvole di fumo, che ricadono in un interno rosso e magico, promettendo una redenzione impossibile. In bilico tra film di genere, esplorazione linguistica e sproloqui etnici, Razzabastarda prende di petto una materia bollente fatta di pulsioni violente e nefandezze, riscatti sociali e condanne filiali, inserendola dentro un set immaginifico e iperrealista, un mondo di fasci di luce e implosioni di colori. Il conflitto luministico, in cui Nicu si allena alla feroce competitività del mondo degli adulti e che esemplifica forse il contrasto tematico e narrativo del film (padre-figlio, locali-immigrati, spacciatore-cliente), è fuori misura, invadente e 'insensibile' al mondo sensibile che racconta: una bildung, una storia di formazione in cui è la realtà stessa, con la sua fatale ferocia, a imporre a un adolescente di crescere senza diventare mai veramente grande. Le potenzialità di una favola arcaica e feroce, uscita fuori dalle viscere ed estranea ai riti della modernità, finiscono per irrigidirsi in una scrittura programmatica e prevedibile che sciorina le sue maschere ovvie e stereotipate: il padre ruvido ma bonario, la prostituta fragile e seducente, il cattivo ottuso e prepotente. Le vedi e sai già come agiranno, figurine incapaci di stupire, affondate in un buio denso e pulp, costruite per dare allo spettatore la conferma di quel che si aspettava. Razzabastarda è una denuncia urlata a squarciagola e caricata di un artificioso accento rumeno, una favola nera in cui infila la testa senza imparare a vedere il giovane protagonista di Giovanni Anzaldo.

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RAZZABASTARDA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 23 aprile 2013
Flyanto

 Film tratto dalla pièce teatrale dello scrittore cubano Reinaldo Podov dove si racconta il rapporto esistente tra un padre ed un figlio rumeni  che vivono le proprie giornate in un campo nomadi alla periferia della città di Latina. Quelle del padre, che ha scontato vari anni in galera a causa di un omicidio, sono caratterizzate da trattative di spaccio di droga e losche amicizie, [...] Vai alla recensione »

domenica 21 aprile 2013
diomede917

Dopo averlo portato in giro per i teatri italiani, Alessandro Gassman decide di esordire alla regia cinematografica con la trasposizione di “Roman e il suo cucciolo” di Reinaldo Povod. Adattando il dramma di questo emarginato cubano in un altrettanto dramma d’integrazione rumena ai margini della periferia romana. Roman è un immigrato rumeno che vive nel degrado più [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2013
IlparereDelPubblico

Razzabastarda è uno di quei film che dovrebbero vedere i ragazzi nelle scuole.Un film che ci mostra che siamo tutti uguali, non importa se zingaro romeno o italiano siamo in grado di provare tutti le stesse emozioni.Emozioni che prova Roman, padre di un figlio italo/romeno di cui vuole essere amico e genitore e non fargli mancare nulla.Non fargli mancare nulla perchè consapevole che ci [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 aprile 2013
romania mea@dacia

IL FILM E UN CAPOLAVORO X NOI ITALIENI-RUMENI,SIAMO ORGOLIOSI DI QUESTO FILM,SPERIAMO DI FARE UN ALTRO ANCORA MIGLIORE RIGUARDA L'INTERA FAMIGLIA,MADRE E PADRE IN ROMANIA O AL ESTERO!COMPLIMENTI AL REGISTRA,AL AUTORE,AL ATTORE ALESSANDRO GASSMAN UN GRANDE E MERAVILIOSO PERSONAGGIO.

martedì 23 aprile 2013
aleandrafi

Non vado mai a vedere film con sole due stelle!! Per fortuna che questa è stata un eccezione, per questo ci tengo a dare la mia impressione, visto il basso punteggio e lo scarsa promozione che ha avuto.. E' un film che aggredisce allo stomaco con la forza brutale, di un bianco e nero che non indugia in sfumature di grigi patinati ( in cerca di facili consensi) ma che mette in risalto la crudezza [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 aprile 2013
Lidia Russo

Un bravissimo Gassman esordisce alla regia regalando al pubblico una storia molto bella, incentrata sul rapporto padre/figlio. Da vedere!

giovedì 20 marzo 2014
catvirgilio

Attori bravissimi Ecco come l'arte aiuta, con leggerezza, ad affrontare la dura realtà ed a prenderne consapevolezza. Complimenti ad Alessandro Gassman.

lunedì 5 agosto 2013
Loisthreepwood

Bellissima fotografia, interpretazioni interessanti ma alcune scene un po' troppo cariche. Non mi è piaciuto per nulla la scena iniziale, l'interpretazione della donna e la reazione di Romanov con la motosega e, in generale, il film è poco scorrevole. Ma ddevo ammettere che il finale mi ha quasi commosso!

giovedì 5 giugno 2014
cantodiluna

Storia disturbante, nuda e cruda. Un bianco e nero incisivo che non consente sfumature, rappresentato come un fumetto tragico. Forse un po' sopra le righe il padre-Gassmann, ma è difficile stabilire quanto possa essere, o non essere, grottesco sopravvivere in fondo ad un barile sporco, che non offre risalite. Non potrebbe concludersi diversamente ma non si resta delusi, bensì, [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 marzo 2014
ginger snaps

altro che" La grande bellezza" Gasman meritava davvero un Oscar. Bravissimo nell'interpretare uno zingaro rumeno da sembrare quasi vero. Bravi tutti, una grande genialata italiana. Ma comè che non sono riuscita a vederlo al cinema?

mercoledì 11 giugno 2014
Pisiran

Ho visto il film per caso e ringrazio il caso per la visione e lo stupore assegnatomi. Non solo trovo che l'esordio alla regia di Alessandro Gassman sia di tutto rispetto, ma trovo che l'interpretazione del personaggio ( a mio parere non facile ) sia stata all'altezza. Razza bastarda è un film un pò fuori dagli schemi per un esordiente alla regia, e anche un pò [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Cinema duro, anzi durissimo e una firma che merita stupore. Alessandro Gassmann, infatti, non si crogiola più da un pezzo nel celebre cognome, bensì osa, sperimenta e lavora per dimostrare giustamente di essere diventato un nome. L'esordio alla regia, in questo senso, è apprezzabile e finanche dignitoso nel ritmo e nella forma, ma non lascia il segno di qualità autoriale al quale aspirerebbe: «Razzabastarda [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Il Secolo XIX

Si svolge tra Latina e Nettuno, parla di rumeni trapiantati in Italiae di criminalità camorrista, eppure "Razzabastarda" porta dentro di sé un cuore ligure. Nel senso migliore. Il film l'ha diretto e interpretato Alessandro Gassman, anzi Gassmann, perché il figlio del grande attore genovese, nato da padre tedesco e madre ebrea, ha recuperato la doppia "enne" nel cognome.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Il degrado di un multietnico sobborgo di Latina dove si consuma il dramma di un padre, spacciatore rumeno che sogna per il figlio un futuro diverso dal suo; e di un adolescente che, insofferente dell'ossessiva invadenza paterna, sbaglia via di fuga. Alessandro Gassman esordisce nella regia con un testo portato con successo a teatro, Roman e il suo cucciolo, adattamento di una pièce (Cuba and his [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

C'è follia e rischio nell'esordio alla regia di Alessandro Gassmann, figlio d'arte del mitologico Vittorio. Eh già perché l'ex belloccio del duo fancazzista con Gianmarco Tognazzi (tanti film insieme nei '90) convertitosi al cinema d'autore dopo il bel confronto con Moretti in Caos calmo, ha deciso di impugnare la cinepresa per una storiaccia in bianco e nero di baracche, emarginazione, meticciato [...] Vai alla recensione »

Lee Marshall
Condé Nast Traveller

Un grande pregio dell'esordio in regia di Alessandro Gassman è che offre ad Alessandro Gassman il suo ruolo più bello dai tempi di Caos calmo. A volte, se vuoi una cosa fatta bene, devi fartela da solo. Gassman è un padre romeno burbero ma buono che ha cresciuto da solo un figlio nell'entroterra romano. Gestisce un'autorimessa ma per sbarcare il lunario spaccia, e vede nel figlio l'unica chance di [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
venerdì 12 aprile 2013
Chiara Renda

Un bianco e nero intenso e contrastato, una camera a mano che pedina ossessivamente il personaggio di Roman, pusher rumeno in Italia da trent'anni (interpretato da Gassman): le immagini di questa clip in esclusiva ci introducono nel mondo 'bianco e (soprattutt [...]

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