Margin Call

Consigliato sì!
3,27/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * - -
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Il film segue otto persone che lavorano presso una banca di investimenti di grandi dimensioni quando la crisi finanziaria ha colpito gli Stati Uniti.
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primo piano
La crisi del 2008 raccontata con la qualità del grande cinema di denuncia made in Usa
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Wall Street. Eric Dale, uno dei capi settore di una grossa banca di credito finanziario, viene licenziato in tronco. Ha solo pochissimo tempo per prendere i suoi effetti personali ed andarsene. Fa in tempo però a consegnare una chiavetta di computer al giovane analista Peter Sullivan dicendogli di fare attenzione. Peter, dopo che i suoi compagni di lavoro sono usciti, scopre che i dati che emergono dai file di Eric dicono che la banca, appoggiandosi su azioni virtuali, ha le ore contate. Sullivan mette in allarme le alte sfere e si convoca nella notte una riunione di emergenza. Bisogna decidere in tempi rapidissimi il da farsi o il crollo dell'Istituto sarà verticale. Le scelte da compiere dovranno fare (o non fare) i conti con l'etica.
È una storia nota quella che il film dell'esordiente J.C. Chandor ci racconta. Una storia di cui paghiamo e pagheremo a lungo le conseguenze. Lo fa con i mezzi che il cinema ha a disposizione e con un cast di alto livello capace di trasformare la fiction in una efficace rilettura del vero. Ci aveva già provato (riuscendoci) Oliver Stone con Wall Street - Il denaro non dorme mai. Ci riesce con ancora maggiore efficacia questo film perchè non ha nel proprio bagaglio un precedente successo planetario a cui fare riferimento come invece Stone aveva.
Chandor sceglie la via della didattica grazie a dialoghi efficaci tra cui risultano particolarmente illuminanti quelli che si intrecciano con il boss dei boss John Tuld interpretato da un Jeremy Irons in piena forma luciferina. C'è un mondo là fuori che sta per essere travolto da uno tsunami finanziario senza precedenti per la forma e le modalità. Quegli uomini debbono decidere della sorte dell'umanità dovendo valutare se anteporvi o meno la propria.
Con la fluidità del cinema di denuncia di alto livello a cui il cinema americano riesce periodicamente a fare ritorno Margin Call riesce a farci comprendere come il destino di miliardi di persone finisca con il concentrarsi nelle mani di pochi nonostante tutte le discettazioni sulla democrazia. È nello stupore del giovane Peter come nell'amarezza di segno diverso dei veterani Sam ed Eric che leggiamo l'amara verità dei nostri tempi. Chandor riesce a spiegarcelo (come gli chiede in riunione Tuld) come se lo dovesse far capire a un bambino o a un Golden Retriever. Gli va riconosciuto questo merito non secondario.

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Incassi Margin Call
Primo Weekend Italia: € 159.000
Incasso Totale* Usa: $ 5.300.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 8 gennaio 2012
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Premi e nomination Margin Call

premi
nomination
Premio Oscar
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1
NYFCCA
1
0
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I nuovi avvoltoi...

domenica 20 maggio 2012 di Writer58

"Margin Call", opera prima di Chandor, non mi ha convinto, mi è parso un prodotto poco ispirato e coinvolgente. Provo ad argomentare questa affermazione, procedendo per punti. A. La crisi finanziaria del 2008 è stata un cataclisma che ha generato pesanti effetti sulle economie mondiali, ne stiamo pagando e ne pagheremo le conseguenze per anni. Il tema si prestava a una trattazione intensa ed "epica", volta a rappresentare le dinamiche e le patologie di un sistema che ha messo in circolo una massa continua »

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Incredibile. dimenticate wall street...

martedì 22 maggio 2012 di rocco albanese

L'elemento più sorprendente di "Margin Call" è sicuramente la sua capacità di riprendere e raffigurare i vizi e le falle del mondo finanziario del 2008 senza dover ricorrere mai ad artifizi retorici o moraleggianti. Così a differenza di "Wall street" (film che ho amato e che ha segnato la crescita della mia generazione di manager) il regista non ricorre all'immagine del vecchio pilota che rischia di perdere la sua pensione per l'avidità dei broker; e neanche a quella (dei nostri giorni)della vecchietta continua »

* * - - -

Una vera tragedia: in tutti i sensi

mercoledì 23 maggio 2012 di Jezza

C'era la storia. C'era il cast. C'era il dramma: premesse ottime, risultato pessimo. Una cavalcata nella notte scandita da un ritmo pressoché inesistente. Si dovrebbe trattare di un vortice che trascina tutti nel baratro, ma un vortice senza velocità non è un vortice! Il gusto americano per i discorsi rallenta il tutto ancor di più. Voluto o non voluto, è totale il distacco dalla realtà. E questo è l'unico aspetto ben riuscito. I soldi sono una bolla di sapone, un invenzione: il mondo reale, continua »

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Nessuna pietà per i ricchi

sabato 19 maggio 2012 di renato volpone

Il film scorre lentissimo  senza lasciare il ben che minimo spazio alle emozioni. Sterile, esile, banale, racconta di conti falsati in una società che porteranno alla liquidazione del personale e alla svendita dei titoli. Elogio della ricchezza e della corruzione dei mercati non spiega nulla di ciò che accade realmente entrando nei particolari, ma lascia il tutto alle espressioni degli attori che, doppiati, ovviamente non ci raccontano nulla. Buon film per chi soffre di inson continua »

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GALLERY | Le foto del thriller ambientato nel mondo dell'alta finanza.

La più grande truffa di wall street

lunedì 14 maggio 2012 - a cura della redazione

Margin Call, la più grande truffa di Wall Street Scritto e diretto da J.C. Chandor, Margin Call è un thriller ambientato nel mondo dell’alta finanza, durante le 24 drammatiche ore che precedettero la crisi finanziaria del 2008. Il countdown parte quando l'analista Peter Sullivan (Zachary Quinto) viene a conoscenza di notizie che potrebbero portare al fallimento la banca per cui lavora. Una volta condivise le informazioni, gli uomini chiave dell'azienda saranno coinvolti in una corsa contro il tempo in cui il coefficiente di rischio non può essere calcolato in modo preciso.

GALLERY | Un cast d'eccezione per raccontare la crisi che ha sconvolto l'economia mondiale.

Il red carpet di

sabato 12 febbraio 2011 - a cura della redazione

Berlinale 2011: Il red carpet di Margin Call Le foto del red carpet di Margin Call, thriller di J.C. Chandor attraverso cui il regista - qui alla sua opera prima - ripercorre le vicende che hanno dato il via alla crisi finanziaria del 2008. Basato su una sceneggiatura serrata e avvincente, Margin Call si avvale della partecipazione di nomi illustri del panorama cinematografico americano: a Kevin Spacey e Paul Bettany si aggiungono infatti Jeremy Irons, Zachary Quinto, Penn Badgley, Simon Baker, Demi Moore e Stanley Tucci. La storia è quella di Peter Sullivan (Zachary Quinto), giovane analista di una grossa banca di Wall Street che un giorno riceve da uno dei capisettore, Eric Dale (Stanley Tucci), una misteriosa chiavetta.

BIZ

Nuovi scenari di distribuzione dall'America.

Margin Call e il video on demand sono il futuro?

mercoledì 25 gennaio 2012 - Robert Bernocchi

Per qualcuno è la direzione in cui andrà il cinema nel futuro prossimo. Per altri, non è il corretto prendere un esempio specifico e farlo diventare un modello. Tuttavia, non c'è dubbio che Margin Call stia facendo molto parlare di sé, anche grazie a una candidatura agli Oscar ricevuta ieri per la miglior sceneggiatura originale. Interesse che va ben al di là dei suoi guadagni, più o meno un decimo di quanto alcuni blockbuster fanno al loro primo giorno di sfruttamento nei cinema. Continua » continua »

   

di Matteo Bittanti Rolling Stone

Lasciate perdere Wall Street: Money Never, Sleep. Quello di J.C. Chandor è il varo cinema della recessione, che parla dell'implosione di una società di investimenti” modello Goldman Sachs/Lehman Brothers. Criminalità Organizzata protetta dal governo degli Stati Uniti. I terroristi della sItuazione? Bevono Perrier in una fortezza di Manhattan e speculano sui vostri risparmi. Cast fenomenale, pura cronaca. Lucido update di Americani, conferma che l'1% vince sempre. Avete presente Leonard Cohen? ‘Everybody knows. »

Le ventiquattr'ore che cambiarono il ricco Occidente

di Roberto Nepoti La Repubblica

«Ricordatevi di questo giorno, ragazzi: sarà un bagno di sangue»... Mancano un paio d’ore all’alba di un lunedì di settembre che sta per cambiare la storia del ricco Occidente. Il Big Crash planetario, innescato il 15 settembre 2008 con il fallimento di Lehman Brothers, di sangue ne farà scorrere a fiumi. È una della scene madri di Margin Call, il film dell’esordiente J.C Chandor, che ha un grande merito: quello di raccontare per la prima volta da “dentro”, cioè dal cuore di un sistema che sta per collassare, quelle fatali ventiquattr’ore che sconvolsero il mondo. »

"Margin call" ai margini della finanza

di Alessandra Levantesi La Stampa

Pare che l’espressione Margin Call indichi, da parte di un broker, la richiesta al cliente di un deposito di copertura a garanzia di un fondo titoli. Non siamo esperti in materia e non sapremmo aggiungere altro, ma quello che ci interessa qui è che il titolo del film d’esordio di J. C. Chandor introduce nel cuore dell’argomento trattato: le convulse giornate del settembre 2008, in cui il mondo della finanza internazionale fu colpito dal più devastante terremoto della sua storia, dopo la fatale crisi del 1929. »

Wall Street non perde mai

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

E venne la notte. Sopra New York, immersa in un'oscurità che le luci dei grattacieli rendono ancora più inquietante: e sopra la finanza internazionale, a un passo dal baratro. Ventiquattro ore nella vita di una grande, grandissima banca d’investimenti con sede principale a. Wall Street ma, ovviamente, con interessi in tutto il mondo. Le ventiquattro ore in cui la mega-crisi è iniziata, qualche anno fa. Quando ancora c’è luce, i “tagliatori di teste” entrano in azione: pochi minuti per sgomberare le scrivanie, una selvaggia riduzione di personale. »

Margin Call | Indice

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Sito ufficiale
Uscita nelle sale
venerdì 18 maggio 2012
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 88 sale cinematografiche:
Showtime
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