Tutti per uno

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Un film di Romain Goupil. Con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset.
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Titolo originale Les mains en l'air. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 90 min. - Francia 2010. - Teodora Film uscita mercoledì 1 giugno 2011. MYMONETRO Tutti per uno * * * - - valutazione media: 3,05 su 24 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,05/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Quando i compagni di Milana vengono a sapere che la loro amica rischia di essere rimpatriata dal governo, mettono in atto un piano per salvarla.
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primo piano
Uno sguardo infantile, tenero e suadente sulle politiche d'immigrazione francese
Edoardo Becattini     * * * - -

Nel 2067, Milana ricorda il periodo della sua prima infanzia, quando passava i pomeriggi coi compagni della scuola elementare a creare un piccolo commercio di dvd pirata e a rubare liquirizie dai negozi. In quegli anni, le nuove politiche d'immigrazione francesi causano l'espulsione di molti clandestini e lei, nata in Cecenia e arrivata a Parigi a tre anni senza documenti, rischia di dover abbandonare presto i suoi amichetti. Ma quando i bambini si rendono conto della situazione, si organizzano per tutelare la loro amica. In modo particolare Blaise, il giovanissimo leader della piccola banda, si impegna dapprima facendo in modo che la famiglia accolga Milana in casa sua, e poi organizzando una vera sparizione di grande richiamo per i media.
Il cinema francese manifesta da sempre un'incredibile dolcezza nel raccontare la stagione più acerba dell'uomo, oltre a una straordinaria capacità di entrare in sintonia con lo sguardo puro e gli entusiasmi prorompenti di bambini e adolescenti. Non c'è bisogno di scomodare Truffaut per spiegare che la grande differenza con il cinema americano dedicato all'infanzia sta nella costruzione del punto di vista: laddove gli Stati Uniti giocano coi bambini, interagiscono con loro sia per scorgerne le piccole scoperte, le prime paure, che per suscitare gag o sentimentalismi, la tradizione francese preferisce diventare il bambino che gioca, cercare un'adesione totale con la sensibilità infantile o i turbamenti dell'adolescenza. Tutti per uno perpetua questa suddivisione che vede i ragazzi come il soggetto e quasi mai solamente l'oggetto della rappresentazione. Anzi, rende in qualche modo più evidente la distanza, raccontando quella che potrebbe essere un'avventura di un gruppo di ragazzini estremamente abili e smaliziati in stile I Goonies o Piccole canaglie, attraverso i delicati equilibri fra gravità e leggerezza, fra cronaca e fiaba, de Gli anni in tasca.
L'occhio sulla "piccola impresa" di Blaise e amici per salvare Milana dall'espatrio si mantiene dunque sempre ad un'altezza di poco più di un metro, intento a cercare una perfetta sincronia coi giovanissimi protagonisti e con il loro immaginario fatto di nascondigli, messaggi in codice e innocenti bugie con cui allestire una battaglia sociale che ha le forme e le vesti del gioco, ma che si è fatta per loro estremamente seria. Nel momento in cui si arriva a minacciare l'integrità del branco e i palpiti delle prime infatuazioni, Romain Goupil concede spazio solo a quegli adulti che simpatizzano per la causa dei bambini, in modo particolare alla mamma interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. In questo modo, il film si configura come un romanzo sentimentale dove il sottotesto politico e le lotte dei sans papiers restano problemi concreti visti attraverso lo sguardo degli affetti infantili. I ragazzi apprendono la situazione politica e diventano a loro modo dei piccoli rivoluzionari nel momento in cui la brutalità delle istituzioni arriva a scontrarsi con la forza dei loro legami.
Nel cercare di plasmare un nuovo modello per le battaglie sociali, un ideale fatto di creatività e di non violenza con cui sostenere il futuro dell'integrazione e dell'accoglienza, Goupil tende spesso a diluire il suo discorso civile dentro a una parabola sulla genuinità e la forza immaginativa dell'infanzia perduta. Se, così facendo, si fa più flebile il messaggio politico, è vero anche che il film si carica di un sentimento poetico e melanconico tenero e suadente. È tutto magico finché si resta uniti, racconta in sostanza il film. La vera perdita dell'innocenza avviene quando ci si separa e si scopre di essere rimasti soli, con le mani in alto a dichiarare la nostra resa al mondo degli adulti.

Incassi Tutti per uno
Primo Weekend Italia: € 40.000
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Interpretato molto bene dai ragazzi per gli adulti

martedì 31 maggio 2011 di Jayan

Un film interpretato molto bene dai ragazzi, come se fossero veri e propri attori professionisti, che lancia messaggi agli adulti. Contro il razzismo e la xenofobia, ha un buon contenuto, una buona regia e una grande interpretazione. Una ragazza cecena viene "adottata" da una famiglia francese per evitare che sia presa dalla polizia ed espulsa dal paese perché sprovvista di permesso. Dopo che un extracomunitario è stato espulso, gli amici di lei vanno a nascondersi in un continua »

Milana
"Stavo male perchè stavo bene!"
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Cendrine
"Non avrò buon senso, ma ho una morale!"
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mamma blaise
"Accetto io Milana nella mia famiglia!"
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DVD | Tutti per uno

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 22 novembre 2011

Cover Dvd Tutti per uno A partire da martedì 22 novembre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Tutti per uno di Romain Goupil con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Tutti per uno (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
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APPROFONDIMENTI | Lunedì 30 maggio in ANTEPRIMA WEB una parabola attuale e toccante che ha emozionato il pubblico del Festival di Cannes, con la sorprendente interpretazione di Valeria Bruni Tedeschi. Da mercoledì 1 giugno al cinema.

Su mymovies live!

venerdì 13 maggio 2011 - a cura della redazione

Tutti per uno, su MYmovies LIVE! Lunedì 30 maggio MYmovies LIVE! ha presentato una nuova opportunità di grande cinema online con l'anteprima web di Tutti per uno. Scritto e diretto da Romain Goupil, il film racconta la storia di un gruppo multietnico di bambini, uniti nel desiderio di proteggere una compagna di classe che rischia l'espulsione dalla Francia. Uno straordinario piano di fuga metterà in discussione la politica sui sans-papiers. Distribuito da Teodora Film, al cinema da mercoledì 1 giugno, il film è stato mostrato online su MYmovies LIVE!Theatre a un pubblico esclusivo di 500 invitati che ha potuto vivere e condividere l'esperienza della visione collettiva del film.

   

INCONTRI | La sorella di Carlà nel film contro le politiche sull'immigrazione del governo francese.

Bruni contro bruni

lunedì 30 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

Tutti per uno, Bruni contro Bruni Guerra fredda in casa Bruni, e tutto per colpa di un film: Tutti per uno di Roman Goupil, che in Italia arriva solo adesso (dal 1 giugno), oltralpe ha già fatto discutere, costringendo all’inevitabile confronto le due sorelle italiane più famose di Francia. Nel mirino del film, presentato due anni fa a Cannes, c’è la politica francese, il governo Sarkozy, le misure contro l’immigrazione. La più piccola, la première dame Carla Bruni, ha incassato con classe l’attacco del regista a suo marito: «Con il Governo Sarkozy – ha detto Goupil - la Francia si è involuta».

   

La resistenza dalla parte dei bambini

di Roberto Nepoti La Repubblica

Film sull'oggi mascherato da narrazione distopica (la "cornice" è il 2067, ma per raccontare un episodio del 2009), Tutti per uno è merce rara: sa dire cose gravi nei toni di una fiaba. La narratrice è Milana, minacciata di espulsione da Parigi quando era scolaretta perché cecena. In sua difesa si mobilitano tre bambini "regolari": autoesiliandosi in un sotterraneo, creeranno un caso mediatico. Il tocco di genio di Goupil è di narrare i fatti come in un film sulla Resistenza; ma senza perdere mai il tocco di humour. »

I clandestini spiegati ai nostri genitori

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Il problema dei clandestini spiegato ai nostri genitori. Se «Tutti per uno» fosse un libro potrebbe intitolarsi così, rovesciando la moda dei vari «Auschwitz spiegato a mia figlia», «Gesù spiegato a mio figlio», eccetera, che dilagano nei cataloghi delle nostre case editrici. Ma «Tutti per uno» (in originale «Les mains en l’air», Mani in alto) non è un libro. È un film francese, che aggiorna ai tempi di Schengen la tradizione francesissima del cinema sull’infanzia come scuola di libertà. Da Jean Vigo al bellissimo «Stella», passando naturalmente per Truffaut, non si contano infatti i film d’oltralpe che cercano nel mondo dei bambini la traduzione concreta dei princìpi predicati dalla Rivoluzione francese, libertà, uguaglianza, fraternità. »

Piccole canaglie

di Paola Casella Europa

Doveva chiamarsi Mani in alto, come l’originale francese, l’ultimo film di Romain Goupil, Caméra d’or al festival di Cannes nel 1982 per Morire a trent’anni, che era un documentario incentrato sul ’68 francese e la militanza di sinistra d’oltralpe. Invece, nella versione italiana, il film si intitola Tutti per uno, rendendo onore sia al tema centrale della solidarietà, sia a quella parte del film che è dedicata alle peripezie di un gruppo di ragazzini delle medie reminescenti delle piccole canaglie televisive o dei ragazzi della via Paal: in questo senso Tutti per uno si inserisce benissimo nel filone del cinema per ragazzi che sta avendo da qualche anno un enorme successo in Francia (vedi Il piccolo Nicolas e La guerra dei bottoni) ma che ha le sue radici molto più lontano, e almeno un cantore a cui il post sessantottino Goupil si è chiaramente ispirato: il François Truffaut de Gli anni in tasca. »

Clandestini, ma non a scuola

di Valerio Caprara Il Mattino

Molti registi partono dall’ispirazione e dal talento per entrare nel vivo di una controversia societaria, molti altri, purtroppo, cercano di predisporsi il (più comodo) percorso inverso. Il Romain Goupil di «Tutti per uno» appartiene alla seconda categoria avendo, tra l’altro, ha il torto di fingere un pathos di condivisione e approfondimento puntualmente negato dalla sicumera delle dichiarazioni d’accompagnamento. Il drammatico spaccato adolescenziale sarebbe stato, infatti, costruito per denunciare la «criminale», «barbara» e chi più ne ha più ne metta politica di Sarkozy nei confronti dei sans papiers, gli immigrati clandestini sprovvisti di documenti e l’intenso ruolo interpretato da Valeria Bruni Tedeschi andrebbe letto alla stregua di uno schiaffo in faccia alla sorella Carlà accoppiatasi con un così diabolico presidente. »

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