Tutti per uno

Film 2010 | Drammatico +13 90 min.

Regia di Romain Goupil. Un film Da vedere 2010 con Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset. Cast completo Titolo originale: Les mains en l'air. Genere Drammatico - Francia, 2010, durata 90 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 giugno 2011 distribuito da Teodora Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,94 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quando i compagni di Milana vengono a sapere che la loro amica rischia di essere rimpatriata dal governo, mettono in atto un piano per salvarla. In Italia al Box Office Tutti per uno ha incassato 138 mila euro .

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,25
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO SÌ
Uno sguardo infantile, tenero e suadente sulle politiche d'immigrazione francese.
Recensione di Edoardo Becattini
mercoledì 4 maggio 2011
Recensione di Edoardo Becattini
mercoledì 4 maggio 2011

Nel 2067, Milana ricorda il periodo della sua prima infanzia, quando passava i pomeriggi coi compagni della scuola elementare a creare un piccolo commercio di dvd pirata e a rubare liquirizie dai negozi. In quegli anni, le nuove politiche d'immigrazione francesi causano l'espulsione di molti clandestini e lei, nata in Cecenia e arrivata a Parigi a tre anni senza documenti, rischia di dover abbandonare presto i suoi amichetti. Ma quando i bambini si rendono conto della situazione, si organizzano per tutelare la loro amica. In modo particolare Blaise, il giovanissimo leader della piccola banda, si impegna dapprima facendo in modo che la famiglia accolga Milana in casa sua, e poi organizzando una vera sparizione di grande richiamo per i media.
Il cinema francese manifesta da sempre un'incredibile dolcezza nel raccontare la stagione più acerba dell'uomo, oltre a una straordinaria capacità di entrare in sintonia con lo sguardo puro e gli entusiasmi prorompenti di bambini e adolescenti. Non c'è bisogno di scomodare Truffaut per spiegare che la grande differenza con il cinema americano dedicato all'infanzia sta nella costruzione del punto di vista: laddove gli Stati Uniti giocano coi bambini, interagiscono con loro sia per scorgerne le piccole scoperte, le prime paure, che per suscitare gag o sentimentalismi, la tradizione francese preferisce diventare il bambino che gioca, cercare un'adesione totale con la sensibilità infantile o i turbamenti dell'adolescenza. Tutti per uno perpetua questa suddivisione che vede i ragazzi come il soggetto e quasi mai solamente l'oggetto della rappresentazione. Anzi, rende in qualche modo più evidente la distanza, raccontando quella che potrebbe essere un'avventura di un gruppo di ragazzini estremamente abili e smaliziati in stile I Goonies o Piccole canaglie, attraverso i delicati equilibri fra gravità e leggerezza, fra cronaca e fiaba, de Gli anni in tasca.
L'occhio sulla "piccola impresa" di Blaise e amici per salvare Milana dall'espatrio si mantiene dunque sempre ad un'altezza di poco più di un metro, intento a cercare una perfetta sincronia coi giovanissimi protagonisti e con il loro immaginario fatto di nascondigli, messaggi in codice e innocenti bugie con cui allestire una battaglia sociale che ha le forme e le vesti del gioco, ma che si è fatta per loro estremamente seria. Nel momento in cui si arriva a minacciare l'integrità del branco e i palpiti delle prime infatuazioni, Romain Goupil concede spazio solo a quegli adulti che simpatizzano per la causa dei bambini, in modo particolare alla mamma interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. In questo modo, il film si configura come un romanzo sentimentale dove il sottotesto politico e le lotte dei sans papiers restano problemi concreti visti attraverso lo sguardo degli affetti infantili. I ragazzi apprendono la situazione politica e diventano a loro modo dei piccoli rivoluzionari nel momento in cui la brutalità delle istituzioni arriva a scontrarsi con la forza dei loro legami.
Nel cercare di plasmare un nuovo modello per le battaglie sociali, un ideale fatto di creatività e di non violenza con cui sostenere il futuro dell'integrazione e dell'accoglienza, Goupil tende spesso a diluire il suo discorso civile dentro a una parabola sulla genuinità e la forza immaginativa dell'infanzia perduta. Se, così facendo, si fa più flebile il messaggio politico, è vero anche che il film si carica di un sentimento poetico e melanconico tenero e suadente. È tutto magico finché si resta uniti, racconta in sostanza il film. La vera perdita dell'innocenza avviene quando ci si separa e si scopre di essere rimasti soli, con le mani in alto a dichiarare la nostra resa al mondo degli adulti.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 31 maggio 2011
Jayan

Un film interpretato molto bene dai ragazzi, come se fossero veri e propri attori professionisti, che lancia messaggi agli adulti. Contro il razzismo e la xenofobia, ha un buon contenuto, una buona regia e una grande interpretazione. Una ragazza cecena viene "adottata" da una famiglia francese per evitare che sia presa dalla polizia ed espulsa dal paese perché sprovvista di permesso. [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 giugno 2011
uobba

emozionante, davvero un bel film!! così semplice e così profondo, recitato benissimo dai bambini, che sembrano davvero reali.

domenica 5 giugno 2011
brian77

Goupil fa del cinema militante. Condivido molte delle sue posizioni, a cominciare da quelle su Sarkozy e le sue leggi, però non condivido il suo film. Per un semplice motivo: mi ha annoiato. Non è una questione di ideologia, ma di cinema. E' tutto faticoso, stentato, ogni minuto interminabile.  Magari, mi annoio ancora di più proprio perché condivido le [...] Vai alla recensione »

martedì 7 giugno 2011
Flyanto

Film in cui viene affrontato il problema dell'immigrazione dal punto di vista dei bambini, attraverso un loro stratagemma ideato per evitare l'estradizione di una loro amichetta straniera dal paese. Discreto, delicato ma i films sull'infanzia di Francois Trauffaut sono ben superiori.

sabato 4 febbraio 2012
pcologo

La tematica politica, come giustamente dice Beccattini, e' resa in maniera troppo frammentaria, per cui risultano preminenti le divertenti vicende del gruppo di ragazzini. L'unico ruolo adulto che avrebbe potuto dare forza e dignita' al messaggio di civilta' implicito nella storia e' stato purtroppo affidato ad una disastrosa Valeria Bruni Tedeschi, che recita sempre come se si trovasse ad un talk [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 giugno 2011
EVERYONE

Ma dove li trovano i soldi per fare un film come questo???

martedì 31 maggio 2011
angelo umana

Film tenero come i bambini che lo popolano. Valeria Bruni Tedeschi superlativa, risponde come nel titolo del commento alla giornalista che le chiede perché ospita Milana, la bambina cecena. Questa, bella e delicata, è arrivata a nascondersi per la paura di perdere la felicità che vive per essere ospitata in quella famiglia, quasi che la felicità possa andar via quando [...] Vai alla recensione »

martedì 31 maggio 2011
astromelia

...i bambini insegnano....e ricordano agli adulti quel che hanno perso,qui come in vento di primavera...

martedì 31 maggio 2011
Francesco2

Ho perso i primissimi minuti.......Il mondo dei bambini non è visto con tantissima malizia, la madre, nonostante la bravura dell'attrice, è un personaggio che può non apparire molto plausibile. Ma la delicatezza del film ,a tratti anche irriverente quando il "Marito" della Bruni Tedeschi le rinfaccia di volere solo evitare una terza gravidanza) è tutta francese: lo è meno il buonismo percepibile nel [...] Vai alla recensione »

martedì 31 maggio 2011
algernon

un film carino, ragazzini carini, un bel senso di fratellanza fra i popoli, fra i bambini dei popoli. e poi anche bei giochi di ragazzi, una piccola banda, con codici segreti, piccole attività illegali, nascondigli. un po' fantasioso forse, un coraggio, un senso di avventura e una tenacia che appaiono fuori misura per dei bambini, fa pensare a "il signore delle mosche" o "la guerra dei bottoni", ma [...] Vai alla recensione »

lunedì 30 maggio 2011
rokkosiffredi

molto interessante..

giovedì 9 giugno 2011
renato volpone

Favola edulcorata sull'immigrazione, con lo sguardo dal punto di vista dei bambini. Nella società francese multirazziale la legge è dura contro gli immigrati clandestini o irregolari. Alcuni bambini, per evitare l'espulsione di una loro amica, decidono di nascondersi e creano un "caso". La loro scomparsa finisce sulle prime pagine di tutti i giornali e altri bambini [...] Vai alla recensione »

venerdì 3 giugno 2011
EVERYONE

Questo film è una ridicola rappresentazione di adulti e bambini alle prese con problemi più grandi di loro.Della "protagonista"si ricorda solo la fisionomia equina degli altri neppure quella,i bambini vengono,spero involontariamente,presi in giro dall'inizio alla fine a cui ho scelto di non assistere dopo 70' DI INUTILE PATIMENTO....

FOCUS
INCONTRI
lunedì 30 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Guerra fredda in casa Bruni, e tutto per colpa di un film: Tutti per uno di Roman Goupil, che in Italia arriva solo adesso (dal 1 giugno), oltralpe ha già fatto discutere, costringendo all’inevitabile confronto le due sorelle italiane più famose di Francia. Nel mirino del film, presentato due anni fa a Cannes, c’è la politica francese, il governo Sarkozy, le misure contro l’immigrazione. La più piccola, la première dame Carla Bruni, ha incassato con classe l’attacco del regista a suo marito: «Con il Governo Sarkozy – ha detto Goupil - la Francia si è involuta».

Frasi
"Stavo male perchè stavo bene!"
Una frase di Milana (Linda Doudaeva)
dal film Tutti per uno - a cura di Fabio Licandri
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Film sull'oggi mascherato da narrazione distopica (la "cornice" è il 2067, ma per raccontare un episodio del 2009), Tutti per uno è merce rara: sa dire cose gravi nei toni di una fiaba. La narratrice è Milana, minacciata di espulsione da Parigi quando era scolaretta perché cecena. In sua difesa si mobilitano tre bambini "regolari": autoesiliandosi in un sotterraneo, creeranno un caso mediatico.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il problema dei clandestini spiegato ai nostri genitori. Se «Tutti per uno» fosse un libro potrebbe intitolarsi così, rovesciando la moda dei vari «Auschwitz spiegato a mia figlia», «Gesù spiegato a mio figlio», eccetera, che dilagano nei cataloghi delle nostre case editrici. Ma «Tutti per uno» (in originale «Les mains en l’air», Mani in alto) non è un libro.

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Ci sono cose che solo i bambini vedono e che gli artisti intercettano nei loro sguardi, la visione però resta misteriosa, non decifrabile, e così Tutti per uno si accompagna all'infanzia di Truffaut e dell'ultimo Kaurismaki, l'unico vero «scandalo» di Cannes. La cecità della giuria ha lasciato Le Havre fuori dal palmarès con l'attonita storia di un bimbo migrante ai confini dell'Europa, realismo magico [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Romain Goupil, parigino, classe ’51, regista e attore, ha sin da adolescente esercitato la militanza politica. A sedici anni, nel pieno del ’68, crea insieme ai suoi compagni i «Comités d’action lycéens» e pochi anni dopo inizia la sua formazione nel cinema, lavorando come assistente di Godard all’interno di un cinema fortemente caratterizzato dall’impresa politica (Godard è tra gli esponenti di un [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Doveva chiamarsi Mani in alto, come l’originale francese, l’ultimo film di Romain Goupil, Caméra d’or al festival di Cannes nel 1982 per Morire a trent’anni, che era un documentario incentrato sul ’68 francese e la militanza di sinistra d’oltralpe. Invece, nella versione italiana, il film si intitola Tutti per uno, rendendo onore sia al tema centrale della solidarietà, sia a quella parte del film che [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

Histoire d'une bande de copains d'école, classe de CM2. Un élève prénommé Youssef est arrêté par la police et expulsé du territoire. Motif : sans-papiers. A son tour, Milana, 10 ans, la petite Tchétchène dont est amoureux Blaise, est menacée. Les enfants décident de réagir. Ils prêtent serment de rester toujours ensemble et organisent un complot pour sauver Milana.

Jean-Luc Douin
Le Monde

In una scuola elementare, uno dei bambini, Youssef, è fermato dalla polizia ed espulso perché irregolare. Anche Milana, la piccola cecena di cui Blaise è innamorato, rischia lo stesso destino. E allora i bambini decidono di reagire: giurano di restare sempre uniti e organizzano un complotto. In questo film, che sembra indirizzato più ai bambini che agli adulti, Romain Goupil non cerca di farci la morale, [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Forse è per la sua connotazione naturalista che il cinema francese sa rappresentare con tanta spontaneità il mondo infantile. Conferma questa innata vocazione Tutti per uno, deliziosa commedia con la quale Romain Goupil - partendo dall’astratta cornice di un 2067 dove si direbbe che questi problemi sono stati superati - propone il dramma attuale dei sans papiers, a rischio di espulsione anche se si [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Molti registi partono dall’ispirazione e dal talento per entrare nel vivo di una controversia societaria, molti altri, purtroppo, cercano di predisporsi il (più comodo) percorso inverso. Il Romain Goupil di «Tutti per uno» appartiene alla seconda categoria avendo, tra l’altro, ha il torto di fingere un pathos di condivisione e approfondimento puntualmente negato dalla sicumera delle dichiarazioni d’accompag [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Graziosa, ma spudorata commedia francese, buonista oltre ogni limite, che si schiera con gli immigrati, infischiandosene se siano legalizzati. I cattivi sono i poliziotti, ottusamente ligi al dovere. Protagonista l’undicenne cecena Milana senza permesso si soggiorno, che teme di essere rimpatriata come il coetaneo Youssef. A salvarla interviene il compagno di classe Blaise, in piena sintonia con la [...] Vai alla recensione »

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