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Le fate ignoranti |
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Un film di Ferzan Ozpetek.
Con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Andrea Renzi, Gabriel Garko, Filippo Nigro.
continua»
Drammatico,
durata 105 min.
- Italia, Francia 2001.
MYMONETRO
Le fate ignoranti
valutazione media:
3,43
su
66
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Antonia e Massimo sono sposati da quindici anni. Il loro è un matrimonio felice fino a quando Massimo muore in un incidente stradale.
![]() Ferzan Ozpetek torna ai temi prediletti e disegna caduta e ascesa di una donna borghese |
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Giancarlo Zappoli
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Antonia e Massimo sono sposati da quindici anni. Il loro è un matrimonio felice fino a quando Massimo muore in un incidente stradale. Antonia si chiude nel proprio dolore, accudita dalla madre e dalla cameriera filippina. Un giorno però, grazie a una dedica sul retro di un quadro, scopre che il marito aveva un'amante da sette anni. Questo la obbliga a uscire di casa e a iniziare una serie di ricerche. Raggiunge così lo stabile e l'interno da cui era stato inviato il regalo. L'appartamento è intestato al nominativo Mariani e per lei è ovvio cercare la signorina Mariani. Dopo diversi tentativi di depistaggio da parte della colorita comunità di gay e travestiti che affolla l'appartamento scoprirà la verità: l'amante di suo marito era un uomo, Michele. La prima reazione è di profondo disgusto ma progressivamente il contatto con il gruppo le farà scoprire una realtà diversa. Sarà un'esperienza capace di farla tornare a vivere pienamente. Ferzan Ozpetek, dopo il patinato ma piuttosto sterile Harem Suare, torna ai temi prediletti già presentati con originalità ne Il bagno turco. Eliminate le tentazioni esotiche (anche se non possono mancare due attori e la musica turchi), disegna caduta e ascesa di una donna borghese le cui sicurezze si sgretolano dinanzi alla progressiva scoperta della realtà. Margherita Buy è bravissima nel sottolineare i progressivi slittamenti del cuore del suo personaggio, così come Accorsi lo è nel costruire un Michele gay convinto che vede minare dal di dentro le sue certezze in materia sessuale.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 3 0 |
I registi 'intelligenti'(speranza)
lunedì 20 giugno 2005
di Daniele'80
Ferzan Ozpetek,regista di nazionalità turca ma di adozione italiana(romana per l'esattezza)alla terza prova cinematografica centra il bersaglio in pieno e firma un capolavoro.Partiamo dall'inizio,cioè dal titolo e dalla locandina del film.Il titolo già contiene un riferimento culturale notevole,in questo caso artistico:'Le fate ignoranti' è un noto affresco di Rene Magritte,uno dei maestri del Surrealismo e identifica quelle fate capaci di magie delle quali a loro sfugge il senso.Probabilmente il continua » |
I registi 'intelligenti'(speranza)-parte 2-
lunedì 20 giugno 2005
di Daniele'80
Merito di un regista che non dice e soprattutto non mostra nulla più del necessario:si limita semplicemente a suggerire percorsi e interpretazioni possibili che poi lo spettatore rielaborerà autonomamente.Accanto alla storia principale incentrata sull'ambiguo rapporto fra Michele,Antonia e il marito di lei si muovono tutta una serie di micro-storie,di micro-drammi che vengono presentati,sviluppati e risolti velocemente ma efficacemente.E' un film davvero emozionante valorizzato anche da una perfetta continua » |
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I gay sono più normali di noi?
martedì 15 maggio 2001
di Al
Gran bel film, piacevole, profondo senza annoiare e allegro senza diventare banale. Dopo la scoperta della omosessualità latente (ne Il bagno turco) questa volta il regista vuole mostrarci come i gay amino, soffrano e si divertano come e meglio degli etero. L'allegra comunità omo della terrazza romana, anche tra i suoi drammi e i suoi problemi, rende grigia e squallida la vita nella villa sul fiume della coppia borghese e ipocrita. Visto come si è rischiato con Rutelli a Roma l'anno scorso (minacce continua » |
Un film su sentimenti rari
lunedì 19 febbraio 2007
di gattorosso
Ho rivisto di recente Le fate ignoranti (LFI) e devo dire che ogni volta l'impressione è sempre migliore. LFI è uno di quei film che potremmo definire un classico o un cult e che potremmo rivedere più volte senza mai annoiarci. Il segreto è che vedendo il film si entra a far parte di quella famiglia allargata colorata ed eterogenea che Ozpetek rappresenta nelle tipiche scene sulla terrazza. Ci si vuole tutti bene, ci si supporta nei momenti difficili, si ride, si canta si balla si piange si scherza continua » |
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| Michele | |
| Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno. | |
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| Michele | |
| Per quella parte di te che mi manca e che non potrò mai avere, per tutte le volte che mi hai detto non posso, ma anche per quelle in cui mi hai detto: tornerò… Sempre in attesa… Posso chiamare la mia pazienza AMORE? La tua fata ignorante | |
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| La madre di Antonia | |
| Ma tu non sei mai stata molto curiosa della vita… hai spostato il tuo compagno di banco del liceo, dico, meno avventurosa di così! | |
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Altre frasi celebri del film Le fate ignoranti
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SOUNDTRACK | Le fate ignorantiLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 2 marzo 2001
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APPROFONDIMENTI | Tra commedia e melodramma, il cinema polifonico del regista turco-romano.Ferzan özpetek
mercoledì 14 marzo 2012 - Mauro Gervasini
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Perduto il marito in un banale incidente (è investito da un'auto mentre attraversa la strada parlando al telefonino), Antonia ha una sorpresa che, da quella brava borghese che è, le cade sulla testa come il fulmine: lui aveva l'amante da sette anni, e per di più di sesso maschile. Attraverso il quadro La fata ignorante di Magritte, la donna trova l'inaspettato rivale, che si chiama Michele e vive in una cerchia d'amici eterogenea e variopinta, una specie di famiglia più che allargata che sarebbe poco definire alternativa. » |
di Stefano Lusardi Ciak
Doppio film con doppia anima, anche a livello ideale. Come se Ozpetek fosse scisso fra il film-da-fare, per parlare di cose sacrosante come l'infrangere barriere sociali e sessuali o scoprire nuove condivisioni per sconfiggere egoismi e solitudini, e il film-da-sentire, composto invece di sentimenti più sfumati, vaghe malinconie, inafferrabili rimpianti, frammenti di storie. Se gli elementi "necessari" rendono il film più prevedibile, è la seconda anima a renderlo affascinante. Il regista sbaglia quando eccede, nel melodramma o nel messaggio, ma si dimostra di rara sensibilità e finezza psicologica nei momenti più sospesi, allusivi, molto "francesi" - il dialogo muto nelfinale, la falsa partenza di Antonia, il bicchiere che cadendo non si rompe - permettendo a Margherita Buy e a Stefano Accorsi di brillare per partecipazione ed intensità espressiva. » |
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di Paolo Boschi
Il cinema nazionale non smette di stupire: Le fate ignorantidel regista di origine turca (naturalizzato italiano) Ferzan Ozpetek, già autore de Il bagno turco e Harem suaré, è un film di una freschezza dirompente che sviscera con originalità, realismo ed immediatezza una tematica difficile come l'omosessualità, alternandosi a buon ritmo tra il registro della commedia e quello del dramma tout court. Non a caso ad innescare il plotè la componente tragica: Massimo ed Antonia sono una coppia navigata e perfettamente normale, poi un giorno il primo perde la vita in un incidente stradale e la vedova trova per caso nel retro di un quadro una dedica al defunto consorte. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Una giovane donna medico rimane vedova per un incidente d'auto che uccide suo marito. Scopre che il marito da sette anni aveva un altro amore e che l'amante era un uomo, commerciante ai romani Mercati Generali. Incontra l'amante. Attraverso di lui tenta di capire il marito che credeva di conoscere e che non conosceva affatto, tenta di capire l'ambiente gay disordinato e vitale in cui il marito si sentiva a casa e in cui anche lei sta bene. S'innamora un poco dell'amante. Una prima mezz'ora molto ben fatta, Margherita Buy molto brava, Stefano Accorsi perfetto in una parte difficile e per lui inedita di gay. » |
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