Dancer in the Dark

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Un film di Lars von Trier. Con Catherine Deneuve, David Morse, Björk Gudmundsdóttir, Peter Starnmare, Peter Stormare Musical, durata 140 min. - Danimarca 2000. MYMONETRO Dancer in the Dark * * * * - valutazione media: 4,17 su 42 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,17/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Usa)
 dizionari * * * 1/2 -
 critican.d.
 pubblico * * * 1/2 -
Trailer Dancer in the Dark
Il film: Dancer in the Dark
Anno produzione: 2000
   
   
   
Dancer in the Dark era una canzone cantata, e ballata, da Fred Astaire in Spettacolo di varietà. Ed è la metafora della vita di Selma.
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Riflessione sul potere del cinema (o dell'arte in generale), quest'opera ricca di vitalità intellettuale non si dimentica di essere anche un musical in sé
Marco Chiani     * * * * -

Immigrata negli Stati Uniti dalla Cecoslovacchia, Selma lavora alacremente, senza badare alla stanchezza, per racimolare il denaro sufficiente a far operare agli occhi Gene, il figlio adolescente, affetto dalla sua stessa malattia. I due abitano in una casa mobile sistemata nei pressi di quella di Bill, loro locatore, un poliziotto in bancarotta che, dopo aver rubato i risparmi destinati all'operazione, sarà ucciso dalla donna. A questa ragazza madre, sull'orlo della cecità, allora, non rimarrà che rifugiarsi nel suo mondo di suoni e balli in attesa di essere giustiziata.
Un ouverture di tre minuti e mezzo, soltanto la colonna sonora su schermo nero, così come si usava per i grandi musical hollywoodiani. Titolo. Poi Selma che prova la parte principale di "Tutti insieme appassionatamente" sul palcoscenico di un teatrino, accanto a lei l'amica Kathy, una Catherine Deneuve che non può non rimandare a Les Parapluies de Cherbourg di Jacques Demy.
Al suo settimo lungometraggio, Lars von Trier affronta un lavoro ricercatamente teorico sul musical, inteso come genere d'evasione per eccellenza, per parlare invero della capacità del cinema di portare la mente dello spettatore lontano dagli affanni. Sussultante macchina a mano che trova stabilità solo nei numeri musicali, il regista danese rivendica il diritto di ognuno a "sospendere l'incredulità", di gelare il grigiore della realtà con la fantasia e l'invenzione: del resto, qui, tutto è ricostruito, compresa quell'America anni Sessanta che avrà un ulteriore passaggio di stilizzazione nel successivo Dogville, tutto è anti-realistico, si pensi alla fotografia desaturatissima dell'ottimo Robby Müller. Non ci sono dubbi che un tale esercizio esiga un pubblico capace di "ascoltare il proprio cuore", come fa Selma, di immergersi, senza distacco critico, in una serie di trappole melodrammatiche approntate con la solita sfrontatezza da un cineasta abituato agli eccessi.
Riflessione sul potere del cinema (o dell'arte in generale), quest'opera ricca di vitalità intellettuale non si dimentica di essere anche un musical in sé, forse un omaggio, sicuramente un'antologia dei differenti periodi del genere: a partire dal titolo, lo stesso di un numero di Spettacolo di varietà di Vincent Minnelli, si va da Busby Berkeley (Selma e Kathy vedono Quarantaduesima strada al cinema) a Gli uomini preferiscono le bionde (la sequenza del tribunale), dagli spazi aperti di I've seen It all che richiama Sette sposi per sette fratelli alla modernità di un Bob Fosse (il numero in fabbrica) fino alla citazione vivente di Joel Grey, il maestro di cerimonie di Cabaret, che interpreta il ballerino cecoslovacco Oldrich Novy.
Fondamentale l'apporto della musicista islandese Björk, anche autrice della colonna sonora, insignita di un meritatissimo premio per la migliore interpretazione femminile in quel 53° Festival di Cannes in cui Dancer in the Dark ricevette la Palma d'oro dalla giuria presieduta da Luc Besson. Dopo Le onde del destino e Idioti, conclude la cosiddetta "trilogia del cuore d'oro", incentrata su storie di donne destinate al sacrificio.

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Premi e nomination Dancer in the Dark

premi
nomination
Premio Oscar
0
2
Golden Globes
0
3
Festival di Cannes
2
0
* * * * *

Intenso, viscerale, il buono della crudeltà

domenica 3 settembre 2006 di Mario Scafidi

Raramente una pellicola riesce a tirare fuori le unghie, aggrappandosi alle viscere dello spettatore fino a farle schizzare fuori col cuore e tutto quello che per religione e tradizione definiamo anima. Dancer In The Dark, l'eccellente esercizio di sensibilità e di stile del maestro Von Trier è uno di questi. Dietro la macchina da presa il regista danese indugia, con ponderata e sadica lucidità, nell'accanimento crudele ed ispirato sul cucciolo cieco Bjork, senza risparmiare nulla al suo destino, continua »

* * * * *

I've seen it all...e che altro c'è da vedere?

domenica 20 agosto 2006 di Leonardo Granatiero

Lars von Trier dimostra tutto il suo talento e smentisce le voci dei detrattori di Dogma 95: "il cinema della verità" si fa con la telecamera a mano (con la stylo, direbbero i registi della nouvelle vague francese), ma il grande artista palesa la maestria del montaggio, dell'unione di immagini, scene e sonoro, ogni qual volta la "verità" si rende troppo cruda ed insopportabile per Selma. Per quest'emigrante ceca e quasi non vedente per una tara genetica tutta la vita è un musical. Il turno di notte continua »

* * * * *

Bjork anima, corpo, lacrime.

sabato 24 febbraio 2001 di fiordiluna

Il film potrebbe essere troppo lungo, o forse retorico, o forse troppo crudo. Ma alla fine non ci pensi più. Non è un film, è un'anima e carne e ossa, è Bjork. E come tutte le persone è unico, fallibile, e perfetto nel sentimento.  continua »

* * * * -

Abbandonati i dogmi, von trier si confronta adesso con il cinema vero. e la sua scommessa,rischiosissima, è stata vinta.

mercoledì 1 agosto 2001 di W

"I've seen it all", ho visto tutto. A pronunciare (o a cantare) questa frase è una straordinaria Bjork, che nel film dice addio alla sua vista cercando di ricordare tutto ciò che il suo sguardo ha potuto cogliere del mondo in tutta la sua vita. Ed è Bjork, appunto, l'anima di un film nero e disperato, crudo e insopportabile. Forse è troppo compiaciuto nel trattare un tema rimosso come il dolore, forse è troppo programmatico nella sua sgradevolezza, forse sarà poco originale nella costruzione continua »

Selma
Rugiada,
rose,
baffi di gattini,
lucenti teiere
e caldi guantini,
semplici pacchi
senza nastrini blu
sono queste le cose che amo di piu'..
Pony di panna,
dolci e renette,
din-din di porte
e slitte,
caldi spaghetti e polpette,
vicine alla luna le oche
lassu',
son queste le cose che amo di piu'
Se l'ape punge,
se il cane morde
e infelice sono..
ripenso alle cose che amo di piu'
e triste piu' non sono.
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Ho visto quello che ero e so cosa sarò. Ho visto tutto: non c'è più niente da vedere.
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Bjork
Dicono che è l'ultima canzone. Non ci conoscono, vedi. E' l'ultima canzone solo se lasciamo che lo sia.
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DVD | Dancer in the Dark

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 4 dicembre 2012

Cover Dvd Dancer in the Dark A partire da martedì 4 dicembre 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Dancer in the Dark di Lars von Trier con Catherine Deneuve, David Morse, Björk Gudmundsdóttir, Peter Starnmare. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Dancer in the Dark (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Dancer in the Dark

di Irene Bignardi La Repubblica

Non ci vuole la palla di cristallo per prevederlo: è successo a Cannes, dove la scorsa primavera il film di von Trier ha fatto incetta di premi, di lodi e di ripulse, è successo in America, dove è uscito tra osanna e sberleffi, e lo stesso in Inghilterra. Dancer in the Dark è un film che molti ameranno, che travolgerà molti nel suo fiume di emozioni. Mentre molti, irritati, decreteranno che si tratta di un'operazione furba e ambigua. In ogni caso Dancer in the Dark è un film da vedere: originale, strano, innovativo (per la commistione dei generi, per la libertà delle telecamere utilizzate da Robby Mueller, per l'uso delle voci al naturale, per la fluidità delle riprese) anche nei suoi difetti. »

di Cristina Piccino Il Manifesto

La mossa astuta è stata Bjork. Riuscire a avere la splendida musicista come interprete del suo film, imbruttita dietro agli occhialoni e negli abiti di stracci quasi a smentire qualsiasi sua immagine di eleganza - ma poi quelle stoffe grezze e i colori acidi virati al marrone ecco che rimandano subito al lavoro degli stilisti nordici, dunque tutto calcolato - era la vittoria di Lars von Trier. E non si è sbagliato il principe danese del Dogma (meno romantico di quello tutto tormenti shakespeariano), perché anche chi Dancer in the Dark lo ha odiato, ha amato lei, la sua energia spiazzante e radicale, capace di polverizzare le 100 telecamere piazzate ovunque, alla Grande Fratello, con corpo, voce, cuore e dosaggio emozionale da attrice consumata. »

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

Entusiasmo o rifiuto: l'alternativa e secca, a proposito di Dancer in the Dark. Quando scorrono i titoli di coda, c’è chi si soffia il naso, e c’è chi riemerge con sollievo dalla noia più fonda. Qualcuno se ne sta immobile, stupefatto e rapito, altri, rischiando d’inciampare, fuggono a rotta di collo dal buio (non solo da quello della sala). Insomma, tutto si può dire della "ceca cieca" di Lars von Trier, ma non che lasci indifferenti. Sul versante dell’entusiasmo, capita di leggere (in francese) che il film sarebbe tra «quei momenti unici in cui la maestria impone un silenzio rispettoso». »

di Luigi Paini Il Sole-24 Ore

Sconvolgente, eppure mai davvero coinvolgente. Un programmatico pugno nello stomaco dello spettatore, con immagini di una violenza difficilmente sopportabile: e tuttavia l’emozione non arriva, soffocata da un freddo, intellettualistico progetto estetico che tutto sacrifica alla ricerca della forma estrema. È Dancer in the Dark l'oggetto strano di cui si sta parlando, l"'ufo" cinematografico premiato con la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il regista danese Lars von Trier ci ha ormai abituato alle sue incursioni in regni allucinati, ai confini della terra abitata da noi comuni mortali. »

Dancer in the Dark | Indice

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