Billy Elliot

Film 2000 | Commedia +13 110 min.

Regia di Stephen Daldry. Un film Da vedere 2000 con Jamie Bell, Gary Lewis, Jamie Draven, Julie Walters, Jean Heywood, Stuart Wells. Cast completo Genere Commedia - Gran Bretagna, Francia, 2000, durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,31 su 66 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Billy Elliot
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1984. In un paese minerario dell'Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in peri... Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento e 2 candidature a Golden Globes. Al Box Office Usa Billy Elliot ha incassato 21,9 milioni di dollari .

Consigliato sì!
3,31/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,94
CONSIGLIATO SÌ
Commedia garbata capace di mescolare problematiche sociali e balletto.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

1984. In un paese minerario dell'Inghilterra la politica tatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell'ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e progressivamente si distrae dal pugilato per interessarsi alle evoluzioni alla sbarra. Diventa così l'unico allievo di un gruppo tutto femminile. Non appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo. Ma Billy ha il sostegno della sua insegnante, la signora Wilkinson. Mentre le lotte sociali proseguono e dividono il padre dal figlio maggiore, continua la lotta personale di Billy per inseguire il proprio sogno. Un sogno che rischia di diventare realtà quando la signora Wilkinson lo iscrive a un esame al Royal Ballett... Gratificato dagli incassi in patria e dalle nomination all'Oscar è un film che va oltre Full Monty nel mescolare problematiche sociali e commedia con molto garbo, confezionando una delle colonne sonore più interessanti della stagione.

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Billy Elliot segue un percorso di formazione centrale, quello del protagonista, e i percorsi di formazione dei personaggi che ruotano intorno a Billy: il padre, il fratello maggiore, l’insegnante di danza, l’amico. Il percorso di Billy lo spinge a una crescita precoce. Già all’inizio Billy ha su di sé il peso di una maturità e di responsabilità imposte (ha perso la madre, bada alla nonna). La madre gli ha lasciato una lettera che Billy avrebbe dovuto aprire a 18 anni e che invece apre a 11, segnando l’anticipato raggiungimento della maturità. La lettera contiene il monito che dà la linea etica al film, «Sii sempre te stesso», un invito a seguire l’autenticità del proprio essere. Billy parte da uno stato di rassegnazione al presente che sta vivendo e al futuro che sembra già scritto per lui dalla realtà in cui si trova e dal padre, ma attraverso la passione per la danza scopre un’altra strada. Il desiderio di Billy si scontra con le imposizioni familiari, gli ostacoli economici, i pregiudizi espressi dalla famiglia, dalla comunità, e interiorizzati dal ragazzo con l’educazione subita. Billy supera questi muri grazie al talento, al sacrificio, e al cambiamento del padre. Billy lascia la prima patria, Durham, e trova la realizzazione del desiderio nella seconda patria, Londra. I principali personaggi-satelliti del protagonista trovano il riscatto e la realizzazione di sé attraverso Billy. Il padre e il fratello maggiore passano dall’assoggettamento ai pregiudizi, al loro superamento. Il percorso di Mrs Wilkinson, maestra severa e complice, è segnato dalla frustrazione dovuta a delusioni professionali e familiari, e la porta all’affermazione di sé attraverso l’insegnamento. Quello di Michael è un percorso verso la conquista della propria identità sessuale, raggiunta anche grazie all’esempio di Billy.

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BILLY ELLIOT
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 26 settembre 2012
ANDREA GIOSTRA

Il trionfo del talento, della determinazione, della volontà, del fuoco della passione più ardente che divampa dentro ed esplode inesorabilmente sopra tutto e al di sopra di tutto: è questo quello che il film racconta magnificamente e brillantemente. Una volta, per caso, ho ascolto alla TV un’intervista al grandissimo maestro Salvatore Accardo.

sabato 19 febbraio 2011
Sancrispino

Che bel film! Particolarmente intensa la parte finale dove emerge tutto il carattere di Billy Elliot, un ragazzino che sfida il mondo intero per raggiungere il suo scopo. Un gran bel film che ci fa capire che bisogna lottare per avere ciò che si desidera.

martedì 17 novembre 2015
Barolo

Ci vuole passione per raggiungere il successo,e anche tenacia, costanza e per dirla come la compianta Maga Sissi"Bisogna crederci" E' questo il messaggio del film,che è una storia di riscatto sociale e umano,guadagnata attraverso vessazioni,umiliazioni e sacrifici.Su un piano politico ci riporta anche in un periodo storico e in un contesto molto delicato,da una parte [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2012
Matilde Perriera

ELETTRICITA’ VIRTUALE, di Matilde Perriera 3 Nomination per l’Oscar , 2 Nomination Golden Globes , Premio Nastro d’argento per questa coinvolgente pellicola che, uscita in Italia il 23 febbraio 2001 , superando ogni aspettativa, a fronte di un budget di 5 milioni di dollari, ha avuto un buon riscontro al botteghino incassando, in tutto il mondo, oltre 109 milioni di dollari e ha lanciato le carriere [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 febbraio 2011
peppe97

Il periodo storico è ben definito e,poi i personaggi hanno tutte le caratteristiche della gente di quell'epoca,facendo si che questo sia un film storico,ma a sfondo sociale.Esso,infatti,racconta la drammatica vicenda di Billy,un ragazzo appassionato del ballo che farà di tutto per "scoprire" meglio,la sua passione. Il cast non è male,specialmente perchè è costituito da attori,tuttora in ascesa,che [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
Anna78

E' sicuramente uno dei pochi film che riesce a commuovermi perchè Billy è adorabile, dolce, determinato e tenerissimo quando ricorda la mamma ed accudisce la nonna ballerina mancata, quando abbraccia il padre e cerca affetto dal fratello. Billy Elliot ci insegna che volere è potere e che, se si ha un sogno e si hanno le capacità per relizzarlo, e giusto insistere e, contro tutto e tutti, andare per [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 aprile 2009
Nissa

Ho visto Billy Elliott l'altra sera in tv (forse già visto in modo distratto) e l'ho trovato interessante. I critici ne parlano come di un film di cassetta: può darsi. Io credo che tutti i films con un lieto fine per la critica ortodossa siano commerciali. A me è sembrato tenero, duro e poetico. Il salto finale e il ballo davanti al padre sono davvero belli e per niente scontati. Nissa

lunedì 7 dicembre 2009
Rikitikitawi

Film bellissimo , girato con una sapiente regia e recitato magistralmente . E' la terza volta che lo vedo : affascinanti i colori delle ambientazioni che rendono lirico il dipanarsi della trama. Una pellicola da rivedere di quando in quando.

martedì 24 gennaio 2012
ADRIANA

Non è probabilmente un capolavoro. Ma è un film che, nonostante lo abbia visto piu' volte, mi emoziona. Dentro il film ci sono, non il sogno, ma la sua realizzazione. Non la voglia di libertà, ma il conseguomento di essa. Bello anche per il contesto sociale. Certo, finisce bene, c'è il lieto fine. forse che nella vita tutto si conclude in maniera trste o drammatica? Diamo spazio anche alla realtà [...] Vai alla recensione »

domenica 9 luglio 2017
trouffldpotemkez

Portare a termine (?) un progetto ma come? lo stile e talentuosità se non contano come potrebbe allora chiunquesia. Non con annunci di eclatante ridondanza neanche applicandosi perciò sei sere feriali senza mostrarsi incline a ciò, dare quel senso esatto alle cose forse, chissà, sono le buone circostanze comuni dalle quali staccarsi magari, le buone ceramiche, industrie [...] Vai alla recensione »

martedì 15 gennaio 2013
Chiarettina

Un film pieno di emozioni (belle o brutte che siano)... ogni volta che lo vedo, mi commuovo. ll mio giudizio parla da sè. Bravo Daldry.

giovedì 31 maggio 2012
jamie_bell_marty

jamie bell in questo film è semplicemente un capolavoro, gli attori azzeccatissimi, la trama fantastica. le colonne sonore mi piacciono un mondo. il messaggio bellissimo. il fatto di inseguire un sogno, senza abbattersi alle prime difficoltà e mentre lo si segue... cercare di essere se stessi. complimenti.

mercoledì 30 maggio 2012
cineboy

L' autore vuole comunicare di non abbandonare i propri ideali e i propri sogni. Il film suscita molte emozioni e vuole comunicarci di credere fino alla fine neui propri sogni e di non abbandonare mai i propri ideali. Giuseppe e Lorenzo.

Frasi
In ognuno di noi c'è un talento che aspetta di essere tirato fuori.
Una frase di Billy Elliot (Jamie Bell)
dal film Billy Elliot
Billy,posso chiederti quali sensazioni provi quando danzi?
Non so,all'inizio sono un po' rigido. Ma dopo che ho iniziato mi dimentico qualunque cosa ed è come se... come se sparissi.Come se dentro avessi un fuoco.Come se volassi.Sono un uccello.
Dialogo tra La signora Wilkinson (Julie Walters) - Billy Elliot (Jamie Bell)
dal film Billy Elliot - a cura di Sara
È come se scomparissi, mi dimentico di tutto e volo, sono elettricità!
Una frase di Billy Elliot (Jamie Bell)
dal film Billy Elliot
Papà: Billy vuoi davvero fare il ballerino?
Billy: si papa e come se dentro di me ce qualcosa che pulsa
Dialogo tra Jackie Elliot (Gary Lewis) - Billy Elliot (Jamie Bell)
dal film Billy Elliot - a cura di michela
Billy: Com'è Londra?
Padre: Non lo so figliolo, non ho mai lasciato Durham.
Billy: Cioè non ci sei mai stato?
Padre: Perché dovevo andare a Londra?
Billy: Beh è la capitale!
Padre: Non ci sono miniere a Londra.
Billy: Cavolo, ma non sai pensare ad altro?!
Dialogo tra Jackie Elliot (Gary Lewis) - Billy Elliot (Jamie Bell)
dal film Billy Elliot - a cura di follettore
"Potevo diventare una ballerina!"
La nonna (Jean Heywood)
dal film Billy Elliot - a cura di follettore
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Ballando ballando la classe operaia va in palcoscenico con il ragazzo Billy Elliott che per un caso fortuito, quando l'allenatore di pugilato cede mezza palestra alla maestra di danza, diventa un "étoile". Siamo nel nord dell'Inghilterra nel 1984, al tempo dei grandi scioperi minerari, e figuriamoci con quale sconcerto il padre proletario (un bravissimo Gary Lewis) vede il figlio minore appendere i [...] Vai alla recensione »

Alessandra Venezia
Panorama

Che succede se il rampollo di una tosta famiglia di minatori inglesi si mette in testa di seguire le orme di Rudolf Nureiev? Un dramma. «Il balletto classico è una cosa da femminucce con le alucce sulle spalle e la coroncina in testa» ringhiano i parenti. «I ballerini sono tutti gay» gli gridano in faccia le persone vicine. E poi arrivano le minacce, gli insulti, perfino le botte.

Luisella Angiari
Duel

Billy Elliot parte da un assunto abbastanza simile a Grazie, signora Thatcher di Mark Herman e The Full Monty di Peter Cattaneo: l'Inghilterra è quella plumbea degli anni del governo Thatcher, che ha segnato le sconfitte più cocenti per la classe lavoratrice. La cittadina mineraria del nord dove Billy vive con il padre, il fratello e la nonna afflitta dall'Alzheimer, ha colori grigi e spenti, cieli [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Presentata l'anno scorso alla Quinzaine di Cannes, dove fu accolta con enorme favore dal pubblico, l'opera prima del produttore e regista teatrale Stephen Daldry è diventata uno dei "casi" cinematografici della stagione, ottenendo un ottimo piazzamento al box office internazionale e due nomination (migliore regia e migliore attrice non protagonista: Julie Walters) agli Oscar prossimi venturi.

Giovanna Grassi
Il Corriere della Sera

A Roma Jamie Bell, 14 anni: «Io agli Oscar? Quella serata sarà una schifezza». Il protagonista di «Billy Elliot»: amo il ballo e ho subito pregiudizi come nel film. Jamie Bell, 14 anni, capelli rossi e un sorriso malandrino e gentile, malgrado la giacca di pelle da «duro», il palese fastidio per chi vuole sapere i fatti suoi e il linguaggio spiccio, dichiara: «Penso che la serata degli Oscar sarà [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

C'è uno miniera in sciopero in una città dell'Inghilterra del Nord del 1984 (gli anni del thatcherismo più duro). C'è lo scorcio in solito di una strada che si butta direttamente nel mare. Ci sono tutte le cose allineate che abbiamo imparato a riconoscere fin dalla fine anni 50 con il free cinema e i dintorni. E i minatori sull'orlo della disperazione, i poliziotti allineati con gli scudi, i padri [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

Sta a metà tra un romanzo di formazione-ribellione e l'apologia dell'occasione per ciascuno. Tra I pugni in tasca e Saranno famosi. Quando il padre e il fratello affrontano gli scioperi delle miniere in un povero paesino dell'Inghilterra del nord, nel 1984, l'undicenne Billy scopre che il corpo si può esaltare nella danza e che la fatica della leggerezza è una conquista di libertà: dalla povertà, dal [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

La danza invade i film, in se stessa o come veicolo di storie, come elemento per la costruzione dell'identità, come presenza simbolica, e usa ogni stile, ogni epoca: prima e dopo l'ammirato e premiato Billy Elliot di Stephen Daldry, si son visti Dancer in the Dark di Lars von Trier, Le roi danse di Gérard Corbiau (il re che balla è Luigi XIV), Beau travail di Claire Denis, Bamboozled di Spike Lee. Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Nastri d'Argento
2001
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