Il portiere di notte

Film 1974 | Drammatico 120 min.

Regia di Liliana Cavani. Un film Da vedere 1974 con Gabriele Ferzetti, Charlotte Rampling, Philippe Leroy, Isa Miranda, Dirk Bogarde. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1974, durata 120 minuti. - MYmonetro 3,57 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il portiere di notte
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Il rinnovato rapporto sadomasochista tra una donna ebrea e il suo ex aguzzino nel campo di concentramento.

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Consigliato sì!
3,57/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,73
CONSIGLIATO SÌ
Un ruolo memorabile per Charlotte Rampling.
Recensione di Andreina Sirena
Recensione di Andreina Sirena

1957. Nell'Hotel der Oper di Vienna il portiere Max, ex ufficiale nazista, rincontra Lucia, una ex deportata ebrea che credeva morta e con la quale aveva iniziato una relazione ambigua e perversa . Mentre il marito di Lucia, direttore d'orchestra, lascia Vienna, la donna sceglie di restare per un nuovo confronto col suo aguzzino. L'incontro sprofonda i due personaggi in ricordi, orrori ed ossessioni e, mentre un'associazione di fedeli al Terzo Reich cerca di omettere i crimini passati, Max inizia ad esplorare le proprie colpe.
Dopo un primo turbamento, una rimozione nello sguardo, vittima e aguzzino tornano a cercarsi nelle nuove vesti borghesi. I due (stessi protagonisti de La caduta degli déi di Visconti) si rincontrano a teatro durante la rappresentazione del "Die Zauberflöte" di Mozart, nel mezzo del mirabile duetto tra Pamina e Papageno, Bei Männern, welche Liebe fühlen, quando l'uccellatore ricorda alla fanciulla che agli uomini che sentono l'amore non manca bontà di cuore e che condividere questi dolci impulsi è il primo dovere di una donna. - Solo l'amore innalza uomo e donna verso la sfera divina- cantano i due sul finale, mentre si apre un primo flashback di un amplesso sugli squallidi letti dei lager.
Subito dopo è rappresentata per intero l'aria di Tamino che suona il flauto magico e implora: Doch nur Pamina bleibt davon! Pamina! Höre, höre mich! Umsonst! Wo? Achh, wo find ich dich? (Soltanto Pamina rimane lontana, Pamina! Ascolta, ascoltami! Invano! Dove ti troverò?) con un secondo flashback di un rapporto orale di lei con le dita di lui.
E così, sull'irrompere del tintinnìo del glockenspiel di Papageno, si riaccende una inevitabile passione.
Max e Lucia divengono nel film i due iniziati che percorrono un processo di purificazione come quello di Tamino e Pamina nel reame di Sarastro. Il film è infatti una lotta estenuante tra forze opposte (giorno/ notte, luce/ oscurità, assunzione delle proprie responsabilità/vergogna, portare alla luce/nascondere) che tentano una risoluzione. L'ex ufficiale nazista vive come una talpa, annidato nei sensi di colpa, nella vergogna della luce diurna e nel terrore di un testimone vivente perché, come viene detto, i documenti si bruciano, ma un testimone è pericoloso. Una forza inesorabile lo attrae perdutamente a quella che lui chiama ossessivamente 'la mia bambina'. E lei, ex oggetto sacrificale, incarnata da una incantevole, ingenua e perversa Charlotte Rampling, non è solo la vittima che vuole ricreare la dinamica di sudditanza nei confronti del sadico, ma un'anima nomade che tenta la risoluzione del conflitto che la dilania. Il nazismo e la Shoah sono maschere teatrali dietro le quali si cela un bisogno di espiazione. Sublimati da ogni realismo, finiscono nell'assurgere a immagini assolute di colpa e redenzione. Il destino di lui è ora nelle mani di lei che può denunciarlo e mandarlo al processo, così come un tempo il destino di lei era affidato alla sua responsabilità. In questo percorso la Cavani non realizza un film sulla memoria ma un mirabile laboratorio psicanalitico in cui si gioca il duello tra vittima e carnefice. E, se di memoria si può accennare, non si tratta di quella che onora e celebra le vittime di un genocidio, ma di un fantasma che perseguita l'individuo, con ombre e dita che accusano; una perfida scavatrice che non consente la comoda soluzione di un falò. Max da carnefice nazista e da portiere , compare più volte con l' attrezzo fotografico per eccellenza: il riflettore, strumento che esprime tutta la sua volontà di 'fare luce' tradotto in un processo privato e terapeutico che fa affiorare una scomoda domanda di autenticità. Max vuole fare chiarezza mentre si infittisce il cerchio di fuoco dei criminali che vogliono omettere le prove delle responsabilità dei crimini commessi. Quelli della politica dell'equilibrio, della vita tranquilla o dell'attesa della pensione di guerra.
C'è un capovolgimento continuo di ruoli dove male e bene si relativizzano in una dinamica di sfumature e ambiguità. Lucia è la Salomè biblica che danza e canta Wenn Ich mir was wunschen durfe del 1931 di Friedrich Hollaender, (autore delle canzoni de L'Angelo azzurro, scritta per il film Der Mann, der seinem Mörder sucht - L'uomo in cerca del suo assassino - di Robert Siodmak). Canzone desolata che recita tutta l'equivocità del capolavoro della regista emiliana: Se potessi desiderare qualcosa vorrei essere un po' felice, perché se fossi completamente felice sentirei la nostalgia della tristezza.
E se il turno di notte equivaleva alla fuga da se stessi, l'alba della scena finale è l'anelito alla luce portato a compimento. Come nel finale del Flauto Magico in cui il teatro si trasforma in un sole così, i due iniziati, uscendo allo scoperto, vanno incontro alla verità.

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Un ruolo memorabile per Charlotte Rampling.

A Vienna, nel 1957, la moglie ebrea d'un direttore d'orchestra riconosce nel portiere di notte del suo albergo l'ufficiale delle SS che è stato il suo aguzzino nel campo di concentramento. Fra i due esisteva un rapporto sadomasochista che ora rinasce violentemente. L'uomo sequestra la donna braccata da ex nazisti che vogliono eliminarla perché testimone pericolosa. Quando i due escono all'aperto vengono abbattuti.

IL PORTIERE DI NOTTE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 2 giugno 2012
Antonio Canzoniere

 La storia di Max, portiere di notte in un albergo viennese ed ex-gerarca nazista e di Lucia, ex-deportata e moglie di un direttore d'orchestra americano, è un amore oscuro in bilico tra vendetta e passione sanguinaria, cominciato molti anni prima tra le porte del lager dove entrambi si erano amati in tempo di Shoah. Rincontratisi nel ’57 nell’albergo dove lui lavora, i [...] Vai alla recensione »

martedì 21 settembre 2010
weachilluminati

Cominciamo col dire  che la notorietà  per  Charlotte  Rampling  diviene planetaria , alla giovane età di 28 anni con il film”  Il portiere di notte” :   Charlotte diviene  in un attimo il corpo vibrante e l’irrequietezza   dei tempi moderni.;il  suo sguardo tagliente , i suoi seni piccoli ma con capezzoli pronunciat [...] Vai alla recensione »

sabato 27 ottobre 2012
no_data Elisabetta Valento

In una Vienna del 1957 l’SS che vive, forse per vergogna, come un talpa e lavora di notte in un albergo, ritrovo di nazisti, e la vittima, figlia di un socialista viennese, deportata giovanissima si ritrovano e si riconsegnano l’una all’altro. Il nazismo non fu asettica e ben oliata macchina burocratica ma pura perversione, una perversione collettiva che rese tutti carnefici.

domenica 6 febbraio 2011
Reservoir Dogs

In un albergo della Vienna del 1957, il portiere della notte Max (Bogarde), ex ufficiale nazista, riconosce in Lucia (Rampling), la moglie di un direttore d'orchestra appena arrivato in albergo, la giovane ragazza ebrea che ai tempi del terzo reich era stata legata a lui in un rapporto sadomasochista. Aguzzino e vittima riprendono il rapporto alternandosi continuamente i ruoli in questo sadico [...] Vai alla recensione »

martedì 17 gennaio 2012
molenga

Vienna, 1957: max(Bogarde) è il portiere di notte di un albergo. Apparentemnente tranquillo, nasconde un passato da"pesce piccolo" delle sscon importanti amicizie all'interno del corpo: alcuni di questi"amici" sono ospiti della struttura: insieme, a turno, si"processano2 per individuare, qualora ci sia, un senso di colpa, eliminarlo e fare lo stesso con gli eventuali testimoni scomodi dei tempi andati. [...] Vai alla recensione »

sabato 5 ottobre 2013
Garancebp

Wenn ich mir was wünschen dürfte, möcht ich etwas glücklich sein, denn wenn ich gar zu glücklich wäre, hätte ich Heimweh nach dem Traurigsein. “Se potessi desiderare qualcosa vorrei essere un po’ felice, perché se fossi completamente felice sentirei nostalgia della tristezza”: così recita la canzone di Friedrich Hollaender intonata in una delle scene più celebri e ben riuscite de Il portiere di notte, [...] Vai alla recensione »

martedì 16 agosto 2016
Howlingfantod

Film di rara bellezza e torbida sensualità una sensualità malata e perversa. Un film che parla del male, il male vicino e dentro ognuno di noi sotto forma del male pubblico numero uno del secolo scorso, il male storico, assoluto: il nazismo. Il protagonista, ex ufficiale nazista ora nel dopoguerra portiere di notte perché ha vergogna della luce in un albergo a Vienna rivive, incontrando di nuovo anni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 agosto 2009
paride86

"Il portiere di notte" è un film molto difficile da giudicare. Nella prima parte è praticamente perfetto: le inquadrature, la regia, i dialoghi e gli attori sono superbi e ben calibrati; nella seconda, invece, perde un po' di quel fascino misterioso e inquietante che lo ammantava fino ad un attimo prima. La storia parla di sadomasochismo e politica, il tutto in un'ottica pessimista e infelice.

martedì 13 agosto 2013
ffaccani

Ottimo film, ed il primo che tenta di affrontare il tema "Come hanno fatto i nazisti a farla franca ?" . Ottima la Rampling, un po' meno Dirk Bogarde, con quella sua faccia da inglese per bene non convince affatto nel ruolo dell'ex aguzzino nazista (che la prima volta va a letto con la Rampling solo per piacere personale e non per amore ....). Da vedere.

giovedì 20 dicembre 2012
Dandy

Volente o nolente,il capostipite del genere "porno-nazi",anche se c'è chi ne fa risalire le origini direttamente da "La caduta degli dèi".Di fatto la Cavani,vuole servirsi del film di Visconti(e di Sade e Dostoevskij)per esplorare gli abissi dell'animo umano,i rapporti vittima-carnefie attraverso l'orrore dell'olocausto perpetrato dai nazisti.

sabato 27 ottobre 2012
no_data Elisabetta Valento

In una Vienna del 1957 l’SS che vive, forse per vergogna, come un talpa e lavora di notte in un albergo, ritrovo di nazisti, e la vittima, figlia di un socialista viennese, deportata giovanissima si ritrovano e si riconsegnano l’una all’altro. Il nazismo non fu asettica e ben oliata macchina burocratica ma pura perversione, una perversione collettiva che rese tutti carnefici.

Frasi
Tutto sembrava perduto,invece è accaduto qualcosa di inatteso...i fantasmi della memoria hanno preso forma,come scacciarli?La sua voce,il suo corpo è parte di me stesso…
Una frase di Max; Maximilian Theo; Altdorfer (Dirk Bogarde)
dal film Il portiere di notte - a cura di Sonia Rendina
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

“La guerra è il detonatore del sadomasochismo latente in ciascuno di noi”. Per risolvere in spettacolo una tesi da tempo accreditata, e trovarvi le prove dell’ambiguità della natura dell’uomo, dove sesso e violenza si confondono, Liliana Cavani ha scritto (con Italo Moscati, Barbara Alberti e Amedeo Pagani) e diretto un film tra i più tragici e duri delle ultime stagioni: un’analisi del nazismo, [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Cinema della crudeltà ad alto livello e conferma definitiva, sul piano internazionale, del grande talento di Liliana Cavani, quella del televisivo Francesco d’Assisi e di Milarepa. A Vienna, nel 1957, un’ex deportata riconosce nel portiere dell’albergo il suo aguzzino in un lager nazista. Bastano pochi sguardi per far rinascere fra i due l’antico tremendo legame in termini rovesciati: poiché è la donna, [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
sabato 15 febbraio 2014
Mario Sesti

La critica americana fu quella che più si impressionò per La caduta degli dei di Visconti (Roger Ebert parlò del film "più impenetrabile" mai realizzato, Vincent Canby descrisse l'effetto del film come quello di una "zaffata d'ammoniaca") ma nel caso [...]

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