Cenerentola

Film 1950 | Animazione Film per tutti 75 min.

Titolo originaleCinderella
Anno1950
GenereAnimazione
ProduzioneUSA
Durata75 minuti
Regia diWilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi, Walt Disney
Uscitasabato 30 giugno 2012
TagDa vedere 1950
DistribuzioneWalt Disney
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 4,27 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi, Walt Disney. Un film Da vedere 1950 Titolo originale: Cinderella. Genere Animazione - USA, 1950, durata 75 minuti. Uscita cinema sabato 30 giugno 2012 distribuito da Walt Disney. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 4,27 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Cenerentola vive con la matrigna e due brutte sorellastre che la trattano come una serva. Grazie all'aiuto dei suoi amici topolini e di una simpatica e svampita fatina riesce a partecipare al ballo del principe. Il film è stato premiato al Festival di Berlino. In Italia al Box Office Cenerentola ha incassato 126 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
4,27/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,65
ASSOLUTAMENTE SÌ
Da una fiaba antichissima, un grande classico dell'animazione firmato Walt Disney.
Recensione di Davide Di Finizio
Recensione di Davide Di Finizio

Dopo la morte del nobile padre, la bella Cenerentola vive come una serva nella dimora di famiglia, succube della matrigna, la perfida Lady Tremaine, e delle bruttissime sorellastre Anastasia e Genoveffa. Pur consolata dall'affetto delle creaturine che popolano la casa, tra cui i topolini Giac e GasGas e il fido cane Tobia, la ragazza ha un sogno, di quelli veramente chimerici: sposare un principe e vivere felice e contenta per tutta la vita. Quando un giorno si diffonde la notizia che il Re ha indetto un grande ballo, perché il figlio trovi tra le giovani del regno la sua sposa, Cenerentola sente che quella è l'occasione che aspettava. Col magico intervento della fata Smemorina, la ragazza si presenta totalmente trasformata e a bordo d'una singolare carrozza. Tra l'ammirazione dei cavalieri e l'invidia delle dame, incluse le ignare sorellastre, fa subito breccia nel cuore del Principe. E il Principe nel suo. L'incantesimo però è di breve durata: a mezzanotte, infatti, la fanciulla è costretta a scappare, perdendo una scarpetta. Ma, conquistato dal suo fascino, il Principe è deciso a ritrovare la misteriosa sconosciuta.
In una fresca e vivace versione animata, Cenerentola è un personaggio che maschera meravigliosamente la sua età. Il riferimento non è semplicemente a questo lungometraggio del 1950 firmato Walt Disney, ma ad una tradizione antichissima che affonda le sue origini nella fiaba cinese di Ye Xian e nel mito dell'etera Rodopi. Si potrebbe dire, con un paragone filologico, che Cinderella sta alla tradizione come la recensione pisistratea ai poemi omerici. In parole povere, come l'Iliade e l'Odissea, la fiaba della Disney è l'elegante sintesi di un insieme di motivi e culture diverse, di una storia più volte riedita secondo le ideologie e le sensibilità più disparate. Ma, essendo destinata specialmente al giovanissimo pubblico dei cartoni, gli autori l'hanno resa aderente alla sobria versione di Perrault, più puritana e priva degli eccessi narrati altrove, come le mutilazioni inferte alle infide sorellastre nel racconto dei "macellai" Grimm, o l'omicidio compiuto dalla fragile Zezolla, l'eroina di Basile. Tuttavia, anche la componente grottesca è assimilata e rielaborata dal film, come suggerisce il fosco tratteggio di alcuni personaggi noir, primo fra tutti la tenebrosa Lady Tremaine, incarnazione antropomorfa del Male, che trova la sua caratterizzazione più inquietante in Lucifero (nomen omen), il gatto che opera ai danni della protagonista non per le ragioni della sua padrona, ma obbedendo all'istinto della sua natura animale. Se la costruzione dei "cattivi" costituisce un notevole punto di forza che carica la storia di una drammaticità insolita per un cartone, la debolezza dei personaggi principali si fa sentire in modo allarmante a partire dall'eroina, che esaspera il ruolo tipicamente gotico dell'innocente perseguitata, con tutto l'apparato di sdolcinatezze proprie del genere, per arrivare al Principe, un fantoccio inetto e incolore il cui anonimato la dice lunga sulla sua utilità esclusivamente simbolica nell'economia della narrazione. Decisamente riuscita invece la galleria di personaggi minori, delineati con garbo e deliziosa ironia, tra cui spiccano il Re e l'impareggiabile granduca Monocolao. Un discorso a parte meritano gli animali che, pur integrandosi nella vicenda degli umani, costituiscono di fatto un universo parallelo. Oltre al già menzionato Lucifero, è bene ricordare almeno la sua nemesi, il cane Tobia, che riassume in sé lo stesso dramma di Cenerentola e il cui riscatto, risolutivo sul piano diegetico, anticipa quello della protagonista.
Ma tratto indiscutibile di Cinderella è la sua straordinaria capacità di imprimersi nell'immaginario, di farsi espressione incondizionata dei sogni e dei desideri più comuni. E se il finale è consolatorio, lo è per indurre lo spettatore giovane (e meno giovane) a non smettere di sognare, comunicando un'idea di necessità che nel bene e nel male caratterizza tutte le umane vicende e richiamando, in questo senso, le parole conclusive della fiaba di Basile, secondo cui "pazzo è chi contrasta co le stelle".

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Cenerentola è una sorta di rifacimento di Biancaneve e i sette nani. In entrambi i film il genere di riferimento è la fiaba; la protagonista è una ragazza perseguitata dalla perfida invidia di altre donne; ha degli “aiutanti” appartenenti al mondo fantastico; combatte contro una realtà ostile nutrendo sogni che riesce alla fine a realizzare sposando un principe. Secondo uno dei precetti classici dell’opera disneyana, il mondo animale è usato per parlare del mondo umano e per darne un riflesso: il mondo animale è specchio, complemento, anche e soprattutto comico, del mondo umano; il personaggio animale si presenta come integrazione e alter ego del personaggio umano cui fa da spalla, e passa attraverso il filtro dell’antropomorfizzazione. Gli spazi principali del film sono: il castello reale, posto in alto; il palazzo dove vivono Cenerentola, la matrigna, le sorellastre, gli animali, posto in basso. Tale divisione introduce il tema centrale, il rapporto tra sogno e realtà. Lo spazio dell’alto è la dimensione del sogno, del desiderio; lo spazio del basso è la dimensione della realtà. Attraverso lo schermo della simbologia, il film ci dice che il sogno può rendere sopportabile una realtà ostile, ma può anche diventare una prigione se non incontra la realtà, se non si realizza. Il tema della rappresentazione apre e chiude il film. All’inizio gli uccellini spostano le tende che coprono la finestra della stanza di Cenerentola: si apre un sipario. Nel finale il bacio tra Cenerentola e il principe nella carrozza è incorniciato dal finestrino posteriore (una sorta di schermo) e dalle tendine (un altro sipario, un’altra finestra, simbolo del passaggio dall’adolescenza alla maturità, della trasformazione di Cenerentola da ragazza in donna). Nel finale la dimensione del sogno si realizza pienamente ed è comparata a quella del cinema (il finestrino-schermo), del teatro (le tendine-sipario), dello spettacolo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 4 febbraio 2011
il cinefilo

TRAMA:La storia,come nella favola di Charles Perraut(pur con alcune diversità)e dei fratelli Grimm è quella della sfortunata Cenerentola che,dopo la morte del padre,subisce le angherie della matrigna e delle sorellastre invidiose della sua bellezza(e non c'è nessuna zia e nessun germe dell'ingratitudine di Cenerentola come qualcuno delirava qualche recensione addietro)ma [...] Vai alla recensione »

martedì 14 aprile 2015
Luigi Chierico

Da qualche giorno Sky,su uno dei suoi tanti canali,ci sta propinando,direbbe qualcuno,alcuni film d’animazione di Walt Disney, le cui protagoniste sono fanciulle regine. No,signori lettori,ci sta REGALANDO momenti bellissimi. Non sono soltanto i bambini del terzo millennio a gioire e a battere le mani,ci sono tutti coloro che dagli anni ’40 hanno avuto la fortuna di vedere e rivedere tanti film del [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 settembre 2012
Tiffany85

un capolavoro disneyano amato da tutti grandi e piccini; la storia della scarpetta e del principe azzurro riesce ancora ad emozionare . Mito senza tempo che è riuscito a entrare nei nostri cuori senza esclusione di colpi dalla colonna sonora ai divertenti personaggi animali. Anche oggi nell'epoca del femminismo e delle pari opportunità in fondo in fondo amiamo ancora fiabe come [...] Vai alla recensione »

domenica 18 ottobre 2009
Tony71

Godibile cartoon Disney tratto dalla celeberrima favola di Perrault. Canzoni ormai entrate nella storia dei cartoon.

lunedì 25 giugno 2012
ricky21

Bisogna dire che il film può essere visto a grandi e piccoli, pure se sembra infantile, film storico, non uno dei primi 10 o 20, ma sono sempre nella storia.

domenica 26 gennaio 2014
g_andrini

E' una animazione di qualità, realizzata da Walt Disney sulla base di una favola la cui origine si perde nella notte dei tempi. E' sempre piacevole rivederla, e non è adatta solo ad un pubblico giovanile, come tutte le fiabe.

mercoledì 19 gennaio 2011
Lalli

una bellissima favola e avrei voluto alla fine vedere le racchie sorelle e lamatrigna strega curvate a pulire!! ;))

lunedì 24 gennaio 2011
Lalli

film carinissino ma avrei preferito che ariel non rinunciasse al suo fantastico mondo del mare..

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

I sogni son desideri, è vero, ma chi si sarebbe immaginato un simile successo dell’iniziativa Disney di riproporre alcuni dei suoi classici al cinema. Vista la crisi e l’età dei titoli doveva essere un flop ed invece La carica dei 101 ha debuttato al settimo posto mentre La bella e la bestia in 3D ha fatto meglio, addirittura quarta. Ci prova, ora, l’intramontabile Cenerentola rimasterizzata a farci [...] Vai alla recensione »

winner
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Festival di Berlino
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