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Chocolat
Un film di Claire Denis.
Con François Cluzet, Isaach De Bankolé, Giulia Boschi
Drammatico,
durata 105 min.
- Francia 1988.
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Vent'anni dopo torna come turista in Camerun dove ha vissuto da piccola e rivive la sua infanzia con un padre spesso assente, una madre bella e scontenta e la presenza del boy nero di casa attraverso il quale impara a capire il rapporto tra europei e africani al tramonto dell'era coloniale. Esordio di C. Denis – già assistente di Wim Wenders e Jim Jarmusch – con un film personale di notevole sensibilità e di non poche ambizioni. |
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Chocolat, una favola travolgente....
mercoledì 21 novembre 2007
di Penelope
Dopo tanto peregrinare la giovane Vianne giunge con la figlia Anouk nel grigio paesino di Lasquenet. La protagonista apre una peccaminosa chocolaterie in piena quaresima, di fronte alla chiesa del paese. Ciò la mette in netto contrasto con il sindaco, il conte de Reynaud, fervente cattolico. In realtà tutto il paese sembra avvolto da una strana atmosfera di conformismo e perbenismo,tipico dei piccoli paesi anche oggi. La lotta di Vianne sarà proprio quella di riuscire ad ammansire l'intera comunità continua » |
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di Tullio Kezich
A somiglianza di Karen Blixen anche Claire Denis, vissuta nel Camerun da bambina, ricorda la “sua Africa”. E nei ricordi assume un rilievo particolare la figura di Protée, boy di colore nella famiglia di un funzionario francese. Alto, scultoreo e con le gambe storte, è impersonato dall'attore nero Isaac de Bankole, che già chiamano “il Marlon Brando africano”. Personaggio quasi muto che parla di sé in terza persona, Protée obbedisce agli ordini dei bianchi avendo accettato le regole di un gioco che presto non si giocherà più (anni Cinquanta, il colonialismo è agli sgoccioli). » |
di Giovanni Grazzini
È piccola ma crescerà la musa di Claire Denis, la parigina quarantenne che dopo essere stata per tre lustri assistente di buoni registi (fra i quali Makavejev, Rivette, Costa-Gavras, Wenders e Jarmusch) si è messa in proprio e, scrivendola col commediografo jean-Paul Fargeau, ha diretto quest'operina: un album di ricordi, sfogliato dall'autrice che trascorse l'infanzia in Camerun negli anni Cinquanta, prima dell'indipendenza, e qui suppone di tornarvi oggi come turista. Figlia d'un funzionario francese e d'una signora Aimée che si annoiava nella grande casa isolata nella savana dov'era servita e riverita dagli indigeni, la piccola France ebbe amico soltanto il boy nero Protée, il quale le dava da mangiare panini spalmati di burro e formiche vive ma anche la portava a cavalluccio nei campi, e la proteggeva da ogni pericolo. » |
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di Alessandra Levantesi La Stampa
In Chocolat di Lasse Hallstrom, il repressivo ambiente di un paesino francese fine Anni 50 viene messo in subbuglio dall'arrivo di Juliette Binoche che, aprendo un negozio di cioccolata, insegna ai puritani abitanti le dolcezze della vita. Chocolat, tratto dal romanzo di Joanne Harris, è troppo lezioso e prevedibile. In ogni caso il film di Hallstrom è fatto per piacere al pubblico, come dimostra la calorosa accoglienza (risate e applausi a non finire) ricevuta al Festival. E c’è da dire che la confezione è di prima qualità, dalla cornice ricavata nell'incantevole paesino medievale di Fevigny all'intero ottimo cast in cui figurano, oltre alla luminosa Binoche, Alfred Molina, Judy Dench e Lena Olin. » |
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