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Lettere da Iwo Jima
Un film di Clint Eastwood.
Con Ken Watanabe, Kazunari Ninomiya, Shido Nakamura, Tsuyoshi Ihara, Ryo Kase.
continua»
Titolo originale Letters From Iwo Jima.
Drammatico,
durata 142 min.
- USA 2006.
- Warner Bros Italia
uscita venerdì 16 febbraio 2007.
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![]() Eastwood firma un capolavoro che ci mostra la guerra attraverso gli occhi del nemico
Giancarlo Zappoli
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Sessantadue anni fa americani e giapponesi si combatterono nella decisiva battaglia di Iwo Jima. Qualche decennio più tardi vennero ritrovate centinaia di lettere mai spedite dei combattenti giapponesi. |
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premi nomination |
Premio Oscar 1 4 |
Nastri d'Argento 1 0 |
Golden Globes 1 2 |
Capolavoro.
lunedì 19 febbraio 2007
di Max
Che dire? un capolavoro. Clint Eastwood omaggia con grande umanità e saggezza i cattivi nemici di un tempo. Quelli che propaganda e filmografia statunitensi marchiavano come "sporchi musi gialli". Siamo lontani anni luce da quelle comode intolleranze. Questa è arte allo stato puro. La saggezza appena richiamata, sta nel riconoscere nel nemico "l'altro da sè" ma sempre l'Uomo. Sempre un altro essere vivente e non un nemico senz'anima e senza storia. Tutti i personaggi - peraltro alcuni realmente continua » |
Esistono due facce della stessa medaglia
mercoledì 7 maggio 2008
di Alex
In 60 anni i film di guerra sono sempre stati fatti secondo la stessa ottica: quella americana. Qualcuno si è mai chiesto come può essere trovarsi a guardare quello che succede dall'altra parte della barricata, ad esserne protagonisti? La guerra è guerra, e i soldati che la combattono sono solo uomini, con pregi e difetti di tutti gli esseri umani: la paura, il coraggio, la codardia, il senso di giustizia, o qualsiasi altro tipo di sentimento pensiate sia possibile provare in quei momenti. Dio solo continua » |
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La pietas di clint
lunedì 5 marzo 2007
di lizard
Da' abbastanza fastidio sentire continuamente etichettare Clint Eastwood(soprattutto dai critici che capiscono poco di cinema) come un "classico", quasi a volerlo forzatamente mettere in linea di continuità con la tradizione americana che parte da John Ford e Howard Hawks ed attraversa Elia Kazan. In realtà, pochi registi hanno mostrato una tale capacità di adattare la macchina da presa all'essenza dei propri soggetti(chi non l'ha ancora fatto, è pregato di andarsi a vedere lo straordinario "Bird", continua » |
Obbedienza alla patria o ai propri sentimenti?
lunedì 19 febbraio 2007
di dankor
E' un film di alta qualità , godibile anche se girato interamente in giapponese , che riesce a catturare l'attenzione dello spettatore e a commuoverlo ,senza mai essere sdolcinato, e a renderlo partecipe della morte imminente che incombe su questo manipolo di soldati destinati al sacrificio per la salvezza della patria; ed il punto cruciale sta proprio nel conflitto che emerge nella coscienza di questi uomini fra l'obbedienza agli ordini che comporta il suicidio come unica morte onorevole e la speranza continua » |
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| Saigo | |
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Quest'isola fa parte della nostra sacra patria. Non c'è niente di sacro su quest'isola. |
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DVD | Lettere da Iwo JimaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 25 luglio 2007
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SOUNDTRACK | Lettere da Iwo JimaLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 2 febbraio 2007
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Eastwood privilegia agli eroi il sangue dei vinti giapponesi
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Nelle interviste rilasciate ai media di tutto il mondo, Clint Eastwood non ha parlato di quella che deve essere stata la preoccupazione principale girando Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima: la par condicio. In questo dittico pressoché unico nella storia del cinema si rievoca infatti a 360 gradi la battaglia iniziata l' 11 febbraio 1945 sull' arida isoletta vulcanica del Pacifico considerata essenziale come base strategica dei bombardamenti di Tokyo. I sanguinosi scontri si protrassero per 34 giorni, alla fine dei quali gli americani avevano perso circa seimila uomini, mentre sui quasi 21mila difensori giapponesi ne sopravvissero 200. » |
di Giulia D'Agnolo Vallan Ciak
Dopo le bandiere, una manciata di lettere seppellite in una caverna. Ci sono più jazz (nella sensazione) e anche più trance nel film "giapponese" di Clint Eastwood, Lettere da Iwo Jima, giocato con una sicurezza e una semplicità straordinarie tra gruppi di uomini che si muovono a tentoni nel buio, sottoterra. Davanti a loro una scelta sola: suicidarsi di fronte all'inevitabile sconfitta, come comanda il codice d'onore dell'impero del Sole o morire combattendo, in modo da ritardare anche solo di un giorno l'avanzata degli alleati su Tokyo. » |
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di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Fuori concorso è invece arrivato a Berlino Clint Eastwood con il suo Letters from Iwo Jima, 141 minuti con lo scopo dichiarato di fare da «controcampo» al suo precedente Flags of Our Fathers, che raccontava la conquista dell' isoletta del Pacifico dal punto di vista degli americani. Qui, invece, tutto è visto con gli occhi dei nemici: parlato in giapponese (in tutto il mondo uscirà solo sottotitolato), basato sulle lettere che i soldati nipponici inviarono a casa, è la cronaca di una sconfitta annunciata (l' ordine era di ritardare il più possibile l' avanzata americana e per farlo morirono in più di 20 mila), ma anche una disperata riflessione sull' insensatezza della guerra. » |
Eastwood monumentale nella sua commedia umana
di Paolo D'Agostini La Repubblica
Il monumentale doppio progetto di Clint Eastwood aggiunge un nuovo capitolo all'inarrestabile ascesa del suo talento, che pare non debba smettere mai di sorprendere e suscitare ammirazione. Se Flags of our fathers (Le bandiere dei nostri padri) raccontava la battaglia di Iwo Jima secondo il punto di vista americano, Lettere da Iwo Jima racconta di nuovo lo stesso episodio ma visto dagli avversari giapponesi. Iwo Jima, piccola isola giapponese in mezzo al Pacifico, fu all'inizio del 1945 un nodo strategico per le sorti della guerra nippo-americana. » |
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