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Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus |
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Un film di Steven Shainberg.
Con Nicole Kidman, Robert Downey Jr., Ty Burrell, Harris Yulin, Jane Alexander (I).
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Titolo originale Fur: An Imaginary Portrait of Diane Arbus.
Drammatico,
durata 122 min.
- USA 2006.
uscita venerdì 20 ottobre 2006.
MYMONETRO
Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus
valutazione media:
2,96
su
82
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Rivisitazione, tra biografia realista e fiaba gotica, di alcuni momenti dell'intensa vita della fotografa americana Diane Arbus.
![]() Biografia immaginaria e appassionante di Diane Arbus |
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Marzia Gandolfi
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Diane Nemerov, è la figlia di una ricca famiglia ebrea trapiantata a New York. Coniugata è Diane Arbus, moglie di Allan, un fotografo di moda, e mamma distratta di Grace e Sophie. Colta e sensibile, Diane è insofferente ai privilegi sociali, ai protocolli e ai conformismi che condizionano la sua vita e misurano le sue emozioni. Nell'appartamento sopra agli Arbus si stabilisce Lionel Sweeney, un uomo eccentrico affetto da ipertricosi e nascosto dietro una maschera. La relazione amicale e poi sentimentale con Lionel rivelerà a Diane un mondo straordinario e parallelo a quello della riconosciuta normalità. Solo allora Diane impugnerà la macchina fotografica per ritrarre (prevalentemente) le "meraviglie" della natura, i freaks impressionati nella pellicola di Tod Browning.
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cinema due
SLOW FOOD STORY
Regia di Stefano Sardo
La parabola di Slow Food: un fenomeno mondiale nato da un'ispirata avventura di provincia. Scopri la programmazione del film su MYMOVIESLIVE! |
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MEA MAXIMA CULPA - SILENZIO NELLA CASA DI DIO
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Una straordinaria storia d'amore !!
sabato 21 ottobre 2006
di Dr.Apocalypse
La divina Nicole Kidman ci riprova: dopo aver portato sullo schermo Virginia Wolf (in "The Hours", premio Oscar) veste i panni della leggendaria e conturbante fotografa Diane Arbus, uno dei miti americani del 900, morta suicida (come la Wolf) nel 1971. Un biopic molto particolare questo FUR, visto che è una "rivisitazione" della vita della Arbus, una visione "fantastica", tra fiaba e realtà, dei mesi che portarono la Arbus dall'essere una semplice, annoiata depressa, repressa e oppressa moglie/assistente continua » |
Fur
domenica 19 novembre 2006
di gMM
Di Diane Arbus c'è ben poco qui, ma non è un male. Il film è principalmente una storia d'amore. Una bellissima e struggente storia d'amore. Il film comincia con una panoramica sulla vita di Diane (mi raccomando si pronuncia Dee-ann), cosa fa, cosa vede, cosa pensa. Principalmente cosa pensa. I suoi pensieri si accavallano, e non sono bei pensieri. Sono pensieri angoscianti. E' angosciata dalle sue paure, dai suoi genitori, dalla vita che non le piace; ma ancor di più è terrorizzata dal piacere che continua » |
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Il viaggio di diane
lunedì 23 ottobre 2006
di Leonardo Sagnibene
Straordinaria interpretazione della Kidman , capace di dare da sola profondità storica e spazio-temporale a tutto il film, rievocando con i sapienti primi piani del regista Steven Shainberg lo sguardo malinconico e fuggitivo della fotografa neworkese, in una perfetta ricostruzione degli ambienti della società americana del tempo. Tuttavia il film, non è una biografia della Arbus fotografa me è un viaggio descrittivo del come e perché Diane è diventata “la Arbus”. Il passaggio nodale del film, continua » |
Continuazione di leonora
domenica 15 luglio 2007
di leonora
Commovente la scena dell'oceano in cui i due protagonisti si dicono addio per sempre, quasi un "Mare Dentro" di Alejandro Amenàbar pur con tute le differenze che intercorrono tra i due film. Diane ci insegna che una vita non vissuta nella sua pienezza non è vita,che bisogna andare oltre le apparenze, messaggi che liberano il cuore, la mente e fanno respirare a fondo. continua » |
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| Robert Downey Jr | |
| "Voglio andare più al largo. E voglio che tu sia con me..." | |
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| Lionel | |
| "Stai cercando di sedurmi, Diane?" | |
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| Diane Arbus | |
| Sophie, perchè non gli mostri la tua collezione di occhi di bambola? | |
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L'uomo peloso e l'artista ma quanto è brutto «Fur»
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Nicole Kidman, australiana bionda alta quasi due metri, impersona la newyorkese piccola e bruna d'origine braico-polacche Diane Arbus in Fur di Steven Shainberg, film inaugurale della Festa del cinema. Della grande fotografa dal volto oscuro, anomalo o grottesco dell'esistenza umana, il film che si definisce «un ritratto immaginario» non è in grado di mostrare neppure un'opera, per divieto della Fondazione tche amministra l'eredità dell'artista. Non c'è da stupirsi se il regista cerca rifugio nell'onirico, nel fantastico. » |
di Federico Pedroni Film TV
La vita della fotografa americana Diane Arbus, famosa per i suoi ritratti di freaks' ed emarginati, è stata ricca e piena d'incontri. La Arbus ha vissuto appieno il clima culturale della New York degli anni '50 e '60 e ricca di spunti era la sua frequentazione con gli esponenti della controcultura americana. Il regista Steven Shainberg, autore del brillante Secretary, ha scelto per il suo "ritratto immaginario" dell'artista di focalizzare l'attenzione su un singolo anno della vita della Arbus: quel 1958 in cui la fotografa cominciò la sua ricerca personale lasciandola carriera pubblicitaria intrapresa con il marito. » |
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Bravo lui, brava lei Ma resta in superficie
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Diane Arbus senza Diane Arbus. Foto non se ne vedono perché la famiglia ha posto il veto. L'episodio narrato è immaginario e bislacco come una fiaba, ma senza la densità simbolica delle fiabe. E quando finalmente la Kidman, pardon, Diane Arbus, imbraccia la Rollei, anziché immortalare il tenero e pelosissimo freak del piano di sopra, lo rade con cura da capo a piedi. Per decidersi a fare l'amore con lui e poi a fotografarlo solo quando lo ha riportato a una presunta "normalità". Ci sono film così ambiziosi che vorrebbero fondere generi e sguardi, ma finiscono per confonderli. » |
L'amore della porta accanto travolge anche Nicole. Che lascerà la sua vita borghese per cercare bianconigli
di Luca Mastrantonio Il Riformista
Innamorarsi dell'uomo della porta accanto, o qualche piano più sopra, insomma, avere una relazione condominiale,viene spesso preso per inequivocabile segno di pigrizia sentimentale, mancanza di fantasia, opportunismo spicciolo, asfissia spirituale. Da Truffaut al Silenzio degli innocenti («Ci innamoriamo sempre di ciò che è naturale, dice Hannibal Lecter). Ma non si può dire lo stesso se il vicino di casa è un incrocio tra la bestia di La Bella e la bestia, il Cappellaio matto di Alice nel paese delle meraviglie, l'uomo senza volto, o il fragile e magico condomino di Ameliè nel suo fantastico mondo. » |
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