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I segreti del porno giapponese

Al suo terzo giorno, il BIFF saluta i ritorni di Song Kang-ho e Lee Jung-hyang.
di Emanuele Sacchi

In foto l'attrice Myolie Wu, co-protagonista del film Life without principle di Johnnie To, coraggiosa presa di posizione sul valore dei soldi durante la crisi mondiale.

sabato 8 ottobre 2011 - News

Tadashi Yoyogi, detto Yoyochu, ha vissuto molte vite. Gangster in gioventù, regista di pink eiga più avanti negli anni fino all'AV (porno per il mercato del video) vero e proprio. Sembrerebbe una parabola come tante altre nel mondo dell'exploitation più pura, ma si rivela esemplare a sufficienza perché sulla vita di Yoyochu Ishioka Masato decida di girare un documentario, Yoyochu in the Land of the Rising Sex, raccontando l'evoluzione di quella peculiare forma di hard che in Giappone è assurta a impero commerciale di proporzioni colossali.

Dissertazioni sull'insensatezza della guerra in The Front Line di Jang Hoon, ex-allievo di Kim Ki-duk, intento a ripetere il successo di Secret Reunion con un nuovo blockbuster. Tema, ancora una volta, gli anni '50 e la guerra tra le due coree, con un avamposto che continua a essere conquistato e poi nuovamente perso, mentre il numero dei cadaveri aumenta senza controllo. Il succitato Secret Reunion vantava un protagonista come Song Kang-ho, inimitabile "maschera" (tanto comica quanto drammatica) del cinema coreano dei terzo millennio; Kang-ho torna a Busan in un'interpretazione che si preannuncia magistrale, quella del gangster di Hindsight. Uno dei titoli più interessanti dell'intero BIFF, Hindsight racconta di un delinquente che cerca di farla finita, aprire un ristorante e avviarsi verso una serena vecchiaia, salvo dover fare i conti con chi non la pensa come lui. Di sicuro un tema abbondantemente riproposto (qualcuno ha detto Carlito Brigante?), ma per il regista Lee Hyeon-seung Hindsight rappresenta il ritorno dietro la macchina da presa dopo ben undici anni – un'eternità per i parametri dell'Estremo Oriente – e precisamente da quando uscì Il mare, struggente melò con la bellissima Gianna Jun (My Sassy Girl, Il ventaglio segreto); una pausa che ne ha alimentato il mito, mantenendo alta la tensione per la sua rentrée.

Inferiore ma comunque lungo il periodo di inattività – nove anni, anziché undici – di Lee Jung-hyang, che presenta in serata A Reason to Live, uno dei film di punta della rappresentanza coreana nella sezione "Gala Presentation": la storia di due donne, molto diverse tra loro per età ed estrazione sociale, accomunate dall'oppressione di uomini violenti o fedifraghi, espressione di quel maschilismo ancora fortemente presente in Corea del Sud. Attesissimo. Infine, nel programma giornaliero, al solito costellato di innumerevoli proiezioni, meritano di essere menzionati due protagonisti della recente Mostra del Cinema di Venezia, come Johnnie To con il suo Life without Principle - coraggiosa presa di posizione sul valore dei soldi durante la crisi mondiale – e Sono Sion con Guilty of Romance, interpretato da Miki Mizuno, Makoto Togashi e Megumi Kagurazaka, e con Himizu, conflitto esistenziale e generazionale tra le macerie di Fukushima.

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