|
Un documentario di appena settantacinque minuti, parole sante – per l'appunto – che valgono più di un trattato sindacale. Ascanio Celestini, artista romano al suo secondo documentario, racconta la sua visione del precariato, portando allo scoperto la condizione di migliaia di giovani costretti a lavori sottopagati e temporanei coi quali si eludono molto spesso i più elementari diritti civili. Prodotto e distribuito dalla Fandango di Domenico Procacci, Parole sante esce nelle sale italiane il 1° febbraio. Parole sante
Il cantastorie Ascanio Celestini, camera in mano, decide di interrogarsi sulle condizioni esistenziali di un gruppo di lavoratori precari che lavorano per il call center di una compagnia telefonica in una palazzina alla periferia di Roma, fra Cinecittà e il raccordo anulare. Il ritratto che ne emerge non è solo una ricognizione dell'attuale contesto lavorativo italiano, ma una forte accusa ai micidiali sistemi di sfruttamento delle grandi compagnia e all'impotenza dei sindacati, dei partiti e dello stesso Stato.
|
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|
|