Quali sono le dinamiche e i bisogni che spingono persone nel pieno delle loro facoltà mentali a dire addio alla vita? Ora su TIMVISION.
Le battaglie sul fine vita sono delicate, divisive, troppo spesso inconcludenti, in special modo in un paese cattolico come l’Italia che su temi come eutanasia e suicidio assistito ha molte riserve e ritrosie. Se diversi registi cinematografici hanno incentrato intensi film su queste argomenti – pensiamo su tutti a Million Dollar Baby di Clint Eastwood, Bella addormentata di Marco Bellocchio e Le invasioni barbariche di Denys Arcand –, nel mondo televisivo questo non è successo. Prova a recuperare il tempo perduto Mary Kills People, serie tv canadese con protagonista Mary Harris, una dottoressa che si trasforma in un angelo della morte.
Ideata da Tara Armstrong, la serie punta l’attenzione con sensibilità e accurato scavo psicologico sulle dinamiche e sui bisogni che spingono persone nel pieno delle loro facoltà mentali a dire addio alla vita. In tal senso, come si può vedere nei sei episodi della prima stagione, si evidenziano tanto il rovello interiore quanto le questioni etiche che accompagnano scelte così difficili e dirimenti. Il personaggio di Mary diventa una guida per comprendere le complicazioni e gli avvilimenti che condizionano le esistenze di individui che non trovano altre vie d’uscita se non quella del suicidio.
Serie drammatica con punte di ironia da black comedy, Mary Kills People riesce a trattare temi esistenziali come la vita e la morte senza mai essere banale, senza mai cedere alla retorica, tracciando un percorso originale che, per certi versi, ricorda quello di Six Feet Under, cult in cinque stagioni con protagonisti i membri di un’impresa di servizi funebri. Già rinnovata per una seconda stagione, è consigliata a chi non ha paura di mettere in discussione le proprie posizioni nel campo della bioetica.
La protagonista di Mary Kills People è Caroline Dhavernas, attrice canadese originaria di Montreal che ha moltissime esperienze significative sul suo curriculum. Chi sarebbe lieto di scrivere una lettera di raccomandazione sul suo conto è Shonda Rhimes, la creatrice di Grey’s Anatomy e Scandal, che ha potuto contare sul suo apporto in Off the map, medical drama in onda per tredici episodi nel 2011. La Dhavernas ha un profilo che sembra molto in linea per opere nelle quali ci sono medici vari ed eventuali. Non a caso ha dato il volto alla dottoressa Alana Bloom nel corso delle tre stagioni di Hannibal, serie tv che ha riportato in auge la fama (e la fame) di Hannibal Lecter.
In Mary Kills People interpreta una dottoressa del pronto soccorso che aiuta il prossimo suo alleviandone le sofferenze con metodi poco ortodossi. Infatti, trasgredendo la legge, si trasforma in un angelo della morte praticando il suicidio assistito su richiesta di malati terminali. In questa operazione, nell’anonimato più totale, viene spalleggiata dal suo ex compagno, un chirurgo plastico interpretato da Richard Short, recentemente visto in Vinyl su HBO. La loro attività sarà messa in discussione quando la polizia inizierà a indagare sul loro conto.
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