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Wunmi Mosaku

Wunmi Mosaku (Oluwunmi Olapeju Mosaku) è un'attrice nigeriana, è nata il 31 luglio 1986 a Zaria (Nigeria). Oggi al cinema con il film I peccatori distribuito in 38 sale cinematografiche.
Quest'anno ha ricevuto il premio come miglior attrice non protagonista al BAFTA per il film I peccatori. Dal 2009 al 2026 Wunmi Mosaku ha vinto 3 premi: BAFTA (2026), British Independent (2021), Roma Fiction Fest (2009). Wunmi Mosaku ha oggi 39 anni ed è del segno zodiacale Leone.

Una donna dopo l'altra

A cura di Fabio Secchi Frau

Interprete nigeriana, stabilitasi nel Regno Unito, Wunmi Mosaku ha costruito una carriera solida e riconosciuta grazie a un forte interesse per lo studio delle arti drammatiche.
Dopo gli anni di formazione alla RADA, dove si diploma nel 2007, inizia un percorso che la porta rapidamente all'attenzione del pubblico britannico, prima con il debutto teatrale all'Arcola Theatre, poi con i primi ruoli cinematografici, affermandosi come una nuova promessa della televisione inglese, ma distinguendosi anche in alcuni prodotti televisivi americani, spesso alternando a ruoli drammatici quelli investigativi e fantastici e attirando l'occhio della critica internazionale.
Plurivincitrice di BAFTA, viene consacrata come uno dei volti più incisivi del cinema britannico contemporaneo, grazie a interpretazioni rigorose, dove ruba come una gazza ladra piccoli gesti comuni per rappresentare, una donna dopo l'altra, personaggi talvolta legati a temi sociali.
Nel 2025, grazie a I peccatori, offre al grande pubblico un ruolo che le permette di intrecciare radici culturali, spiritualità e dramma personale, ottenendo un consenso critico unanime e portandola tra le protagoniste della stagione dei premi.
Ma accanto alla carriera artistica, la Mosaku mantiene un forte legame con la propria identità culturale e familiare, distinguendosi anche per la chiarezza con cui affronta problemi inerenti alla rappresentazione delle donne di colore, all'odio razzista e alla responsabilità delle istituzioni culturali. La sua carriera si sta quindi definendo non solo attraverso ruoli che cercano la complessità, ma anche tramite quelli che esplorano le più disparate forme dell'esperienza umana, siano esse la migrazione, la perdita, l'ingiustizia e l'appartenenza, ma sempre una donna dopo l'altra e aprendo spazi significativi per le attrici di colore nel cinema e nella televisione britannica e americana.

Studi
Wunmi Mosaku nasce a Zaria, in Nigeria, da genitori Yoruba entrambi professori, nel 1986. Quando aveva un anno, si trasferisce con la famiglia a Manchester, dove cresce e frequenta la Trinity Church of England High School e il Xaverian Sixth Form College.
Apprezzata cantante, rimane in Inghilterra anche dopo che i suoi genitori tornano in Nigeria e decide di studiare recitazione presso la Royal Academy of Dramatic Art, uscendone laureata nel 2007.

I primi film

Già nel 2006 debutta al cinema con il film di Phil Hawkins The Women of Troy, poi appare anche in piccoli ruoli in titoli come Honeymooner (2010), Womb (2010), Stolen (2011), Citadel (2012).

La notorietà con His House e Damilola
Dopo essere entrata nel cast di Philomena (2013) di Stephen Frears, viene invitata a Hollywood per recitare sotto l'occhio di Zack Snyder in Batman v Superman: Dawn of Justice (2016), ma è con His House (2020) di Remi Weeks che viene apprezzata maggiormente dalla critica britannica. Nel film è Rial, una donna rifugiata che tenta di ricostruire un senso di sicurezza dopo l'orrore della guerra e della migrazione. In questa prova, la Mosaku restituisce tutta la paura, la colpa e la resilienza con un controllo emotivo che rende il personaggio devastante nella sua credibilità. La stampa britannica ha parlato di una performance "ferma, inquieta, indimenticabile", capace di sostenere il film anche nei momenti più allegorici.
Importantissima anche la sua performance in Damilola, Our Loved Boy, dove il suo lavoro verrà definito "straordinario per misura e verità". Nel ruolo della madre del piccolo Damilola Taylor, l'attrice evita ogni artificio melodrammatico e costruisce una figura materna attraversata da un dolore che si percepisce in ogni gesto; una scelta interpretativa che le è valsa il BAFTA come miglior attrice. A questi titoli si aggiungono anche i suoi ruoli in Call Jane (2022), Alice, Darling (2022) e Deadpool & Wolverine (2024) di Shawn Levy.

La candidatura all'Oscar come miglior attrice non protagonista
Nel 2025 arriva I peccatori di Ryan Coogler, che le fa ottenere una candidatura agli Oscar come miglior attrice non protagonista grazie alla parte di Annie, una guaritrice Hoodoo nel Mississippi del 1932, segnata da traumi e assediata dai vampiri.
Secondo le sue stesse parole, interpretare Annie è stato "un processo di decolonizzazione mentale", un lavoro che ha richiesto di confrontarsi con la storia afroamericana, con la spiritualità Hoodoo e con la violenza sistemica dell'epoca. Questa dimensione politica e culturale, unita alla sua sensibilità attoriale, ha dato al personaggio una risonanza che ha colpito profondamente pubblico e critica.

In tv
Televisivamente, la Mosaku appare nel piccolo schermo britannico già a partire dal 2007 (Sold, Never Better, Doctors), poi avrà un ruolo da regular in Metropolitan Police, dove sarà Vivienne Cole, un'ispettrice che si muove in un ambiente operativo segnato da pressioni politiche, tensioni interne e un sistema che spesso ostacola chi tenta di lavorare con rigore. Cole è metodica, diretta, capace di mantenere lucidità anche quando la situazione degenera, e la Mosaku la interpreta con un equilibrio che evita sia il tono autoritario sia la fragilità esibita.
A questo telefilm si aggiungono altre apparizioni nel piccolo schermo (Testimoni silenziosi, Vera, Jo, Black Mirror, The End of the F***ing World, Luther), fino a essere chiamata in America per la miniserie horror Lovecraft Country - La terra dei demoni (2020), dove veste i panni di Ruby Baptiste, una donna di colore negli anni Cinquanta che sogna una vita diversa da quella che la società le concede e che si ritrova coinvolta in un patto inquietante che le permette di assumere temporaneamente l'aspetto di una donna bianca.
Incisiva e disturbante, è Hunter B 15 in Loki (2021-2023), una delle ufficiali della Time Variance Authority, inizialmente rigida e inflessibile nel far rispettare le regole dell'organizzazione.
Applaudita anche la sua partecipazione nella miniserie We Own This City - Potere e corruzione (2022), dove è l'avvocata del Dipartimento di Giustizia Nicole Steele, incaricata di indagare sugli abusi sistemici della polizia di Baltimora. Con una calma vigile che non è mai passività, ma un modo di osservare, registrare e smontare le dinamiche di potere che incontra (soprattutto nelle scene degli interrogatori che mettono a nudo la cultura corrotta del dipartimento), le sue scene sono state lette come un esempio di recitazione asciutta e indignata.

Vita privata

Wunmi Mosaku è sposata con l'agente letterario Tash Moseley.

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