Susan Hayward (II) ha lavorato come truccatrice
Frequenta una scuola pubblica e studia per diventare segretaria. Ben presto, però, inizia a posare come modella e nel 1937 insegue il sogno hollywoodiano, contendendosi - con altre centinaia di aspiranti attrici - il ruolo di Rossella O'Hara in "Via col vento", poi assegnato a Vivien Leigh. Nel 1937 compare in "Hollywood Hotel" e per circa due anni ricopre ruoli di secondo piano. Grazie anche al suo carattere deciso e determinato, nel 1939 recita in "Beau Geste" di Wellman, un'interpretazione che segna una svolta importante nella sua carriera d'attrice. Ben presto, infatti, verrà scelta da registi di fama internazionale come René Clair e Cecil B. De Mille. Inizia così la sua scalata verso il successo. Nel 1947 riceve la prima nomination dall'Academy per lo splendido ritratto di Angelica Evans nel film di Heisler "Una donna distrusse". La seconda nomination arriva due anni più tardi per "Questo mio folle cuore". Sebbene nessuno dei due riconoscimenti le valga l'Oscar, la Hayward è ormai una star affermata e ciò le consente di scegliere con più attenzione quali progetti intraprendere. Nel 1952 e nel 1955 riceve altre due nomination, rispettivamente per "La dominatrice del destino" e "Piangerò domani", ma la Hayward comincia a chiedersi se stringerà mai tra le mani l'ambita statuetta. Durante le riprese di "Piangerò domani", inoltre, un triste episodio giunge a segnare la vita della donna: in seguito al fallimento del suo matrimonio con l'attore Jess Barker (i due erano sposati dal 1944, ma il loro era sempre stato un rapporto burrascoso) le viene tolta la custodia dei due figli. La Hayward, non abbastanza forte da sopportare un tale dolore, tenta il suicidio ingerendo un'elevata dose di farmaci. Fortunatamente la madre chiama appena in tempo i soccorsi e la salva. Nel 1957 sposa Floyd Eaton Chalkley. Il loro è un matrimonio felice, ma la vita sembra non avere in serbo il lieto fine per i suoi amori. L'uomo morirà nove anni più tardi per una grave forma di epatite, gettando la Hayward nella disperazione: in seguito alla morte del marito, infatti, l'attrice si assenta da Hollywood per ben cinque anni. Nel frattempo, nel 1958, la 'rossa di Brooklyn' regala al pubblico la sua migliore interpretazione in "Non voglio morire" di Robert Wise, storia vera di Barbara Graham, una donna accusata di omicidio e condannata a morire in una camera a gas. Questa volta la Hayward non ottiene solo la nomination, ma viene premiata dall'Academy. Subito dopo l'attrice fonda una propria casa di produzione, la "Carrollton Productions", il cui primo film è "Thunder in the sun" con Jeff Chandler (suo compagno alle scuole elementari). Da allora ogni anno della vita della Hayward viene scandito da un film, quasi tutti poco apprezzati dalla critica, ma molto amati dal pubblico. Nel 1972 Susan Hayward si ammala gravemente e il medico le dà pochi mesi di vita. Ma la sua voglia di vivere è grande tanto quanto lo era stata la sua volontà di raggiungere il successo come attrice: la Hayward combatte la sua battaglia personale contro il cancro per due anni e mezzo. Nel 1974 viene invitata dall'AMPAS a consegnare il premio alla Miglior attrice e Susan, determinata a non deludere le aspettative dei suoi fans, si fa prescrivere potenti antidolorifici e disegnare uno stupendo abito da sera, pronta per salire sul palco, al braccio di Charlton Heston. Ma, poco dopo aver raggiunto la sua limousine, viene colta da un malore. Susan Hayward muore a Hollywood il 14 marzo 1975, all'età di 56 anni.