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Oprah Winfrey

Oprah Winfrey. Data di nascita 29 gennaio 1954 a Kosciusko, Mississippi (USA). Oprah Winfrey ha oggi 68 anni ed è del segno zodiacale Acquario.

La regina dei media americani

A cura di Annalice Furfari

Una delle donne più ricche e influenti al mondo, regina dei grandi media americani, eppure amatissima da milioni di telespettatori per la sua personalità calda, vibrante ed empatica. Miracolo di una carriera che più fortunata e meritata non si può, partendo da una condizione tremendamente svantaggiata. Star indiscussa del proprio show televisivo più che ventennale, fondatrice di una casa di produzione e di una rete tv, influente opinion leader schierata al fianco della battaglia politica di Barack Obama, filantropa sostenitrice delle donne e dei bambini abusati, degli emarginati sociali e dei discriminati. Oprah Winfrey è questo e molto altro ancora. E trova persino il tempo di recitare sul grande schermo, sempre in progetti incentrati sulla questione razziale e sulle lotte degli afroamericani per la conquista dei diritti civili.

L'infanzia difficile forgia un carattere di ferro
Orpah Gail Winfrey nasce a Kosciusko, nello stato del Mississippi, il 29 gennaio 1954. Il suo nome deriva da un personaggio biblico ma, dal momento che la gente spesso non riesce a pronunciarlo correttamente, viene cambiato in Oprah. La madre, Vernita Lee, è una cameriera adolescente, mentre il padre, Vernon Winfrey, è un minatore di stanza nelle forze armate. I due non sono sposati né fidanzati e hanno problemi economici, così la piccola trascorre i suoi primi anni di vita con i nonni paterni in una povera fattoria del Mississippi, senza acqua corrente. La vita lì è molto dura, ma la severa nonna Hattie Mae forgia il carattere della bambina, dandole un'immagine positiva di se stessa e insegnandole a leggere a soli tre anni. Abile nel recitare sermoni in chiesa, sin da piccola si dà da fare come oratrice nelle chiese locali. A sei anni va a vivere con la madre in un quartiere povero di una città interna vicino a Milwaukee. Qui subisce molestie, dall'età di nove anni, da alcuni parenti e da un amico di famiglia. L'abuso sarà uno dei temi salienti della sua futura carriera televisiva, spingendola a indirizzare la sua empatia verso chi ha provato la stessa terribile esperienza. Neppure il rapporto con la madre, che nel frattempo ha concepito altri figli, è semplice, peggiorato dalle cattive condizioni economiche. A 13 anni Oprah scappa da casa e a 14 rimane incinta, ma il figlio muore poco dopo la nascita. La madre la manda a vivere con il padre a Nashville, nel Tennessee. L'uomo, severo ma incoraggiante, fa dell'educazione della figlia una priorità. La ragazza, dall'intelligenza brillante, diventa così una studentessa modello e, ancora al liceo, ottiene un lavoro come annunciatrice in un giornale radio locale. Mentre frequenta la Tennessee State University, dove studia Comunicazione e Spettacolo, lavora come giornalista in una televisione locale, la WTVF-TV, dove, a 19 anni, è la prima donna nera a condurre il telegiornale della sera a Nashville, oltre che la più giovane.

"The Oprah Winfrey Show"
Passata in pochi anni dalla condizione di adolescente problematica e ribelle a quella di donna in carriera, la Winfrey, intelligente, affascinante e di bell'aspetto, ha una straordinaria naturalezza sullo schermo e la rete WJZ-TV di Baltimora sfrutta questo suo talento rendendola protagonista di uno show mattutino. Dopo questa preziosa esperienza, la Winfrey compie un salto di qualità trasferendosi a Chicago nel 1984, dove è assunta per condurre lo show del mattino "AM Chicago" alla WLS-TV. Nel giro di un anno, il successo del programma porta alla sua espansione e viene ribattezzato "The Oprah Winfrey Show". Nel 1986 il fortunato talk show debutta sulla rete nazionale ABC e viene modellato sulla base della forte personalità della conduttrice, che spesso lo trasforma in un'occasione per richiamare l'attenzione del pubblico verso i problemi sociali che più le stanno a cuore, come la violenza sessuale, la droga, i problemi familiari, il razzismo, le discriminazioni, l'omosessualità, i diritti civili, l'alfabetizzazione. La Winfrey riesce a trasformare il suo ruolo da semplice conduttrice televisiva a opinion leader, convertendo gli argomenti e i casi trattati in autentici fenomeni di moda e temi di pubblico dibattito, come accade con i libri presentati nel corso della trasmissione, che diventano istantaneamente bestseller. "The Oprah Winfrey Show" diviene ben presto il talk show più quotato nella storia della televisione americana. A differenza di ogni altro conduttore prima di lei, la Winfrey esamina le questioni sociali con intelligenza, empatia e candore, colpendo dritta al cuore degli spettatori. Impegnata in prima persona nel sociale con fondazioni benefiche, la Winfrey, proclamata nel 2007 dalla rivista americana Forbes donna dello spettacolo più ricca al mondo, in seguito a una promessa fatta a Nelson Mandela, investe 40 milioni di dollari per aprire una scuola per ragazze povere dalle grandi potenzialità in Sudafrica, la Oprah Winfrey Leadership Academy for Girls. Generando sconcerto tra i milioni di fan, "The Oprah Winfrey Show" chiude i battenti nel 2011. Ma la straordinaria avventura televisiva della magnate dei media non finisce qui. Nasce, infatti, Oprah Winfrey Network, una rete televisiva di proprietà della conduttrice, con nuovi show da lei realizzati, anche se di minor successo rispetto al "The Oprah Winfrey Show".

Attrice e produttrice al cinema e in televisione
Il debutto cinematografico della Winfrey avviene in concomitanza con l'avvio della sua carriera di conduttrice televisiva ed è un inizio col botto. Notata dal produttore Quincy Jones, viene scelta per la parte di Sofia nel premio Oscar Il colore viola (1985) di Steven Spielberg, tratto dal best-seller di Alice Walker, con Whoopi Goldberg nei panni della protagonista Celie, adolescente che, in seguito alle violenze subite dal padre, dà alla luce due bambini, che le vengono brutalmente strappati, e viene costretta a sposare un uomo che le usa nuova violenza. La Winfrey, per il suo ruolo di una giovane abusata e umiliata dai suoi datori di lavoro, che lotta per dimostrare di non essere inferiore né agli uomini né ai bianchi, ottiene una nomination agli Oscar come migliore attrice non protagonista. Nel 1989, in parallelo alla sua fortunatissima carriera televisiva, la Winfrey è produttrice esecutiva e attrice dell'acclamata miniserie tv della ABC The Women of Brewster Place, sulle vicende di una ragazza madre che si trasferisce a New York. È ancora produttrice e attrice del film tv There Are No Children Here (1993), che racconta l'esperienza di due fratelli cresciuti in una casa popolare di Chicago. Fondatrice di una casa editrice, la Winfrey ha anche istituito una casa di produzione multimediale, la Harpo Productions, di cui fa parte la Harpo Films, votata alla missione di ispirare l'auto-miglioramento nelle persone, presentando le storie di successo di chi ce l'ha fatta superando le avversità della vita. Tra queste c'è quella del film tv Prima che le donne potessero volare (1997) di Lloyd Kramer, con la Winfrey protagonista nei panni di una donna che dà rifugio a un bambino in fuga da una casa di alcolizzati. Nel 1998 produce la miniserie The Wedding, con Halle Berry, incentrata sulle vicende di matrimonio, pregiudizi razziali e vincoli familiari in una benestante famiglia nera che vive sull'isola di Martha's Vineyard negli anni Cinquanta. Nello stesso anno la star della tv americana realizza uno dei suoi sogni: incarnare la protagonista del bestseller di Toni Morrison, Beloved, nell'adattamento cinematografico diretto da Jonathan Demme, che affronta la condizione degli afroamericani tra realtà e parapsicologia. Qui la Winfrey è Sethe, una schiava fuggiasca che ha patito sofferenze indicibili, tra cui l'impiccagione della madre e la perdita di alcuni figli. La donna, che vive con la figlia misteriosamente emarginata e con un pellegrino sua vecchia conoscenza, dovrà vedersela con un presente infestato dai fantasmi del passato. Nei suoi continui sforzi di adattare le opere di grandi romanzieri afroamericani, nel 2005 la Winfrey produce il film tv Con gli occhi rivolti al cielo di Darnell Martin, con Halle Berry nei panni di una donna che passa da un matrimonio all'altro, alla ricerca della felicità, finendo per dare scandalo nella città in cui vive, nel 1920. Nel 2006 la Harpo Films torna al cinema per produrre The Great Debaters di Denzel Washington, con lo stesso attore nei panni di Melvin B. Tolson, poeta e docente negli anni '30 e '40 a Wiley, in Texas, un piccolo college frequentato da studenti di colore, dove il professore fonda e guida il primo team di discussione contro i pregiudizi razziali. Nel 2009 la Winfrey presta la propria voce a Eudora, madre di Tiana, la prima principessa afroamericana nella storia della Disney, protagonista del film di animazione La Principessa e il Ranocchio di Ron Clements. Nello stesso anno la Winfrey collabora con il regista e collega magnate dei media Tyler Perry come coproduttrice di Precious di Lee Daniels, storia cruda di un'adolescente di Harlem derisa dai compagni perché obesa e incinta del suo secondo figlio, frutto delle violenze del padre. Nel 2013 la Winfrey torna a produrre un film di Lee Daniels, The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca, epopea delle lotte per i diritti civili e i traguardi degli afroamericani, raccontata attraverso la storia vera di Eugene Allen, servitore, dal 1957 al 1986, di sette presidenti degli Stati Uniti. Qui la produttrice torna anche nelle vesti di attrice, interpretando Gloria Gaines, la moglie del maggiordomo incarnato da Forest Whitaker.

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