Beloved

Film 1998 | Drammatico 171 min.

Regia di Jonathan Demme. Un film Da vedere 1998 con Oprah Winfrey, Danny Glover, Thandie Newton, Kimberly Elise, Beah Richards. Cast completo Genere Drammatico - USA, 1998, durata 171 minuti. - MYmonetro 3,06 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 15 dicembre 2014

Quando Beloved entrerà nella 'casa' le 'presenze' si riveleranno facendo riemergere il passato. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Al Box Office Usa Beloved ha incassato 22,8 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,06/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ
La condizione degli afroamericani tra realtà e parapsicologia.
Recensione di Alessandro Vadalà
martedì 13 febbraio 2007
Recensione di Alessandro Vadalà
martedì 13 febbraio 2007

Sethe (Oprah Winfrey, Il colore viola) è la padrona della casa, una schiava fuggiasca che ha patito sofferenze indicibili tra cui l'impiccagione della madre e la perdita di alcuni figli. Nella casa abita anche Denver (Kimberly Elise), figlia di Sethe, che è misteriosamente emarginata dalla società. A loro si unirà Paul D Garner (Danny Glover), un pellegrino vecchia conoscenza di Sethe che deciderà di restare. Paul D era giunto lì per salutare Sethe e la "nonna Sue" morta però qualche anno prima, una specie di sciamana che organizzava riti collettivi vagamente tribali con i quali riusciva a controllare emotivamente i partecipanti. Anche Paul D ha particolari poteri e intuisce che la casa è abitata da qualche spirito (l'effetto di luce rossa usato per far capire i momenti di "medianità" è allo stesso tempo retrò e originale). Questo spirito apparirà quando ad entrare nella casa sarà Beloved (Thandie Newton), una ragazza che apparentemente ha gravissimi problemi psicologici ma che rivelerà l'incarnazione di un passato mai passato e un presente di sovraumane presenze da sconfiggere.
Tra la tratta degli schiavi dall'Africa e le lotte civili per il diritto all'uguaglianza intercorrono più di centocinquant'anni. In mezzo c'è stato un lungo periodo di segregazione e di soprusi che hanno ridotto la popolazione di colore a uno stato a volte di sopravvivenza (quasi "mistico") terrificante. Nulla a che vedere con lo strambo ma rasserenante accento di Mammy in Via col vento che peraltro ci dava la sensazione di naturale accettazione della sua condizione e della sua intrinseca saggezza. Nella storia di Beloved non c'è nulla, ma proprio nulla di saggio o di sereno. L'ambientazione è simile a La casa nella prateria in un non-posto dove le persone di colore hanno forse i loro spazi e le loro mansioni ma anche lo spettro del passato che li segue e li tormenta.
Bistrattato da critica e spettatori Beloved ha invece qualità molto interessanti. Ispirato dall'omonimo best-seller pluridecorato di Toni Morrison colpisce sin da subito per la metafisica surrealistica con cui si propone. Già dai primi fotogrammi si intuisce che nulla seguirà la normale forza di gravità.
Demme ci ha abituato nel passato a blockbuster che sono allo stesso tempo capolavori Il silenzio degli innocenti e Philadelphia dovrebbero bastare come garanzia). Con questo Beloved ha rischiato. Sulla carta il rischio non doveva essere enorme visto il successo dell'omonimo libro che negli USA ha una legione di fan. In realtà non è quello che la gente si aspettava da lui. Ne ha tratto un film dalle ambizioni "intellettuali" che lo rendono un po' particolare e di difficile comprensione. Non è un capolavoro, non è stato per nulla un blockbuster, ma merita di essere preso in considerazione se volete confrontarvi con qualcosa di particolarmente intenso.

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Vicino a Cincinnati (Ohio) nel 1865, a Guerra Civile finita, vive l'ex schiava nera Sethe (Winfrey) con la figlia Denver (Elise), adolescente scalpitante. Le raggiunge Paul D. (Glover) che negli anni di schiavitù fu importante nella vita di Sethe. Tra quelle mura vive anche lo spirito inquieto di un'altra figlia (Newton), uccisa dalla madre per evitarle un futuro senza libertà. I fatti del passato si fondono con quelli del presente. Dal romanzo Amatissima ( Beloved , 1987), premio Pulitzer, di Toni Morrison, adattato da Akosa Busia, Richard LaGravenese, Adam Brooks. Melodramma visionario e vertiginoso, impregnato di un dolore senza tempo e situato in una casa carica di passato, che sfocia nella tragedia individuale e collettiva, nell'orrore di una storia di fantasmi, in un cinema politicamente sovversivo: i suoi flashback "hanno la forza di una rasoiata" (G. Gariazzo). Film indipendente (prodotto, tra gli altri, da J. Demme e da O. Winfrey, star della TV), mal distribuito negli USA e vittima della censura del mercato in Italia.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 23 settembre 2009
Lisbeth

Il magnetismo del racconto cattura dalla prima scena a cui,con puntuale Ringcomposition,si salderà la fine della storia.La scoperta del retroterra della vicenda e del vissuto dei personaggi procede per analessi,squarci improvvisi,violente lame di luce ad illuminare scenari infernali.Sethe, schiava nera affrancata,per un attimo trova pace con i suoi figli nella fattoria di nonna Soux.

lunedì 2 gennaio 2012
Francesco2

Un lungo classico del cinema, come lo sfortunatissimo "Cancelli del cielo", come anche -Si dice- lo spielberghiano "Colore viola". Mi sbaglierò, ma credo che opere di questo tipo siano destinate o ad un grande successo o al fiasco, come è avvenuto anche ad un altro lunghissimo film, "Wyatt Earp" di Lawrence Kasdan. Da Demme non ci aspetteremmo un film "Epopea", ma i registi -E non solo loro-, probabilmente [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2011
Jemanja

Veramente interessante! Ti tiene attaccato al video senza colpi di scena ne effetti speciali.. Un peccato che sia stato snobbato in italia, tocca temi interessanti e lo fa con crudezza e realtà. Ottime le interpretazioni degli attori e bella la trama. Merita di più. Uno di quei film che ti lascia qualcosa, da rivedere ogni tanto. Mi è proprio piaciuto.

sabato 30 gennaio 2021
balunzen

Film pregno di pathos, di significati e di dolorosi interrogativi: ognuno dei 4 protagonisti avrebbe dato materiale per un lungometraggio. Splendido, inquietante, doloroso, magnetico.

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