Attrice spagnola, Carmen Machi è una delle interpreti più rispettate e amate del teatro iberico per la sua straordinaria versatilità e la capacità di eccellere in ruoli che spaziano dalla commedia al dramma più intenso. Abilità che poi ha saputo trasmettere anche ai suoi lavori televisivi e cinematografici, proponendo al grande pubblico personaggi che indubbiamente sono stati da lui oltremodo apprezzati.
Catturando immediatamente l'attenzione dello spettatore, la Machi riesce a trasmettere emozioni complesse con una naturalezza credibile, spesso bilanciando comicità e introspezione in maniera estremamente precisa.
La sua lunga carriera, consolidata da una reputazione di attrice di alta qualità, del resto è il risultato proprio di questo impegno artistico costante e di una passione per il mestiere che si riflette in ogni suo lavoro.
Ammirata, molto intelligente, con un'arguzia e una rapidità mentale che le permettono di sviluppare in poco tempo la rappresentazione di un personaggio in una storia, di qualunque genere essa sia, Carmen Machi è diventata garanzia di successo.
Studi e cammino teatrale
Carmen Machi nasce a Madrid nel 1963. Dopo aver studiato al collegio Jesús Nazareno, già nella sua prima adolescenza, ha la certezza che sarebbe diventata un'attrice.
Con questa sicurezza, comincia ad approcciarsi alla recitazione a soli diciassette anni, lavorando sul palcoscenico con la compagnia teatrale Taormina di Getafe, coi quali porta spettacoli come "Wozzeck", "Retablo de la avaricia, la lujuria y la muerte", "Sento i pollici che mi prudono" e "María Sarmiento", e questi e molti altri solo fino alla fine degli Anni Novanta.
Lungo tutta la sua imponente carriera teatrale, costellata da prestigiosi premi, si confronta con testi di Agatha Christie, Georg Büchner, José María Forqué, William Shakespeare, Bernard-Marie Koltès, Juan Mayorga, dando splendide prove d'attrice soprattutto in "Agosto, foto di famiglia" (2011-2012), "Chi ha paura di Virginia Woolf?" (2012-2013), "Juicio a una zorra" (2011-2017), "El caballero de Olmedo" (2014-2015), "Antigone" (2015-2017) e "Il giardino dei ciliegi" (2019).
Il debutto cinematografico
Non ci vuole molto perché il cinema si interessi a lei e, già a partire dal 1999, debutta nel film di Chema de la Peña Shacky Carmine, poi seguito nel 2001, da Sin vergüenza di Joaquín Oristrell.
I film con Almodóvar
Con un viso così caratteristico (occhi profondi e vivaci, un viso tondo e un prominente naso che aggiunge unicità e personalità), non poteva certo passare inosservata ai grandi occhi di Pedro Almodóvar, che ne fa una delle sue attrici feticcio. Prima la impone nel piccolo ruolo di una capo infermiera in Parla con lei nel 2002, poi la inserisce nel cast del melodramma Gli abbracci spezzati (2009), nel piccolo ruolo dell'esuberante e libera Chon, stesso personaggio che poi riprenderà nel divertente cortometraggio La concejala antropófaga (2009), vero e proprio tributo alle sue capacità recitative esaltate da un surreale monologo sospeso tra politica e ricerca del piacere sessuale.
Nel 2011 e nel 2013, è ancora davanti alla sua cinepresa con piccole parti in La pelle che abito e Gli amanti passeggeri.
I lavori con Javier Rebollo
Dopo Torremolinos 73 - Ma tu lo faresti un film porno? (2003) di Pablo Berger, lavora ad altri film nazionali, principalmente commedie, consolidando il suo nome come ottima attrice di secondo piano, almeno fino all'incontro con Javier Rebollo, con il quale inizierà un rapporto di collaborazione attraverso i film Lo que sé de Lola (2006) e La mujer sin piano (2009) come protagonista.
Il Goya come miglior attrice non protagonista
Nel 2014, vince un Goya come miglior attrice non protagonista grazie al ruolo memorabile e carismatico di Merche in Ocho apellidos vascos di Emilio Martínez Lázaro (che poi la vorrà anche in Ocho apellidos catalanes l'anno successivo). Suo il ruolo della madre del protagonista, Rafa, in una commedia romantica che gioca sugli stereotipi culturali tra baschi e catalani. Il premio le viene conferito principalmente per il suo tempismo comico impeccabile, dimostrando quanto l'attrice abbia una fenomenale attitudine a gestire le linee di dialogo, scatenando risate ed evitando di cadere nella caricatura.
Ma sfiora la stessa statuetta, seppur nella categoria di miglior attrice protagonista, anche nel 2016, quando partecipa alla pellicola La puerta abierta, dove diventa Rosa, una prostituta che vive con la madre Antonia, anche questa ex-sex worker eccentrica e problematica.
Nel film di Marina Seresesky, che ha nel cast anche la veterana Terele Pávez e che esplora i temi di emarginazione, resilienza e speranza, Carmen Machi si pone al centro della narrazione, meritevole di aver saputo incarnare in maniera precisa ogni conflitto interiore del suo personaggio, una donna intrappolata in una vita difficile, ma che trova una possibilità di redenzione attraverso l'arrivo di un'orfana.
Nel 2023, arriva una nuova candidatura ai Goya con il drammatico Piggy di Carlota Pereda. Considerata come miglior attrice non protagonista, l'interprete spagnola qui è Asun, la madre di una ragaza sovrappeso, che accanto a lei subirà le conseguenze del bullismo, dell'emarginazione sociale e della vendetta, in uno script che mescola thriller e dramma rurale.
Lodata dalla critica per la caratterizzazione del personaggio (Asun è una madre severa e autoritaria che esercita un rigido controllo sulla vita della figlia), la Machi ha saputo rappresentare con efficacia lati duri e insieme vulnerabili, provocando grandi impatti emotivi nello spettatore e contribuendo alla tensione narrativa, appesantita dalle pressioni sociali, dal senso di isolamento e dalla sofferenza inquietante che aleggia su tutto il film.
Altri film
Altri film che compongono la sua filmografia, arricchendola enormemente sono Sognando il nord (2015) e Villaviciosa de al lado (2016) di Nacho G. Velilla, nonché alcuni titoli diretti da Álex de la Iglesia come Mi gran noche (2015) e El bar (2017).
A questo punto, dopo Proyecto tiempo (2017) di Isabel Coixet, recita accanto ad Aitana Sánchez-Gijón e Adriana Ozores in Thi Mai (2017), nel ruolo di una donna che, appresa la notizia della morte della figlia per un incidente stradale, parte per il Vietnam decisa a ultimare le pratiche per l'adozione di un bambino che erano state lasciate in sospeso proprio dalla deceduta. Nonostante questa premessa, la pellicola è una commedia esilarante che valorizza indubbiamente tutte le potenzialità comiche dell'attrice. Potenzialità che sono confermate anche nella pellicola di Paco Caballero Un amore di mamma (2022) e in Pelle (2017) di Eduardo Casanova.
I successi nel genere sitcom
Parallelamente alla sua carriera cinematografica, Carmen Machi ha lavorato anche in televisione, prima attraverso qualche apparizione in serie tv come Manos a la obra (1999), Policías, en el corazón de la calle (2000-2001) e El botones Sacarino (2001), diventando poi con Amparo Baró, Paz Vega, Gonzalo de Castro, Anabel Alonso, Blanca Portillo e Javier Cámara, una dei protagonisti della sitcom di successo 7 vidas (2000-2006).
Al termine di questo lungo cammino, costituito da ben 98 episodi, il suo personaggio, la donna delle pulizie Aída García, avrà uno spin-off tutto suo in una sitcom omonima, Aída, tra il 2005 e il 2014, anche considerata un successo senza paragoni nella televisione spagnola.
Intanto, dopo quest'esperienza durata otto anni, la Machi continua ad apparire in altre serie tv e miniserie iberiche (Rescatando a Sara, Fenómenos, Criminal, Escenario 0, l'horror 30 monedas, Las de la última fila), fino a La Mesías, dove veste i panni di Montserrat Baró, la matriarca della famiglia Puig-Baró, una figura complessa e tormentata, caratterizzata da deliri messianici, che influenza profondamente la vita dei suoi figli.
Notevole anche la sua partecipazione alla serie Celeste (2024), dove è la protagonista Sara Santano, un'investigatrice fiscale, vicinissima al suo pensionamento anticipato, che vorrebbe però ritardare fino alla chiusura del suo ultimo caso: incastrare una pop star latina, Celeste, che sta approfittando del suo status per eludere le tasse. Un ruolo appositamente scritto per lei dal creatore della serie, Diego San José, che ha detto di lei: "Avevo bisogno di un'attrice che fosse in grado di far ridere le persone, ma che fosse in grado anche di muoversi e di conquistare un pubblico che non necessariamente guarda le commedie. Carmen Machi è una delle pochissime attrici che ha la capacità di fare entrambe le cose".
Vita privata
Carmen Machi è una persona molto riservata riguardo alla sua vita privata. Da oltre 20 anni è legata sentimentalmente a un compagno con cui ha costruito una relazione stabile, preferendo mantenerlo anonimo in una vita discreta e lontana dai riflettori.
Purtroppo, è stata coinvolta in diverse irregolarità fiscali per la creazione di società parallele (una di queste è la Mama Floriana), al fine di evadere le tasse, evitando le più alte aliquote fiscali e detraendo spese non deducibili nelle imposte sulle società create.