Una vita ad occhi aperti, gettata nel presente, con le mani sempre sulla macchina da presa e gli occhi sul visore. Spesso sorridendo, come un adulto che torna bambino nel fare quello che ama. Tonino De Bernardi, classe 1937, autodidatta della settima arte, pioniere dell'underground, tra gli animatori della Cooperativa Cinema Indipendente, in seguito alla folgorazione per la sperimentazione del New American Cinema e del Living Theatre. Dal 1967 a oggi ha girato ininterrottamente, autoproducendosi, quasi un film all'anno (ma il vero numero non lo conosce nemmeno lui) "con tutti i mezzi", dall'8 millimetri muto al sonoro, fino al 16 e al 35, per poi convertirsi entusiasticamente al video digitale, estremamente più economico.
Il suo è cinema low low budget, nomade, estemporaneo, spesso familiare. Sempre avvertito come una necessità: "io avevo proprio bisogno, nella mia vita, di aiutarmi a vivere. E il cinema mi ha aiutato". In un certo momento anche la Mostra di Venezia lo ha vezzeggiato, invitando Appassionate (in concorso nel 1999) e Rosatigre l'anno dopo (in Nuovi Territori). Continua »