Presentato all'International Film Festival di Rotterdam.
di Roberto Manassero
In un futuro prossimo, mentre il Brasile è colpito da un'epidemia trasmessa dalle zanzare, alcuni scienziati nordamericani giungono nella città di Picuí, nell'entroterra del Nordest, luogo noto per i suoi giacimenti di materiale radioattivo, per testare una cura sperimentale che porterebbe allo sterminio delle zanzare. Con loro c'è anche la scienziata Rúbia, tornata dopo anni nella città in cui è nata per aiutare i colleghi a farsi accettare dai riluttanti abitanti della zona, anch'essi intenti a cercare di estrarre un misterioso materiale giallo dal sottosuolo. Un fallimento nei test porterò alla catastrofe e lascerà la sola Rúbia a combattere contro l'imminente apocalisse. Tra thriller, fantascienza, racconto folkloristico e commedia proletaria, Yellow Cake rinnova la tradizione del cinema anticolonialista divertendosi a mescolare i generi e a trasformare in delirio visionario l'ansia contemporanea del contagio e la critica al capitalismo predatorio. L'opera seconda del produttore e regista Tiago Melo, originario di Picuí e nel 2012 già autore di un documentario sulla cittadina mineraria nello stato brasiliano del Paraíba, sui suoi giacimenti di terre rare e sull'estrazione nel 1944 dell'uranio poi utilizzato per la costruzione della bomba atomica nel progetto Manhattan, ha un evidente sottotesto politico.