| Titolo originale | The Bride |
| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico, Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 126 minuti |
| Al cinema | 102 sale cinematografiche |
| Regia di | Maggie Gyllenhaal |
| Attori | Jessie Buckley, Christian Bale, Jake Gyllenhaal, Peter Sarsgaard, Annette Bening Penélope Cruz, Julianne Hough, John Magaro, Louis Cancelmi, Jeannie Berlin, Linda Emond, Matthew Maher, William Hill (II), Marko Caka, Massiel Mordan. |
| Uscita | giovedì 5 marzo 2026 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,64 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 5 marzo 2026
Nella Chicago degli anni '30, Frankenstein chiede al dottor Euphronius di aiutarlo a creare una compagna. Danno vita a una donna assassinata come la Sposa, scatenando romanticismo, interesse della polizia e cambiamento sociale radicale. La sposa! è 21° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 14.168,00 e registrato 49.613 presenze.
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CONSIGLIATO NÌ
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Chicago, 1936. Frankenstein vaga da oltre un secolo in preda a una divorante solitudine. La sua unica speranza è Euphronious, visionaria scienziata a cui chiede di 'creargli' una sposa. Toccata dalla sua disperazione, la dottoressa riesuma il cadavere di una giovane donna assassinata da un clan mafioso. Il risveglio sarà traumatico per Ida, che ha perso la memoria di sé, ma eccitante per Frank, che ama il musical e vuole una partner. Partner per la danza e per la vita criminale che intraprendono con furore, da Chicago a New York, passando per tutti i set dei film amati.
I miti non muoiono mai, figuriamoci quello di Frankenstein. Nel 1935 James Whale dà seguito al suo adattamento del romanzo di Mary Shelley (La moglie di Frankenstein), ma The Bride! non è il suo remake, piuttosto una reinterpretazione col punto esclamativo.
E tutto si tiene stretto a quel segno di interpunzione, perché The Bride! è un film ipertrofico, esagerato nei suoi effetti, ammirativo in tutto quello che prova a dirci. A partire dalla sposa, che vive negli anni Trenta, è indipendente, furiosa e odia gli uomini più delle ostriche. Malmenata dal patriarcato, come Barbie (Barbie) e Catherine (Cime tempestose), the bride è risvegliata dalla Warner che mette ancora una volta le dita nella presa e cede all'insistenza del mostro patchwork e verginale di Christian Bale, adepto di un regime spettacolare che non può resistere a lungo al richiamo di ruoli draconiani.
Ad abbassare la leva e a dare la scossa è Maggie Gyllenhaal, alla sua seconda prova dopo La figlia oscura, una trasposizione convincente del romanzo di Elena Ferrante, che insinuava il santuario della maternità e lo deviava verso un regno oscuro e perturbante. Possessività, mostruosità, filiazione..., alcuni temi persistono e si trasmettono da un film all'altro se non fosse che The Bride! rompe spettacolarmente con il suo predecessore, soprattutto nella forma. Eliminata la preposizione "di proprietà" del titolo di Whale, la regista immagina come lui un seguito alle avventure della "creatura" di Mary Shelley. Se da Whale il ruolo assegnato all'eroina è esiguo, da Gyllenhaal la sposa si prende tutta la scena, si chiama Ida e disprezza Lupino, feroce mafioso che falcia le donne e colleziona le loro lingue come trofei. Non sfuggirà ai cinefili e agli appassionati di cinema proto-femminista il riferimento a Ida Lupino, attrice e regista che negli anni Cinquanta sfidava le convenzioni del cinema classico hollywoodiano, mettendo in scena eroine alle prese con tragedie ordinarie. Cucito insieme come il volto di Frank, The Bride! convoca inevitabilmente tutto un patrimonio letterario e cinematografico, che deve essere digerito e rigurgitato in una forma originale. Quello che prova a fare la regista in sequenze che non obbediscono più alla razionalità ma alla 'mostruosità' dei suoi attori, Jessie Buckley, debordante di espressività, e Annette Bening, espressione di eleganza fisica e morale, su tutti. Buckley e Bening si prendono il posto dei rispettivi consorti e dei rispettivi 'mostri sacri': Frankenstein e Clyde.
Perché The Bride! è un vertiginoso esempio di mise en abyme che traccia linee temporali dirette tra i mostri della Universal e Bonnie and Clyde di Arthur Penn, di cui riecheggia la violenza sfrenata della scena finale. Del resto il dramma degli emarginati della società si ripete all'infinito nel grande corso della storia. La sposa, condannata a un destino già scritto (viene resuscitata per essere la compagna di Frank), lotta adesso per esistere da sola e dentro una narrazione a svolgimento instabile, nutrita dalla fascinazione per il cinema e dalla volontà di ogni donna (scienziata, sposa, detective) di appropriarsi della propria storia. Nel film Mary Shelley, che vide inizialmente la sua opera pubblicata con il nome del suo celebre marito, prima di poterne rivendicare la paternità, è la proiezione in bianco e nero inchiostro di tutte sofferenze femminili, dell'invisibilità dei femminicidi, delle lingue tagliate e della carne ricucita. The Bride! è un film sballato, lanciato in ogni direzione, qualche volta nel nulla, ma è dalla sua imperfezione che nascono i momenti più belli, pezzi di un puzzle - c'è pure Herman Melville ("I would prefer not to") - dove l'amore fa rima col consenso.
Faccenda non semplice riutilizzare Frankenstein ancora oggi dopo innumerevoli adattamenti. Questa rilettura la trovo molto femminista e interessante; il film non è privo di imperfezioni ma ha dalla sua parte un cast stellare, con una straordinaria Jessie Buckley. Musiche estremamamente interessanti, una bella ambientazione gotica al punto giusto.
Pazzo. Strambo. Frenetico. Anni '30. Queste le parole d'ordine de «La sposa!», il film con cui Maggie Gyllenhall cerca di dare a Mary Shelley la possibilità di approfondire la figura della moglie di Frankenstein. Tutto ha inizio da una richiesta del mostro di Frankenstein, estenuato dalla solitudine causata dalla sua condizione. Lui vuole una moglie, e la dottoressa Cornelia Euphronious sarà costretta [...] Vai alla recensione »