| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 131 minuti |
| Al cinema | 115 sale cinematografiche |
| Regia di | Paolo Sorrentino |
| Attori | Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida. |
| Uscita | giovedì 15 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | PiperFilm |
| MYmonetro | 4,15 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento martedì 16 dicembre 2025
Ritratto immaginario di Mariano De Santis, Presidente della Repubblica alla fine del mandato. Tra dilemmi morali sulle grazie e vita privata, dovrà scegliere. Il film è stato premiato a Venezia, ha ottenuto 2 candidature agli European Film Awards, La grazia è 12° in classifica al Box Office. venerdì 13 febbraio ha incassato € 20.718,00 e registrato 958.852 presenze.
|
ASSOLUTAMENTE SÌ
|
Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l'Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un'alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal. In questi ultimi mesi del suo incarico, scopre anche il suo soprannome, "Cemento armato".
Ma soprattutto si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all'eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste.
"Que reste-t-il de non amours?" In La grazia, l'undicesimo lungometraggio di Paolo Sorrentino e il settimo assieme a Toni Servillo, non c'è tanto lo slancio alla Truffaut che aveva utilizzato il brano di Charles Trenet in Baci rubati. Ma il titolo di quella canzone sembra quasi uno sfondo ricorrente per un film che potrebbe comporre l'ideale trilogia sul tempo perduto dopo È stata la mano di Dio e Parthenope.
In La grazia ci sono dei legami indissolubili che durano da anni (l'amica Coco Valori), la presenza di fotografie, ricordi del passato, ma soprattutto l'immagine della moglie del Presidente che cammina nei boschi. Forse un flashback, forse una visione, forse un sogno, forse tutte e tre le cose. Nei primi piani su Servillo il passato scorre continuamente sui suoi occhi accanto alle questioni scottanti (grazia, eutanasia) che deve cercare di risolvere prima della fine del suo mandato. Nel suo volto si avverte il senso opprimente dell'attesa simile a quella di Titta Di Girolamo in Le conseguenze dell'amore. In più il suo ruolo istituzionale alternato, anzi sovrapposto con la sua dimensione privata, richiama le figure di Giulio Andreotti in Il divo e Silvio Berlusconi in Loro. Le parole del Papa, di colore, che si muove in scooter in uno dei movimenti riconoscibilissimi del cinema del regista, lo mettono davanti a un bivio: "Il passato è un peso, il futuro un vuoto".
La grazia non è però un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l'ottima prova di Anna Ferzetti. Nei primi piani, negli sguardi (o nell'illusione degli sguardi) in macchina ci può essere sempre il rischio, la tentazione di una caricatura grottesca che diventa ancora uno dei tanti, possibili modi, per comporre una galleria umana. Ma, nel corso degli anni, il cinema di Sorrentino si è sciolto, non si nasconde quando parla d'amore in tutte le sue forme (desiderio, possesso, ricordo) incrociandosi più volte con la morte: Isa Rocca, la donna che ha richiesto la grazia, che ha ucciso il marito forse perché l'amava troppo; il legame di Mariano con Aurora che li tiene legati per sempre anche dopo la scomparsa della donna.
La grazia è infatti un film pieno di lacrime. Si comincia con il dettaglio sul volto di Isa e poi ci sono quelle di Coco in macchina, di alcuni dei componenti del suo staff che lo salutano a fine mandato, di Dorotea e Riccardo in videochiamata e soprattutto dell'astronauta, proprio con il dettaglio della lacrima in evidenza. In più ha alcuni momenti emotivamente contagiosi, come quello bellissimo del canto degli alpini, esempio questo di nuove direzioni che esplora il cinema di Sorrentino.
Il titolo però incarna contemporaneamente anche la bellezza del dubbio. L'agonia del cavallo Elvis non è solo simbolica ma fa quasi sentire i pensieri di Mariano, un po' come poteva accadere con i protagonisti del cinema di Kieslowski. E in particolar modo in Decalogo. In questa bellezza (non più grande come il titolo del film del 2013) ci sono anche le scatenate tentazioni musical nella ricerca di un ritmo nel vuoto, come nella scena in cui a Mariano scorre il sangue rapper quanto canta "Le bimbe piangono" di Guè che è al centro anche di una breve apparizione/citazione. Poi è pieno di momenti trascinanti e battute divertentissime a cominciare da quella di Coco: "Questa non era una cena ma un'ipotesi".
In La grazia si incrociano le pause del cinema di Sorrentino ma in realtà non c'è un attimo di tregua. La forma, che segna sempre l'identità della sua opera, accompagna il piacere autentico del racconto. Per questo, oltre ad essere sorretto da Toni Servillo che giganteggia, è un dramma privato, una commedia dell'assurdo, un film sentimentale con il personaggio del corazziere che potrebbe arrivare quasi da una commedia statunitense Vecchia Hollywood. Un'ode sulla condizione umana. Allegra e triste. Comica e malinconica. Un film toccato dalla grazia.
La “grazia” sia con Lei Presidente Coppa Volpi per il miglior attore protagonista a Toni Servillo per la sua interpretazione del Presidente della repubblica nel film “La Grazia” di Paolo Sorrentino. “Per la sua capacità di incarnare un personaggio di fronte a importanti dilemmi morali, mostrando la complessità e l’umanità [...] Vai alla recensione »
Il film ? bello anzi bellissimo . L'ho visto qualche giorno fa , per vedere se la commozione che mi aveva procurato permaneva . La risposta ? affermativa . Questo ? un film profondo che fa pensare ma anche sorridere . Le domande che il presidente della Repubblica riceve sono paragonabili a certi quesiti , cui una persona qualunque, deve dare una risposta nel corso della sua vita .
Il film, lo dico subito, mi è piaciuto e al netto di alcuni dettagli fuori posto, secondo me, che però non ne inficiano la bontà complessiva. Film tipicamente sorrentiniano, direi, molto onirico nei toni, sospeso quasi nel tempo e nello spazio. Come se i personaggi fossero cristallizzati in un eterno presente dove tutto intorno sembra giacere immobile: vedere, a tal proposito, [...] Vai alla recensione »
La Grazia, caso raro, è un film che rimane in mente. Forse il più compiuto, solido e maturo di Sorrentino. Non è evanescente come un sogno bizzarro e pretestuoso né troppo granitico come il profilo psicologico del suo protagonista. È un film che sa essere "leggero", come rivendicato dai migliori personaggi comprimari.
Sorrentino conferma il suo stile, e la sua instancabile ricerca della bellezza, nel film La Grazia, un’ossessione esistenziale, incarnata come sempre da un Toni Servillo a dir poco credibile nell’interpretare un Presidente della Repubblica a fine mandato (semestre bianco). I dubbi sul futuro, si specchiano sulle angosce del passato, tra una moglie che lo ha lasciato vedovo inconsolabile, [...] Vai alla recensione »
Ci si lascia orientare dal sentimento di giustizia nell’ultimo film di Sorrentino. Una questione morale tra vita e morte, non una semplice decisione tra bene e male ma tra il male e il male in fondo a creare una condizione esasperata in chi soffre e in chi decide di far soffrire. Conflitti interiori, quelli di un Presidente della Repubblica, Mariano De Santis, grande giurista, dalle radici [...] Vai alla recensione »
Opera sul dubbio e sulla necessità di imparare a maneggiarlo, conviverci, come segno di maturità e saggezza. Niente di più vero. Protagonista è chi si assume per conto del popolo Italiano l'onere della verità, il Presidente De Santis, autorevole giurista, soprannominato "Cemento armato" per la solidità ma fragile nella sua ossessione di un tradimento [...] Vai alla recensione »
Bench? inizi con la citazione dell?articolo 87 della Costituzione italiana, che enuncia le prerogative del Presidente della Repubblica, ?La grazia? di Paolo Sorrentino non ? da intendersi come film giuridico-politico, o comunque come film che si fa portavoce di istanze civiche, come quella relativa a una legge sul fine vita. Il tema dell?eutanasia ? trattato, certo, ma non ? l?asse portante della narrazione [...] Vai alla recensione »
In questo suo ultimo lavoro Sorrentino abbandona i barocchismi estremi di alcune sue opere precedenti, per dedicarsi a uno stile più asciutto, sobrio, elegante, affidando la parte principale a uno straordinario Tony Servillo, alla sesta collaborazione con il regista partenopeo..Mariano De Santis è un immaginario presidente della repubblica italiana, alla fine del suo mandato, infatti [...] Vai alla recensione »
Il bel film di Paolo Sorrentino, La grazia, con il grande attore che è Toni Servillo, si presta a interpretazioni poliedriche che scaturiscono dalla capacità del regista di miscelare sapientemente l’aspetto istituzionale di presidente della Repubblica con quello umano, caratterizzato da imperfezioni, fragilità, incertezze, limiti, paure, che facendolo scendere dal piedistallo, [...] Vai alla recensione »
Paolo Sorrentinoè indubbiamente uno dei più eleganti e raffinati registi del cinema italiano, affermatosi anche sullo scenario internazionale con il Premio Oscar 2014 a “La Grande Bellezza” come Miglior Film Straniero. La nuova opera “La grazia” conferma certamente l’affascinante linea artistica e creatrice del grande cineasta partenopeo.
Lascia sorpreso vedere un film di così alta taratura e con così belle recensioni scadere nella mediocrità di frasi fatte come "a chi appartengono i nostri giorni" e "il diritto vede la vita da lontano". Non c'è profondita di riflessione, in questo film di Sorrentino, non dice nulla che già non potevamo pensare da soli sulle importanti questioni [...] Vai alla recensione »
LA GRAZIA.(4,5/5 stelle)Ritorna in auge Paolo Sorrentino, uno dei pochi registi italiani degni di tale nome, con questo nuovo film con protagonista Toni Servillo nei panni del Presidente della Repubblica.Mariano De Santis ? ormai arrivato nel semestre bianco come presidente della repubblica e come tale deve pensare principalmente a due cose: Firmare la legge sull?aborto per promulgarla o per revisionarla [...] Vai alla recensione »
La grazia è la bellezza del dubbio “La grazia” si sviluppa nel tempo di una confessione, di un uomo, nonché Presidente della Repubblica appesantito dalla responsabilità delle scelte che procrastina, sostenuto dalla burocrazia che serve a suo avviso a non prendere decisioni affrettate. Un uomo granitico, inamovibile, pesante, carattere che gli ha [...] Vai alla recensione »
La grazia ? la bellezza del dubbio?La grazia? si sviluppa nel tempo di una confessione, di un uomo, nonch? Presidente della Repubblica appesantito dalla responsabilit? delle scelte che procrastina, sostenuto dalla burocrazia che serve a suo avviso a non prendere decisioni affrettate.Un uomo granitico, inamovibile, pesante, carattere che gli ha fatto valere il soprannome di ?cemento armato? e per questo [...] Vai alla recensione »
Sorrentino continua la sua strada verso un esistenzialismo tanto romantico quanto oppresso. Ci porta sullo schermo una rappresentazione struggente di un uomo dentro (e non dietro) la sua figura istituzionale simbioticamente legata alla sua vita personale. Una prigione dalla quale solo lui stesso può liberarsi ma non senza gesta drastiche e, soprattutto, irrituali.
Film molto intenso, a tratti commovente. Vengono toccati alcuni temi cari al regista (il ricordo, il passato, la nostalgia, il potere e, su tutti, l'amor perduto). Toni Servillo ricorda il protanista de "le conseguenze dell'amore", ma anche "Il Divo" per il ruolo istituzionale e, per alcuni versi, il vecchio solo, sconfitto, nostalgico Berlusconi di "Loro".
Sono entrato in sala con un pregiudizio benevolo: conoscendo la trama e sapendo di andare con mia moglie e mia figlia (24 anni), ero convinto che la loro adesione fosse più un atto di affetto nei miei confronti, perchè sanno che amo Sorrentino, che una reale aspettativa. Mi sbagliavo. Il film non solo mi ha emozionato e fatto ridere più volte, ma ha conquistato anche loro, senza [...] Vai alla recensione »
Mariano De Santis (T. Servillo) ? un Presidente della Repubblica italiana alla fine del suo mandato. Tra sei mesi dovr? lasciare il Quirinale e tornare a casa, a conclusione di una onorata carriera da Presidente e da giurista. Vedovo, rivolge i suoi pensieri tutti i giorni alla defunta moglie Aurora mentre fuma una sigaretta sul terrazzo del Quirinale, da cui vede tutto il centro storico romano, fornitagli [...] Vai alla recensione »
Sar? un caso, ma da quando la durata dei film si ? allungata fino a raggiungere le due ore o anche due ore e mezza di proiezione, la qualit? dei film che vado a vedere ? diminuita. Come se ora il regista non tagliasse pi? le parti meno riuscite, pur di allungare il brodo. Boh! Certo che questo film di Sorrentino mi ha molto delusa: il protagonista, cio? 'sto Presidente della Repubblica vicino alla [...] Vai alla recensione »
Il papa nero era il titolo di una vecchia canzone dei Pitura Freska, gruppo veneto/reggae che portò questo pezzo alla ribalta di Sanremo con l’evidente finalità di “scandalizzare i borghesi”. E’ un po’ la medesima operazione retorica straniante che compie Sorrentino, quando mette in scena queste figure ieratiche palesemente fuori luogo.
Nonostante i buoni propositi e i temi sociali certamente di spessore della Grazia e della Eutanasia (stranamente accomunati), credo sia il peggior film di Sorrentino. È suggestivo il fatto che se dalla parte della critica ci sono molti aspetti che fanno gridare al capolavoro, da una parte del pubblico c'è poca convinzione sulla reale riuscita del film.
Non sono una fan di Sorrentino ma questo film l' ho trovato meraviglioso Servillo straordinario argomento interessante che fa riflettere e nello stesso tempo piacevole da vedere Consigliatissimo
Film dopo film, Sorrentino si supera di volta in volta. Interpretazione magistrale di Servillo. Wow, che film meraviglioso! Da non perdere!
Sono stata a vedere " La grazia" al cinema Tibur, nel quartiere di San Lorenzo a Roma, per aggiungere un po' di ruvidezza al film, qualora ce ne fosse bisogno. La sala era piena, evidentemente in molti seguono i film di Paolo Sorrentino. Il film e' godibile e scorre agevolmente. All'inizio si citano gli articoli della Costituzione dedicati al Presidente della Repubblica.
Sorrentino sceglie un protagonista procrastinatore e temporeggiatore, ma insegna che il valore della vita è il coraggio delle proprie responsabilità! Il valore della leggerezza io lo celebro ogni giorno, quindi totalmente allineata con Sorrentino, non succedeva dal l' "Uomo in più" e "le conseguenze dell' amore".
Miglior film di Sorrentino insieme a Il Divo. Da vedere assolutamente sul grande schermo, grande regia, grande fotografia, grande direzione degli attori. Dopo il non eccellente Partenope Sorrentino torna finalmente con un grandissimo film.
Credevo che il regista Paolo Sorrentino dopo i suoi primi, interessanti film e dopo una pellicola toccante e quasi autobiografica come "E' stata la mano di Dio" avesse ormai esaurito la sua vena creativa. Ed invece dopo aver visto al Cinema la sua ultima fatica "La grazia" ho capito che il regista napoletano di assi nella manica ne ha ancora molti, anzi direi proprio che egli [...] Vai alla recensione »
Ho rispettato quanto indicato dal regista: 4' fila posto centrale. Da solo lo aggiungo io. speso 4 euro ( ingresso ridotto) al meglio. su regista e attore protagonista non ho niente da aggiungere a quanto gia' detto. Aggettivi positivi finiti. ho trovato pero' due diamanti: la meravigliosa sequenza padre figli e il rispetto doloroso di amore.
Ho trovato il film abbastanza noioso. Il film non dice nulla di più di quello che si vede nel trailer ufficiale Ho paura di tornare al cinema per vedere un altro film
Tutto molto banale, ho fatto molta fatica a partire dall'inizio con gli articoli della costituzione declinati sullo sfondo del Quirinale. Un mattone di pesantezza che mi ? caduto sulla sedia del cinema e non sono pi? riuscito a togliere. Tante situazioni gi? viste e sentite, tanti virtuosismi tecnici fini a se stessi. Certo ci sono la leggerezza dell'astronauta, i canti degli alpini, l'amica che copia [...] Vai alla recensione »
Questo film racconta una storia silenziosa e profonda sul dubbio, sul peso delle decisioni e sul tempo che passa. Il protagonista non è una persona qualunque, bensì il presidente della Repubblica Italiana. Apparentemente stabile, ma interiormente bloccata in un limbo: vivo, sano, eppure ancorato a qualcosa che non esiste più. Un legame, un’identità, una versione di [...] Vai alla recensione »
Azioni,pensieri, ed opere degli ultimi mesi da Presidente della Repubblica di Mariano De Santis. Sorrentino non fa solo astrattismo, badando anche al sodo, attraverso una trama ben definita ed un finale che scioglie tutti i nodi. L'amore per la compianta moglie Aurora, il pensiero fisso del tradimento, il rapporto con i figli, con gli amici e con i propri "dipendenti", la questione dell'eu [...] Vai alla recensione »
Il solito grande bluff di Sorrentino. Ormai lo hanno capito anche i sassi che avresti voluto essere un David Lynch o un Brian De Palma. Mi dispiace, Paolo, sei rimasto solo tu a non comprenderlo.
Ormai Sorrentino non ? pi? una sorpresa per cui il pubblico si divide tra chi lo ama a prescindere, chi non lo sopporta e altri come me che pensano che abbia fatto film meravigliosi, film meno belli ma pur sempre di altissimo livello e film non riusciti perfettamente. Questo, secondo me, ? un bellissimo film (non uno dei miei preferiti, ma tutto ? opinabile) ? andatelo a vedere.
Il Presidente ? lo speculare di Jeb Gabardella in LA Grande Bellezza. Pesantezza contro leggerezza. Ma durante il film i due personaggi si incontrano e si scambiano i ruoli. Il Presidente alla fine lievita. Ma entrambi i film ci consegnano il solito messaggio di Sorrentino, la realt? non esiste ed ? solo un punto di vista o meglio una inquadratura. Bel film
La grazia conferma pregi e limiti del cinema di Sorrentino.La forma domina sul contenuto: immagini impeccabili, ritmo dilatato, simboli che chiedono allo spettatore uno sforzo continuo.La bellezza affascina, ma a tratti si chiude su se stessa, rischiando l?autocompiacimento.Non ? un film che accoglie, ? un film che pretende.E sta allo spettatore decidere se questo rigore sia profondit? o distanza. Vai alla recensione »
Film sugli ultimi 6 mesi di un “presidente della Repubblica” impersonato da Tony Servillo, strano in questa veste, sembrano una clausura monastica quelle silenziose stanze – e quante! - col presidente sempre dritto impettito e incravattato che scambia le sue riflessioni con la figlia che lo prega di concedere delle “Grazie” a detenuti autori di uxoricidi motivati [...] Vai alla recensione »
Solo io ho trovato un film di una lentezza/ pesantezza esagerata? il surrealismo di Sorrentino è così.. molte (troppe) scene assurde che noi poveri mortali non possiamo capire
Sorrentino si aggrappa alle forti spalle di Servillo per confezionare un film introspettivo. Purtroppo questo è il limite della pellicola, utilizzare l'attore feticcio come perno unico di una storia che alla fine annoia, Didascalico e spiegone non lascia nessuna emozione. Ammiro chi si è commosso perché io ho avuto solo la sensazione di deja vu.
Ritengo veramente indigeribile il film visto ieri sera, mi ha lasciato un senso di grande pesantezza sebbene bravissimi gli attori principali (padre e figlia), il tema trattato nn interessa molto perché nn riguarda la vita di tutti ma si limita ad un argomento sfruttato furbescamente dal regista!
Film interessante per l'argomento trattato,ci mancherebbe. I dialoghi sono spesso barocchismi intellettuali a volte comici ma sempre a livelli presidenziali. Nell'estetica del film sembra che Sorrentino e Servillo si guardino allo specchio compiacendosi. Non ho letto nessuna critica che rifletta sulla Grazia Divina citata dal Papa , che [...] Vai alla recensione »
Ho visto tutti i film di Sorrentino e questo lo ritengo uno dei meno riusciti! Salvo sicuramente la fotografia eccezzionale, alcune scene esileranti fuori dalla comune visione, l interpretazione di Servillo (un pò troppo "statica"in certi momenti) e non altro. La sceneggiatura è molto debole e le pause continue alla fine portano ad un annoiamento totale! Non tutti gli [...] Vai alla recensione »
Il film portava con s? grandi aspettative. Il film dura due ore e 10 minuti con una buona parte dedicata e caratterizzata dai silenzi e dalle incertezze di questo Presidente prossimo alla scadenza di mandato.Nel film corrono tematiche di assoluto rilievo: eutanasia, grazia che per? vengono trattati non nel contenuto ma sulle schermaglie della figlia del presidente, del possibile futuro presidente, [...] Vai alla recensione »
Giusto per evitare che tutti vadano al cinema dando per scontato di trovarsi al cospetto di un capolavoro. Sorrentino e pacchetto professionisti sempre all'altezza della situazione. Ma sceneggiatura un po' statica e un po' circolare. Servillo come sempre fuoriclasse: magari un po' di denaro l'avrei riservato per il casting. Scorre, per carità.
Come spesso accade film ultra pompato dalla critica, che si rivela una delusione.
Incredibile...siamo andati perché abbiamo visto molte recensioni a 5 stelle, ma il film è di una pesantezza colossale.
sinceramente una noia infinita. Una storia ripiegata su se stessa. Bravo servillo.
Mentre passeggia solitario al crepuscolo, e guarda Roma dall'alto, il Presidente della Repubblica è pensoso. Sta per entrare nel semestre bianco, dunque il suo mandato corre verso il suo termine naturale; restano in sospeso alcune questioni assai delicate: dovrebbe firmare un disegno di legge sull'eutanasia; giacciono poi sul suo tavolo due richieste di grazia.
Il Presidente Mariano De Santis, esimio giurista, entra nel semestre bianco e pensa, sgomento, alla vita che verrà, alla vita che resta. Mentre torna di continuo al ricordo della moglie: non ha superato la sua morte né il suo tradimento, 40 anni prima. Le ultime incombenze. Due domande di grazia da esaminare e la legge sul fine vita, che da cattolico gli crea problemi etici: firmarla o no, dopo averla [...] Vai alla recensione »
Di chi sono i nostri giorni? Ora esplicita, ora implicita, la domanda percorre La grazia (2025, 131'). Giurista scrupolo-so, autore di testi universitari ponderosi, Mariano De Santis (Toni Servillo) è il presidente della Repubblica italiana - un presidente immaginario, ma non troppo. Giunto al semestre bianco, l'ultimo del suo mandato, deve decidere se concedere o rifiutare la grazia a Isa Rocca (Linda [...] Vai alla recensione »
«Di chi sono i nostri giorni?». C'è uno struggimento, una celeste, eppure incomprensibile, malinconia, come nell'«ora blu», quando il sole è appena tramontato e ne resta solo l'idea, il ricordo, e tutto trema nell'incertezza del crepuscolo: c'è quella sensazione lì, bellissima e toccante, di qualcosa che sta per finire, di un sipario pronto a chiudersi per aprirsi (forse, chissà.
Ogni riferimento a presidenti della repubblica davvero esistiti è puramente casuale - ci volevano le maiuscole qui? Non esageriamo, già Paolo Sorrentino sta attentissimo a ficcare maiuscole e solennità ovunque. E' stato attento pure a mischiare le carte: il Presidente della Repubblica Toni Servillo - in questo film pensato, scritto, diretto in solitudine da Sorrentino - è vedovo; va in missione assieme [...] Vai alla recensione »
Sorrentino, un edonista con una spiccata sensibilità per il mondo materialista e le sue ripercussioni, ha piazzato il suo attore feticcio al vertice del potere. Servillo interpreta un immaginario presidente della repubblica che si prepara alla fine del suo mandato. Un momento teso e delicato per lui e per i suoi più stretti consiglieri. Il presidente è infatti perseguitato da fantasmi che lo tengono [...] Vai alla recensione »
Triste, solitario y final eppure scandito dalla percezione di una suspense che non riguarda solo i personaggi, ma anche il molteplice senso del titolo (un'intera pagina del dizionario etimologico italiano). È "La grazia" che concentra in un involucro inscalfibile ma leggero lo straordinario cinema-mondo di Paolo Sorrentino: condotto sul filo sospeso tra sublime e prosaico, gremito di rovelli e presentimenti [...] Vai alla recensione »
Mariano De Santis è il Presidente della Repubblica Italiana alla fine del suo mandato. Cattolico e padre di una figlia, Dorotea, deve scegliere tra due delicate richieste di grazia che interrogano la sua coscienza e la sua fiducia incrollabile nella legge, e decidere se firmare o meno la controversa legge sull'eutanasia. Interpretato da Toni Servillo, che all'ultima Mostra di Venezia ha vinto la Coppa [...] Vai alla recensione »
"La grazia" di Paolo Sorrentino è incardinato attorno a un quesito fondamentale: «Di chi sono i nostri giorni, a chi appartiene la vita che viviamo?». A chiederselo, è un Presidente della Repubblica (Toni Servillo, Coppa Volpi a Venezia 82, inaugurata dal film) al termine del suo mandato, vedovo, con una figlia, giurista insigne. Nessun riferimento esplicito a capi dello Stato presenti o passati, [...] Vai alla recensione »
Ritratto di un presidente tra Mattarella, Scalfaro, Pertini, ma marcando dubbio e legge, riservatezza e autorità, temi politici etici (eutanasia) e violenza di genere, figlia istituzionale e tradimento matrimoniale, classica e rock con il "lieve" passo di un piombo aforistico nella scia dei maestri metabolizzati. Se fosse un danzatore il film di Sorrentino sarebbe di temperamento e portamento esibito, [...] Vai alla recensione »
Cos'è la verità? Una domanda che da Pilato alla disinformazione dei social attraversa secoli, filosofie, religioni, tribunali e media e che affronta La Grazia di Paolo Sorrentino, apertura dell'ultimo Festival di Venezia (Coppa Volpi a Toni Servillo, miglior attore), in sala dal 15 gennaio. Il presidente della Repubblica Mariano De Santis (Servillo), vedovo, cattolico, con una figlia consigliere e [...] Vai alla recensione »
L'amore come principio di tutto, forza motrice, voglia di verità, aspirazione a La Grazia. Paolo Sorrentino torna alle atmosfere esistenziali dell'opera seconda, Le conseguenze dell'amore, ma con nuova complessità, in piena consapevolezza di una poetica e un percorso formale maturati negli anni; per non dire dei personaggi pubblici e non, ritagliati dal sublime Toni Servillo, per la settima volta suo [...] Vai alla recensione »
Non è questa, è giusto precisarlo, la sola recensione a parlarne. La grazia, regia di Paolo Sorrentino e nelle sale italiane il 15 gennaio 2026, è un film che si capisce meglio mettendolo in rapporto ai film venuti subito prima. Sono tre in tutto, i tasselli di questo grande mosaico intimista - La grazia è compresa, va da sé - e ciascuno dà conto della complessità dell'esistenza da un'angolazione (e [...] Vai alla recensione »
Ci sono due scene emblematiche e, credo, rivelatrici. La più significativa arriva quasi in fondo. È il tragitto che l'ormai ex presidente della Repubblica italiana Mariano De Santis compie, a piedi, dal Quirinale all'abitazione privata. Avviene in via Condotti, la vasca romana del lusso, in pieno centro storico, tra via del Corso e piazza di Spagna: De Santis è seguito dalla sua scorta e preceduto [...] Vai alla recensione »
Una commedia agrodolce sulle "conseguenze dell'amore", riprendendo il titolo di uno dei lavori più intensi di Paolo Sorrentino. Con dentro molto altro, perché c'entrano la grazia del titolo (con doppia valenza, una giuridica e l'altra personale), l'esercizio del dubbio connesso alla responsabilità, rapporti tra persone che sono rapporti di potere. Racconta di un immaginario presidente della Repubblica [...] Vai alla recensione »
Paolo Sorrentino ha riscoperto la sua voce, il suo umorismo disincantato, il suo talento per le scene surreali e sensazionali. La grazia è una commedia che indossa la malinconia come un abito ben confezionato e che riporta il regista ai misteriosi tableaux del potere del Divo e della Grande bellezza. Servillo interpreta Mariano De Santis, presidente della repubblica italiana, prossimo alla fine del [...] Vai alla recensione »
Un uomo e la sua stanza (o meglio: le sue stanze). A Paolo Sorrentino basta poco per dare corpo a un ritratto dell'artista confinato nel perimetro del proprio notevolissimo talento che tenta in tutti i modi di entrare in contatto con il mondo, evitando, però, di affrontarlo direttamente. Kafka sosteneva che il mondo risponde solo alle domande che gli vengono poste direttamente.
Fino alla proiezione durante Venezia82 dell'ultimo lavoro di Paolo Sorrentino era trapelato poco e nulla, se non che nel cast ci fossero Toni Servillo e Anna Ferzetti e che si trattasse di una storia d'amore. Questo 'mistero' ha alimentato l'immaginazione rispetto a cosa ci si sarebbe potuti trovare davanti. La Grazia è un'opera densa d'amore, citando il cineasta «questo motore inesauribile che determina [...] Vai alla recensione »
Quanto mistero può davvero scatenare un nuovo film di Paolo Sorrentino? Lo si dice perché nei mesi di avvicinamento alla Mostra di "La grazia" non si poteva sapere niente: trama fumosa, poche notizie, perfino nessuna anteprima stampa, prima di arrivare tutti al Lido, come si usa spesso fare per i film italiani. Invece su "La grazia" c'è stato un silenzio praticamente totale.
Ci si divertirà a indovinare se Mariano De Santis, l'immaginario Presidente della Repubblica protagonista di La grazia, assomigli più a Scalfaro o a Mattarella (presidenti vedovi con figlie adulte) o magari a Cossiga, visto che nel film il suo soprannome è "cemento armato" e per il compleanno la figlia pensa di regalargli un piccone. Sembrerà di essere tornati al magico '89, quando qui a Venezia lo [...] Vai alla recensione »
Compatto, sommesso, allarmante e scandito dalla percezione di una fine che non riguarda solo i personaggi della finzione, bensì chiunque guardi il film. È «La grazia», il thriller psicologico che ha inaugurato la Mostra concentrando in un involucro ridotto e leggero eppure inscalfibile lo straordinario cinema-mondo di Paolo Sorrentino: meno ambizioso e smisurato di «La grande bellezza» e «Parthenope», [...] Vai alla recensione »
Di chi sono i nostri giorni? È la domanda che Dorotea, figlia accudente pone al padre, il presidente della Repubblica italiana, di fronte alla sua perenne indecisione, quel «prendere» tempo racchiuso nella tipica risposta «devo pensarci ancora un momento» che ha finito per esasperarla. Eppure fra i presidenti che si sono alternati al Quirinale è stato stimatissimo, amato, rispettato, capace con quella [...] Vai alla recensione »
In La grazia, il bel film in concorso di Paolo Sorrentino che la Mostra, il Papa può anche essere di colore e girare per i giardini del Vaticano in scooter, ma il presidente della Repubblica non può che essere democristiano, anche se la Dc, come partito, magari non esiste più. Non per nulla quest'ultimo sta al Quirinale per un settennato, i tempi lunghi sopravvissuti di un'epoca della politica in cui [...] Vai alla recensione »
Ancora politica democristiana o forse no? Con il suo ultimo film che apre oggi la Mostra di Venezia del 2025, Paolo Sorrentino torna a disquisire sulla situazione di casa nostra, come dai tempi lontani del Divo (2008) ma in una chiave completamente diversa, meno diretta e più "moral-filosofica". Lasciamo parlare l'autore che a proposito de La Grazia ha affermato: "è un film d'amore.
La materia è più o meno sempre quella: la codificazione del cinema di Paolo Sorrentino non ammette deroghe, si lavora comunque sulle coordinate del potere e La grazia (con cui si apre Venezia82) non fa eccezione. Siamo sempre immersi in uno dei mondi sorrentiniani, in cui la contrapposizione di forze equilibra le dinamiche nelle quali galleggiano le esistenze di figure languidamente dominanti, disperse [...] Vai alla recensione »
Facciamo un piccolo passo indietro e torniamo per pochi frame a È stata la mano di Dio. La commovente sequenza di Fabietto Schisa/Filippo Scotti che cammina lentamente in un campo da calcio, poco prima di fermarsi e piangere mentre il mondo gli scorre freneticamente accanto, segna una faglia decisiva nel cinema di Paolo Sorrentino. Perché in quel momento di sincera astrazione non si avverte più l'esigenza [...] Vai alla recensione »
Perchè La Grazia di Paolo Sorrentino si chiama così? Per due motivi (e una constatazione che aggiungiamo noi). La Grazia è quella di scarcerazione di due detenuti assassini che il Presidente della Repubblica Mariano De Sanctis, insigne docente di diritto penale tra l'altro, deve decidere se concedere proprio mentre inizia il periodo delicato del semestre bianco, alla vigilia cioè del suo fine mandato. [...] Vai alla recensione »
Scelto per aprire la 82. Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, in Concorso - e tra i favoriti - per il Leone d'Oro 2025, La grazia è probabilmente uno dei migliori titoli di questa edizione e di Paolo Sorrentino. Scritto e diretto dal regista Premio Oscar napoletano, e interpretato da Toni Servillo e Anna Ferzetti - che spiccano in un affresco di personaggi incredibili (completato da Orlando Cinque, [...] Vai alla recensione »
Quando il Presidente della Repubblica Mariano De Santis deve tornare a casa dopo aver vissuto il suo settennato in Quirinale, come vuole la prassi, sceglie di non farsi accompagnare in automobile fino al suo domicilio a pochi metri da piazza di Spagna ma di concedersi una passeggiata di circa un chilometro, per riprendere abitudini oramai atrofizzate.
Paolo Sorrentino apre il Festival di Venezia 2025 parlando di eutanasia, ma non solo. "La grazia", questo il titolo del suo ultimo film in concorso a Venezia 82, è una complessa, intensa, sensibile riflessione sulla vita, sul tempo che passa, sul ricordo, sull'amore, sul tradimento, sull'integrità morale. Non si smentisce, in quanto a bravura, il regista partenopeo con questo film che vede protagonista, [...] Vai alla recensione »
"Di chi sono i nostri giorni?". È come sempre un cinema di domande, il cinema di Paolo Sorrentino. Che questa volta, dopo È stata la mano di Dio e Parthenope ("A cosa stai pensando?"...) si porta dentro le stanze del Quirinale per raccontare il semestre bianco di Mariano De Santis (Toni Servillo), Presidente della Repubblica che sta per terminare il suo mandato.