| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Islanda, Gran Bretagna |
| Durata | 121 minuti |
| Regia di | Baltasar Kormákur |
| Attori | Egill Ólafsson, Kôki, Pálmi Kormákur Baltasarsson, Masahiro Motoki, Siggi Ingvarsson Yoko Narahashi, Ruth Sheen, Masatoshi Nakamura (II), Tatsuya Tagawa, Kieran Buckeridge, Benedikt Erlingsson, Maria Ellingsen (II), Masaya Mimura, Katla M. Þorgeirsdóttir, Eugene Nomura, Andrew Barron, Takashi Nishina, Osamu Tanpopo, Kenta Ogawa, Atsuko Sato. |
| Uscita | giovedì 29 agosto 2024 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,36 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 29 agosto 2024
Una storia d'amore romantica e una malattia che avanza e che rimette tutto in discussione. In Italia al Box Office Touch ha incassato 55,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Kristofer è un signore anziano che scopre di avere una malattia neurologica degenerativa. Il medico gli consiglia di chiudere i conti in sospeso, così decide di partire e dall'Islanda prima va a Londra e poi in Giappone alla ricerca di una donna che non ha mai dimenticato. In tutto questo, sua figlia, preoccupata, continua a chiamarlo.
Un viaggio suggestivo nel tempo e in culture lontane e diverse tra loro. Un film esteticamente poetico che parla di amore, memoria, radici, discriminazioni, ritorni, malattia.
Propone tutto questo Baltasar Kormákur, nel portare sullo schermo un'intensa storia d'amore in modo garbato, raffinato, a tratti ironico. Kristofer, interpretato dal superlativo Egill Olafsson, è il protagonista di un "nostos", un viaggio di ritorno nei ricordi di giovinezza, che il regista mette in scena attraverso potenti flashback. Lo rivediamo giovane (gli dà corpo, voce e fascino il figlio del regista Palmi Kormàkur), intento a imparare i segreti della cucina giapponese in un ristorante a conduzione familiare. Si scopre segretamente innamorato dell'affascinante Miko (interpretata dalla modella e cantante nipponica Koki), e questo sentimento che nasce si affianca alla fascinazione per la cultura giapponese che contagia chi guarda, come un incanto. Kristofer e Miko hanno culture e storie lontane, insieme sembrano John Lennon e Yoko Ono: l'accostamento non è casuale, chi dirige ci tiene a ricordare l'importanza di un momento politico preciso, in cui imitare certi personaggi era chiaro segno di appartenenza.
La Storia entra nella bolla di intimità familiare del ristorante, crocevia di esperienze quotidiane e sguardi condivisi, appena si sfiora l'argomento scottante di Hiroshima e dei traumi dei sopravvissuti alla bomba atomica. Kormakur mostra grande rispetto per le sofferenze del popolo giapponese e sviluppa la sua narrazione con evidente empatia, senza la minima retorica. Anche il tema tutto contemporaneo della pandemia viene affrontato per contestualizzare meglio una storia d'amore fiabesca, lontana 50 anni dal presente.
Una relazione calata opportunamente in una serie di eventi storicamente importanti, con dettagli sulla società del tempo (patriarcato paterno giapponese compreso), eppure nulla appare mai pedante, fuori luogo o didascalico. Unire la poesia alla quotidianità, un lavaggio di piatti a una dichiarazione d'amore è anzi la cifra vincente di un film che non cessa di emozionare e arriva diretto allo spettatore come un haiku.
Merito della regia salda e convincente di Kormakur, capace di intrecciare sapientemente piani temporali diversi ed evocare, non senza apprezzabili barlumi di ironia, il tepore della nostalgia. Una nostalgia che attraversa cinquant'anni di vita, percorsi secondo un valore che diventa tatuaggio sulla pelle del protagonista: "Coraggio".
Un film garbato e commuovente.
Una storia rivissuta tra memoria e rimpianto. Il nuovo film di Baltasar Kormákur Touch è un mélo intimo, raccontato come sottovoce, in piena sintonia con il mondo che si stava fermando nelle prime settimane di pandemia. Gli scossoni sono perfetti per rievocare il passato ed è quanto accade a Kristofer, anziano, malato e deciso a chiudere ferite rimaste aperte da tanto tempo.