The Brutalist

Film 2024 | Drammatico, 215 min.

Regia di Brady Corbet. Un film Da vedere 2024 con Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn, Raffey Cassidy. Cast completo Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2024, durata 215 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2025 distribuito da Universal Pictures. - MYmonetro 3,66 su 33 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 4 febbraio 2025

Una famiglia fugge dall'Europa per costruirsi una nuova vita in America. I loro sogni vengono però ostacolati. Il film ha ottenuto 10 candidature e vinto 3 Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 7 candidature e vinto 3 Golden Globes, 9 candidature e vinto 4 BAFTA, 9 candidature a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, 1 candidatura a Spirit Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 1 candidatura a ADG Awards, 3 candidature a NSFC Awards, In Italia al Box Office The Brutalist ha incassato 2,2 milioni di euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,66/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,87
PUBBLICO 3,11
CONSIGLIATO SÌ
un'opera-monstre per proporzioni e ambizioni, che ha richiesto dieci anni di lavorazione prima di essere portata a termine.
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 23 luglio 2024
Recensione di Emanuele Sacchi
martedì 23 luglio 2024

Tre decenni di vita dell'architetto ebreo László Tóth, emigrato dall'Ungheria negli Stati Uniti nel 1947, dopo essere stato detenuto nei campi di concentramento tedeschi. Gli inizi in America sono difficili, per le necessità economiche e l'impossibilità di poter portare con sé la moglie Erzsébet e la nipote Zsofia, ma grazie al cugino Attila, a László viene commissionata la ristrutturazione di una libreria dal milionario mecenate Harrison Lee Van Buren. Il lavoro di Tóth porta prestigio a Van Buren, che decide di affidargli un progetto mastodontico: la costruzione di un centro culturale e luogo di aggregazione, destinato a ospitare nello stesso edificio biblioteca pubblica, palestra e cappella. Durante il lavoro Tóth incontra molte difficoltà, per le diffidenze verso gli stranieri e per i continui tentativi di alterare il suo progetto originario, ma pur di difendere strenuamente il suo lavoro, arriva a investirvi parte dei propri profitti.

Girato in 70mm per 215 minuti di durata (con un intervallo di un quarto d'ora), The Brutalist è un'opera-monstre per proporzioni e ambizioni, che ha richiesto dieci anni di lavorazione prima di essere portata a termine dal suo autore, Brady Corbet (Vox Lux).

Un inizio frenetico ci introduce ai personaggi principali, riassumendo quanto avvenuto in Ungheria durante e dopo la Seconda guerra mondiale, per lasciare poi spazio a un rallentamento del ritmo e dello svolgimento cronologico della biografia di Tóth. Lo spettatore approfondisce la conoscenza del protagonista e comprende il suo rapporto di speranza e disillusione, amore e odio, con gi Stati Uniti d'America, luogo dell'accoglienza e terra degli uomini liberi secondo la vulgata e la retorica comune, ma tempio del profitto e dell'ipocrisia nella dolente realtà.

L'impatto con il continente rivela ben presto un retrogusto acre sotto l'illusione del luogo dove tutto è possibile: Corbet sembra prefigurarlo inquadrando solo con un'immagine ruotata di 90 gradi la Statua della Libertà, simbolo dell'accoglienza verso gli stranieri approdati a New York. In Van Buren, László sembra aver finalmente trovato il perfetto mecenate, un animo sensibile all'arte e disposto a lasciare la massima libertà creativa all'artista magiaro. Dopo aver creduto alla generosità e alle belle parole spese da Van Buren nei suoi confronti, però, Laszlo scoprirà il rovescio della medaglia: tra i due si instaura una dinamica ambigua e altalenante, che simboleggia la relazione tra Usa e Europa.

I primi ribadiscono con fierezza il proprio primato economico e di potere e la capacità di ricavare un plusvalore da ogni cosa, ma lottano contro un atavico complesso di inferiorità culturale verso la vecchia Europa (e in particolare quella giudaica e mitteleuropea che farà fiorire tutte le arti statuintensi, a partire dal cinema). La dinamica di potere e di abuso, personale e professionale, che si instaura tra i Van Buren e i Tóth si nutre di queste tensioni insopprimibili, canalizzandole attraverso un progetto architettonico irrealizzabile e per lungo tempo irrealizzato, che diventerà quintessenza dello stile dell'ungherese. Lo spettatore scopre solo grazie all'epilogo molte ragioni, politiche e personali, delle fissazioni dell'architetto, punti fermi su cui Tóth non è disposto a scendere a compromessi.

La rivoluzione del Bauhaus e il cemento del brutalismo si impongono, come in una rivoluzione copernicana, anche in Usa, sostituendo materiali più costosi e rimuovendo l'intermediazione del ricorso al simbolico. Lo stile brutalista rappresenta la realtà nuda, per come è, senza intermediazioni né ricorsi al simbolico. Questo non impedisce di anelare verso il misticismo dell'assoluto, ma al contempo ricorda sempre di cosa siamo fatti e quali limiti e tragici errori - come l'aberrazione dei campi di concentramento, che influenza direttamente lil capolavoro di Tóth - caratterizzano il percorso dell'uomo.

Tra le molte sottotrame, una parentesi girata a Carrara e in parte in lingua italiana, e l'entusiasmo della comunità ebraica della Pennsylvania per la nascita dello Stato di Israele, dove approderà Zsofia. Quella di Israele si prefigura come una nuova Terra Promessa, come già era stata l'America per i migranti mitteleuropei: ancora una volta illusoria e deludente rispetto alle aspettative, nel suo lascito per la posterità. Notevole il cast, guidato da un Adrien Brody che torna ai fasti che gli permisero di vincere un Oscar ai tempi di Il pianista.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 11 febbraio 2025
thomas

In un film della durata di oltre tre ore e mezza si ha tutto il tempo di approfondire in maniera eccezionale la psicologia dei personaggi e di costruire linee narrative estremamente articolate.Basti pensare cosa ? riuscito a fare Sergio Leone nelle tre ore e quarantanove minuti di ?C'era una volta in America? ?.Ebbene, l'unica somiglianza di questo film con il Capolavoro di Sergio Leone ? nella durata [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 20 febbraio 2025
Pietro Diomede
ItaliaOggi

Si fa fatica a capire chi sia il vero «Brutalista» che dà il titolo al film: lil regista, autore di questo dramma wagneriano in tre atti (L'enigma dell'arrivo, Il nocciolo duro della bellezza, L'epilogo) oppure László Tóth, architetto ungherese scampato dal campo di sterminio di Buchwald che ha il nome dell'uomo che ha attentato alla Pietà di Michelangelo.

NEWS
OSCAR
lunedì 3 marzo 2025
 

L'attore si aggiudica l'ambita statuetta per la sua interpretazione nel film di Brady Corbet. Vai all'articolo »

OSCAR
lunedì 3 marzo 2025
 

Daniel Blumberg si aggiudica il premio per il suo lavoro in The BrutalistVai all'articolo »

OSCAR
lunedì 3 marzo 2025
 

Lol Crawley si è aggiudicato il premio per il film The Brutalist. Vai all'articolo »

BOX OFFICE
mercoledì 12 febbraio 2025
Andrea Chirichelli

Sul podio resta anche L’Attacco dei Giganti, mentre torna terzo A Complete Unknown. Scopri la classifica »

BOX OFFICE
martedì 11 febbraio 2025
Andrea Chirichelli

Il box office mondiale è travolto dal ciclone Ne Zha 2, arrivato alla straordinaria cifra di 1,1 miliardi di dollari incassati solo in Cina. Scopri la classifica »

CELEBRITIES
mercoledì 5 febbraio 2025
Fabio Secchi Frau

L'attrice francese è nel film di Brady Corbet candidato a 10 premi Oscar The Brutalist. Da domani al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 31 gennaio 2025
 

Regia di Brady Corbet. Un film con Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn, Raffey Cassidy. Da giovedì 6 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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venerdì 10 gennaio 2025
 

Regia di Brady Corbet. Un film con Adrien Brody, Felicity Jones, Guy Pearce, Joe Alwyn, Raffey Cassidy. Da giovedì 6 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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lunedì 23 dicembre 2024
 

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venerdì 29 novembre 2024
 

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mercoledì 23 ottobre 2024
 

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MOSTRA DI VENEZIA
sabato 7 settembre 2024
 

Il regista Brady Corbet ritira il premio per la miglior regia. Vai all'articolo »

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