Eddington

Film 2025 | Drammatico, Horror, 145 min.

Regia di Ari Aster. Un film con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Luke Grimes, Micheal Ward (II), Amélie Hoeferle. Cast completo Genere Drammatico, Horror, - USA, 2025, durata 145 minuti. Uscita cinema venerdì 17 ottobre 2025 distribuito da I Wonder Pictures. - MYmonetro 3,08 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 7 ottobre 2025

New Mexico, 2020. Tra Covid, BLM e rivalità personali, lo scontro tra uno sceriffo e il sindaco rischia di far esplodere una piccola città. Eddington è 149° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 170,00 e registrato 47.444 presenze.

Consigliato sì!
3,08/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,81
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
Difficile pensare a un film che possa rappresentare meglio un paese sull'orlo di una crisi di nervi.
Recensione di Emanuele Sacchi
sabato 17 maggio 2025
Recensione di Emanuele Sacchi
sabato 17 maggio 2025

2020, New Mexico. La rivalità tra lo sceriffo di Eddington Joe Cross e il sindaco Ted Garcia si fa sempre più accesa. Tra gelosie legate a una precedente relazione tra Ted e la moglie di Joe, Louise, e contrapposizioni legate alla pandemia da Covid-19, ogni occasione è propizia per un contrasto tra i due. Joe si candida a sindaco per le prossime elezioni contro Ted: quando alle restrizioni della pandemia si aggiungono le tensioni verso la polizia dovute a Black Lives Matter, la situazione degenera e la scintilla potrebbe dar vita a un incendio.

Dopo uno sconvolgente inizio di carriera nell'ambito dell'horror più radicale, Ari Aster ha costruito una fama di autore cerebrale e sfuggente con Beau ha paura: un'opera divisiva, un film-cervello che indaga le psicosi di un protagonista e vive le sue allucinazioni.

Aster trasferisce quei temi sul piano della realtà con Eddington, che con l'opera precedente ha più di un legame, non solo perché il protagonista è sempre Joaquin Phoenix, fragile e perdente, un'acqua cheta che cela violente contraddizioni sotto l'apparenza di mansueto tutore dell'ordine.

Il confronto tra Joe e Ted diviene contrasto tra due modi di pensare e di vivere l'esistenza rappresentativi della polarizzazione in corso negli Stati Uniti d'America: da una parte il positivismo finto-progressista di chi crede nel politicamente corretto e ha una fiducia cieca nella tecnologia - Ted - e dall'altra il tradizionalismo e lo scetticismo di uno sceriffo di provincia, a cui gli eventi sembrano piovere addosso. Il dualismo da western tra i due viene arricchito e disturbato da una congerie di personaggi a corollario e dal bombardamento di eventi concomitanti, ideali per aumentare la tensione nella tranquilla Eddington.

Il registro scelto da Aster è, ancora più che in precedenza, quello del grottesco e del caricaturale, con una cifra più esplicitamente comica rispetto al passato. Per una buona metà sembra di essere in un film dei Coen, prima che la violenza prevalga e il lato più grandguignolesco prenda il sopravvento.

L'ambizione di convogliare molteplici temi - QAnon, la pandemia, Black Lives Matter, le elezioni americane e il paese diviso, determinismo tecnologico - si traduce in un approccio videoludico del regista (reso esplicito nell'epilogo da una sequenza degna di uno sparatutto in soggettiva tipo Doom), che sembra prendersi gioco dei suoi personaggi-marionette: quasi a ribadire l'ineluttabilità dei processi storici, che portano in ogni caso a un fine unico, nonostante gli sforzi di piccoli uomini che intendono mutare il corso degli eventi.

È così per il prevalere dell'intelligenza artificiale e per la diffusione virale degli eventi mediatici, simboli di un disegno del Fato in cui Joe e Ted finiscono per rappresentare solo due volti della stessa moneta falsa. La satira della paranoia cospirazionista e del complottismo diffuso da pseudo-guru via internet ha grande spazio in Eddington, così come la fragilità della generazione Z, che unisce ai difetti delle precedenti un'insicurezza insanabile.

C'è tanto e forse troppo nel calderone di Eddington, ma è difficile pensare a un film che oggi possa rappresentare meglio il caos e le contraddizioni di un paese sull'orlo di una crisi di nervi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 30 ottobre 2025
Maramaldo

Non so se un punto interrogativo ci voleva. Mettendolo o no, si doveva comunque concludere: è l'America, bellezza. Per i grossi nomi il film arriva anche da noi, buoni ultimi in Europa. Scomparirà presto, contiene criticità, forse controindicazioni per un pubblico immaturo. Da non banalizzare, ricco di spunti per dibattiti, denso, troppo, lutulento di umori e livori, rima che [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 19 ottobre 2025
Giovanni Bogani

Se c’è un film che racconta l’America, oggi, è Eddington. Lo fa nella sua maniera grottesca e tragica, sgangherata e dissennata: ma è l’America che è grottesca e tragica allo stesso modo, sgangherata e dissennata allo stesso modo. E nel film di Ari Aster c’è tutto, c’è ogni virus che ha contaminato il corpo sociale degli Stati Uniti, e lo ha avvelenato, e dissolto. Il Covid, il razzismo, il suprematismo bianco, le follie spiritualistiche, il complottiamo, la proliferazione delle armi, i social usati come armi a loro volta, e gli interessi delle multinazionali, il dominio del capitale.
Ari Aster racconta un mondo spaccato, dissolto in mille schegge, una società disgregata in cui tutti sono soli, in cui non c’è dialogo, ognuno ha la sua convinzione, la sua ossessione. Ari Aster racconta il clima di sospetto diffuso, il razzismo latente e anche esplicito. E lo fa con un film che restituisce con enorme efficacia, anche nelle riprese, il senso dell’isolamento di ciascuno, mai in un vero dialogo con l’altro. 

FOCUS
domenica 12 ottobre 2025
Marzia Gandolfi

È difficile amare completamente i film di Ari Aster. Tutti, nessuno escluso, provocano reazioni esagerate, vorrebbero travolgerci e ci riescono, partendo in tutte le direzioni, con gag e chiacchiere impossibili da assimilare tutte in una sola visione. L’obiettivo di Aster del resto non è mai stato quello di offrire una catarsi, ma diagnosticare una psicosi sociale persistente che aleggia nel corpo politico, una sorta di lungo Covid dell’anima, una malattia per cui non esiste vaccino, non esiste modo di proteggerci. E mantenere le distanze non basta. Provate ad ascoltarvi quando tutti intorno fanno rumore, anche lo sceriffo prodigioso di Joaquin Phoenix, figura autoritaria smarrita, assurda, patetica e senza presa sul reale, a cui cerca a tutti i costi di aggrapparsi, con tanta stoltezza e nessuna dignità. È lui il motore di Eddington, western paranoico che ausculta le nevrosi contemporanee, tutto lo spettro, o almeno il più largo possibile: MAGA, wokismo, MeToo, BlackLivesMatter, Covid, no-vax, teorici della cospirazione, divulgatori di fake news… tutti mescolati in un gigantesco gioco al massacro. Nella progressione gratificante dell’opera di Aster, Eddington è il suo film più instabile e il più ferocemente stimolante. Nella sua America allucinata, l’incubo ha di nuovo cambiato pelle e cavalca verso un genere nuovo: il western psicologico che sottopone Joaquin Phoenix a un secondo trip allucinogeno (Beau ha paura). 

Dopo i demoni familiari (Hereditary), le sette pagane (Midsommar (guarda la video recensione)) e le tribolazioni esistenziali di un uomo che ha paura di tutto e ha male dappertutto (Beau ha paura), l’autore americano abita un’immaginaria cittadina del New Mexico, teatro di una follia generalizzata, dove la pandemia è solo uno dei tanti sintomi di un mondo che sta andando alla deriva. In un neo-western pieno di polvere e in piena epidemia da Covid, Aster confronta uno sceriffo conservatore (Joaquin Phoenix) e un sindaco progressista (Pedro Pascal), che impone l’uso della mascherina, misura alla quale il primo rifiuta ostinatamente di sottomettersi. Figure tutelari del vecchio West(ern), a cui difetta la saggezza, si detestano senza sconti e si affrontano in un duello spietato per il potere, sullo sfondo del complottismo e dell’ascesa degli estremismi che spingono dal fuori campo. L’uso delirante delle armi da fuoco fa il resto. La coppia protagonista incarna con ferocia l’estrema polarizzazione delle nostre società, offrendo materiale sufficiente per sondare le angosce contemporanee. Si capisce allora perché Aster abbandoni l’horror per un altro genere, più efficace nel narrare l’America consumata dalla violenza. Realizzato con le risorse del western contemporaneo, Eddington è una storia puramente americana in cui l’America non è il malato ma la malattia stessa, nella tradizione di “Meridiano di sangue”, il romanzo quasi biblico di Cormac McCarthy, o de Il mucchio selvaggio, il western barbaro di Sam Peckinpah

FOCUS
mercoledì 8 ottobre 2025
Rudy Salvagnini

Dopo una serie di cortometraggi, l’esordio nel lungometraggio di Ari Aster è stato di quelli col botto, per l’interesse che è riuscito a suscitare in critica e pubblico agendo apertamente all’interno delle convenzioni di un genere molto strutturato e vario come l’horror. Hereditary si muoveva con agilità negli schemi narrativi del sottogenere del contatto con gli spiriti dell’aldilà in un racconto intimo e opprimente che puntava molto sul ritratto psicologico dei protagonisti e sul difficile modo di confrontarsi con una perdita insopportabile e ritenuta sommamente ingiusta. Niente che non si fosse già visto nell’horror, ma con uno sguardo personale e fortemente focalizzato sulla materia.

Il successivo Midsommar (guarda la video recensione) si apriva a una dimensione più sociale e corale dell’horror, prendendo a piene mani e senza vergogna, verrebbe da dire, da un capolavoro lontano e poco visto come The Wicker Man e addentrandosi così nel territorio di quello che viene chiamato folk horror, perché radicato nel folclore e nella tradizione popolare. Anche qui il punto di partenza è un trauma e il difficile modo di affrontarlo, ma poi il film supera la sua dimensione intimista e si apre a uno spaccato sociale ricco di spunti e di metafore.

Con Beau ha paura, Aster compie un passo avanti, o magari di lato più che avanti, distaccandosi dal genere horror, di cui quel film ha ben poco se non una scena (la tenebrosa visita in soffitta) e qualche suggestione di fondo, per abbracciare i toni della dark comedy d’autore. Sovradimensionato, sfrenato, surreale, quasi felliniano a tratti e disperso in molti rivoli narrativi, Beau ha paura è il tipico film di un regista di successo che crede di poter fare quello che vuole e che di fatto ha la possibilità di farlo. Il pubblico non lo ha seguito e la critica è stata piuttosto divisa, ma è innegabile che Aster anche e forse soprattutto in questo caso ha dimostrato forte personalità d’autore e una notevole capacità visionaria nel rappresentare il mondo nel delirio di un paranoico non tanto lontano dalla realtà effettiva.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 25 ottobre 2025
Giovanni Guidi Buffarini
Corriere Adriatico

Atmosfera rovente a Eddington, New Mexico. Perché è scoppiata la pandemia e piovono fake news e c'è chi non tollera l'obbligo di mascherina. Perché l'omicidio di George Floyd innesca le proteste di Black Lives Matter (ma a scendere in strada sono solo ragazzi bianchi). Perché è tempo di elezioni, e a sfidare il sindaco in carica si fa avanti lo sceriffo Joaquin Phoenix e tra i due la ruggine è antica, [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
sabato 4 ottobre 2025
 

Un racconto sospeso fra distopia e realtà che mostra le contraddizioni più oscure e brutalmente surreali dell'America di oggi. Dal 17 ottobre al cinema. Guarda le foto »

CELEBRITIES
lunedì 29 settembre 2025
Fabio Secchi Frau

Dopo una carriera iniziata tra Disney Channel e Nickelodeon, l'attore che ha saputo reinventarsi continuamente, è nel cast dell'horror di Ari Aster Eddington. Dal 17 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
giovedì 17 luglio 2025
 

Regia di Ari Aster. Un film con Joaquin Phoenix, Pedro Pascal, Austin Butler, Emma Stone, Luke Grimes. Da venerdì 17 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

CANNES FILM FESTIVAL
sabato 17 maggio 2025
Emanuele Sacchi

Le ossessioni di Ari Aster e Joaquin Phoenix ritornano, in una sorta di western grottesco ambientato durante la pandemia. In concorso. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 16 maggio 2025
 

Regia di Ari Aster. Un film con Austin Butler, Emma Stone, Pedro Pascal, Joaquin Phoenix, Luke Grimes. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
martedì 15 aprile 2025
 

Regia di Ari Aster. Un film con Austin Butler, Emma Stone, Pedro Pascal, Joaquin Phoenix, Luke Grimes. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

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