| Anno | 2023 |
| Genere | Animazione, Avventura, Family, |
| Produzione | Francia, Lussemburgo |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol |
| Attori | Audrey Tautou, Guillaume Canet, Patrick Ridremont, Saabo Balde, Hugues Boucher Noé Chabbat, Nada Belka. |
| Uscita | giovedì 6 febbraio 2025 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,18 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 4 febbraio 2025
Un'animata allegoria che parla del delicato momento che vede il passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Dagli autori di Un gatto a Parigi. In Italia al Box Office Nina e il segreto del riccio ha incassato 18,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nina ha un papà che le racconta e disegna storie prima di dormire. Arriva però il momento in cui questa tradizione viene interrotta. Non solo perché cresce ma soprattutto perché il genitore è preoccupato perché la fabbrica in cui lavorava ha chiuso l'attività. Con l'aiuto del coetaneo Mehdi, che si trova in una situazione analoga, e con il supporto del riccio che il padre le aveva disegnato, mette in atto un piano per trovare il denaro che il direttore della fabbrica aveva rubato portandola così alla chiusura.
Felicioli e Gagnon tornano a parlare della realtà facendo uso dell'inventività che l'animazione consente.
I due registi non hanno mai dimenticato di raccontare momenti di vita reale facendo uso dell'animazione. Entrambi sono nati professionalmente nel prestigioso studio Folimage. In Un gatto a Parigi hanno preso le mosse dal disagio psicologico di una bambina che ha smesso di parlare dopo l'uccisione del padre poliziotto mentre in Phantom Boy, al centro della vicenda, c'era un ragazzino sottoposto a chemioterapia il cui corpo aveva la facoltà di sdoppiarsi potendo così sventare un attentato informatico.
Questa volta al centro troviamo un'amicizia interculturale tra Nina e Mehdi finalizzata al tentativo di risolvere il problema della disoccupazione dei genitori. Nina vede l'umore del padre cambiare e la fine del piacere dell'ascolto serale di fiabe, anch'esse con un addentellato con la realtà come quella del riccio che aveva finito con l'entrare in fabbrica. L'animaletto diventa il suo consigliere particolare non senza averci prima mostrato, in una sequenza che si rifà ai primi cartoon, le sue vicissitudini per trovare un lavoro. Chi meglio di un essere dotato di fastidiosi (per gli altri) aculei può comprendere quanto possa essere frustrante non avere un lavoro?
Felicioli e Gagnol sanno come partire da una base di realtà sociale, mantenendola sempre presente, per poi costruire una storia di amicizia (e forse di amore) in cui non mancano i momenti thriller. Tutto sempre ad altezza di bambini ma senza dimenticare il pubblico adulto che magari si trova, o si è trovato, in una condizione simile o, se fortunatamente così non è stato, può aiutare i più piccoli a comprendere cosa accade in una famiglia quando qualcuno perde il lavoro. Magari proprio quando l'altro membro della coppia stava trovando una propria opportunità di emancipazione come accade alla mamma di Nina.
Tutto ciò senza forzature grazie proprio all'integrazione di realismo e fantasia che consente di realizzare dei titoli di coda da non perdere.
Papà non le racconta più la favola della buonanotte. Papà ha un problema e si chiama disoccupazione. Nina prova lei a risolvere la situazione. Assieme al coetaneo Mehdi e al riccio immaginario, lo ha disegnato il padre e si dimostra un prezioso consigliere. Giagnol e Felicioli una decina d'anni fa fecero un piccolo gioiello, Un gatto a Parigi, tutto disegnato a mano, e anche quel film al fantastico [...] Vai alla recensione »