| Titolo originale | D'argent et de sang |
| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, Biografico |
| Produzione | Francia, Belgio |
| Regia di | Xavier Giannoli, Frédéric Planchon |
| Attori | Vincent Lindon, Niels Schneider, Ramzy Bedia, Joëlle Haddad Champeyroux Fabien Giameluca, Ary Gabison, Elora Españo, Miglen Mirtchev, Camille Moutawakil, Kamel Laadaili, Ludovic Lavaissière, Clark James, Matthias Jacquin, Rayan Bouazza, Namory Bakayoko, Olga Kurylenko, Victoire Du Bois, Yvan Attal, Judith Chemla, André Marcon, Franz-Rudolf Lang, David Ayala, Lyes Kaouah, Guy Donald Koukissa, Anthony Lemaître, Michael Abiteboul, Sidi Mejai, Alfonso Postiglione, Maxime Gasteuil, Denis Eyriey, Nathalie Richard, Joa Jappont, Zohar Wexler, Anton Csazar, Selva Rasalingam, Aleksandra Yermak, Mathieu Naert, Francis Leplay, Nicolas Lumbreras, Maya Sarac, Thomas Blumenthal, Philippe Richardin. |
| Tag | Da vedere 2023 |
| MYmonetro | 3,50 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 dicembre 2024
Serie tv basata sul libro del 2018 "D'argent et de sang" del giornalista Fabrice Arfi sulla frode multimiliardaria della tassa sul carbonio che è stata soprannominata "la frode del secolo" dai media francesi.
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CONSIGLIATO SÌ
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Simon Weynachter, un magistrato inflessibile e ossessivo, si impegna a smascherare un complesso schema di frode. Fitoussi, Bouli e Jérôme Attias formano il trio criminale protagonista, che sfrutta un sistema di società fittizie per trarre profitto dalla compravendita di crediti di emissione di CO2. Questa operazione finanziaria, originariamente progettata per combattere il cambiamento climatico, si trasforma così in una gigantesca truffa.
La serie, dal titolo originale D'Argent et de Sang, diretta da Xavier Giannoli (Illusioni perdute, Marguerite) e basata sul libro-inchiesta di Fabrice Arfi, è un interessante esperimento narrativo che combina elementi di thriller, dramma e analisi socio-politica, sullo sfondo di un contesto internazionale.
Divisa in due parti, per un totale di 12 episodi, la produzione per Canal+ esplora uno degli scandali finanziari - definito la "frode del secolo" - più eclatanti della storia contemporanea, portando sullo schermo la complessità di un sistema economico globale che si rivela facilmente manipolabile.
L'azione principale si sviluppa, infatti, in un contesto internazionale, con ambientazioni che spaziano dalle banlieue di Parigi ai salotti dell'alta finanza, passando per Tel Aviv e altre città chiave nel panorama economico globale. Giannoli usa queste location per sottolineare il contrasto tra il lusso sfrenato dei criminali e l'austerità del mondo giudiziario. Dualità, questa, che viene enfatizzata da una fotografia curata, che gioca con luci e ombre per esaltare le diverse sfumature della storia.
Dal punto di vista narrativo, la serie mantiene alta la tensione nei primi episodi, quando lo schema della frode viene svelato in modo progressivo. La ricostruzione dei meccanismi finanziari alla base del crimine è dettagliata, molto accessibile, ben integrata grazie ai rapporti interpersonali tra i personaggi e per mezzo di una sceneggiatura che bilancia le informazioni tecniche con i caratteri del thriller. Ma è soprattutto il montaggio a garantire il coinvolgimento, grazie a un ritmo molto serrato che caratterizza soprattutto la prima parte, rendendo il nostro accesso alle dinamiche finanziare tutt'altro che tedioso. L'intreccio soffre di una certa ripetitività solo nella seconda parte della serie: unico difetto di questo progetto, che ha fatto discutere proprio per aver scelto l'estensione dagli 8 episodi programmati ai 12 finali. Da un lato, la maggior lunghezza permette di approfondire i personaggi e le loro dinamiche, dall'altro rende meno incisivi alcuni episodi, spezzando quell'efficace ritmo narrativo che catapulta lo spettatore nell'intrigo sin dall'inizio.
Un aspetto che merita una menzione speciale è l'attenzione ai dettagli culturali e morali. La serie affronta il tema dell'identità ebraica in modo sensibile, senza mai cadere in stereotipi che facilmente avrebbero problematizzato troppo il discorso. La figura di Weynachter, che riscopre le proprie radici ebraiche durante le indagini, è sia un ponte tra passato e presente, sia un efficace collegamento tra valori morali e giustizia moderna. Tema che viene ulteriormente sviluppato attraverso il concetto di Tikkun Olam - la riparazione del mondo -che diventa la metafora centrale per il lavoro del magistrato. Solide anche le interpretazioni degli attori principali: Ramzy Bedia (nel ruolo di Fitoussi) e David Ayala (nei panni del calcolatore Bouli) sono autentici, pur nella loro flamboyance.
Sul piano registico, Of Money and Blood alterna momenti di azione ad altri più contemplativi, creando un ritmo variegato, talvolta irregolare; molto interessanti sono le scene che mostrano l'opulenza dei criminali - tra feste sfrenate, auto di lusso e abiti costosi - le quali sottolineano la loro decadenza e attivano una riflessione critica sulle debolezze del capitalismo contemporaneo. Giannoli dimostra nuovamente la sua abilità nel raccontare storie capaci di intrecciare intimità emotiva e dinamiche globali, offrendo un prodotto in grado di intrattenere un pubblico internazionale e stimolare una riflessione profonda sulle vulnerabilità del sistema economico.
Non a caso, alla sua presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2023, la serie è stata accolta con entusiasmo. Nonostante alcune imperfezioni, Of Money and Blood è un'opera di grande rilievo e dal respiro internazionale che illumina in maniera interessante alcune zone d'ombra della nostra società.
Of Money and Blood, titolo internazionale della serie francese D'argent et de sang, firmata da Xavier Giannoli, è basata sull'omonimo libro-inchiesta di Fabrice Arfi del 2018. La serie esplora quella che è stata definita come la "truffa del secolo", un episodio reale avvenuto tra il 2008 e il 2009, in cui miliardi di euro furono sottratti allo Stato francese attraverso una frode complessa che sfruttava il mercato dei crediti di carbonio, creato per incentivare la riduzione delle emissioni di CO2. La trama si concentra su un gruppo di piccoli truffatori parigini - Alain Fitoussi (Ramzy Bedia) e Bouli (David Ayala) - che, con l'aiuto del trader Jérôme Attias, interpretato da Niels Schneider (Un colpo di fortuna), riescono a sfruttare un complesso sistema di transazioni finanziarie per trarre profitti illeciti dal mercato. Il loro percorso si intreccia con quello di Simon Weynachter, un magistrato determinato, interpretato da Vincent Lindon (La legge del mercato), incaricato di smantellare questa operazione.
La serie affronta un tema di grande impatto sociale e politico: il mercato dei crediti di carbonio, inizialmente ideato come strumento per combattere il cambiamento climatico, si rivelò infatti suscettibile di manipolazioni, mostrando le vulnerabilità di un sistema economico globale.
La serie riflette su come le ambizioni personali e le lacune normative possano aprire la strada a pratiche illecite che minano la fiducia nel sistema. Ciò avviene attraverso un racconto che attraversa le banlieue di Belleville fino ad arrivare ai salotti della finanza internazionale, mettendo in evidenza le connessioni tra piccoli criminali e figure dell'alta società, e mostrando le complessità dei rapporti di potere. L'intreccio narrativo è guidato dall'investigazione di Weynachter, esplorando le dinamiche tra il magistrato e i criminali, portando lo spettatore in una corsa tra luci e ombre, dove il contrasto tra le motivazioni individuali e le debolezze umane emerge con forza.
Il contesto storico è quello del periodo successivo alla crisi della Lehman Brothers, quando il mercato dei "carbon credits" venne introdotto per incentivare la lotta al cambiamento climatico, ma fu rapidamente corrotto da una serie di operazioni finanziarie speculative. Of Money and Blood adotta un particolare approccio narrativo, mescolando elementi di thriller con analisi sociali e politiche del capitalismo, spaziando tra diversi ambienti culturali e mettendo a fuoco la questione della giustizia e della morale pubblica. La figura del magistrato Simon Weynachter rappresenta il simbolo della lotta dello Stato contro il crimine organizzato e la corruzione, evidenziando le difficoltà affrontate da chi cerca di imporre il rispetto delle leggi in un contesto sempre più globalizzato e complesso. L'intreccio tra i personaggi, ciascuno con le proprie motivazioni e contraddizioni, permette di comprendere come il denaro, il potere e l'ambizione possano trasformare individui e situazioni.
Dal punto di vista produttivo, la serie beneficia di un cast di rilievo e di una sceneggiatura solida che si fonda su una vasta documentazione che, in dodici episodi, approfondisce i dettagli della truffa e dimostra come i protagonisti siano riusciti a eludere le autorità attraverso un sistema di società di comodo e transazioni internazionali. Le riprese della serie, che si sono svolte tra il 2021 e il 2022 in diverse location - tra cui Parigi, Provenza, Alpi, Costa Azzurra, Cipro e Israele - hanno richiesto uno sforzo produttivo significativo, specialmente dopo la tragica morte dell'attore Gaspard Ulliel (È solo la fine del mondo, Hannibal Lecter - Le origini del male), originariamente scelto per il ruolo di Attias e poi sostituito da Schneider.
Non da meno è stata l'attenzione mediatica, grazie anche alla sua anteprima mondiale nel 2023, fuori concorso alla 80a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove ha riscosso un'ottima accoglienza e consolidato il posizionamento di Giannoli tra i principali registi del panorama televisivo e cinematografico francese contemporaneo. Non è la prima volta che Giannoli sperimenta il soggetto della truffa: del 2009 è À l'origine, anch'esso basato su fatti di cronaca reale e con François Cluzet nei panni di un truffatore; ricordiamo però il regista soprattutto per alcune commedie romantiche come Quand j'étais chanteur (candidato a sette premi César) e Superstar, nonché per la prima trasposizione cinematografica della vita di Florence Foster Jenkins, Marguerite, che anticipò di un anno quella di Stephen Frears, Florence, con Meryl Streep nei panni della cantante.
È però il primo approdo alla televisione del regista, come ricorda Debi Enker sulla testata australiana "The Age" definendo la serie un thriller avvincente e realizzato con intelligenza; l'adattamento del libro-inchiesta di Arfi si distingue, infatti, per la capacità di combinare l'intensità narrativa con una riflessione sulle implicazioni profonde del capitalismo, della globalizzazione e delle vulnerabilità insite nei sistemi economici. Of Money and Blood riesce a fondere l'intrattenimento con la riflessione grazie a una regia che alterna momenti di azione a scene più intime e riflessive, proponendosi come una finestra su tematiche attuali e complesse che spaziano dall'avidità umana all'ecosistema finanziario globale.
Ma quando escono i nuovi episodi??? Non dovevano esserci ogni venerd
D’argent et de sang. Of Money and Blood. Il denaro e il sangue. Ma anche le vie appiccicose di Manila, gli interni levigati e ipermoderni dei ministeri, una cerimonia di ebrei sefarditi a Belleville, periferia di Parigi. O le spiagge infinite e livide di Deauville, dove sfreccia una fuoriserie da 300mila euro.
GUARDA ORA LA SERIE
Non ci si annoia, in questa serie costruita, scolpita, levigata e resa fluida, liscia, quasi liquida da Xavier Giannoli. Liquida come le riprese, come gli slittamenti progressivi da un luogo all’altro, da uno stato d’animo all’altro. Tratta dal libro/inchiesta di un giornalista testardo e ficcanaso che si chiama Fabrice Arfi.
Una serie che, presentata alla 80. Mostra del cinema di Venezia, è ora in esclusiva streaming su MYmovies ONE con i primi due episodi (poi un nuovo episodio ogni venerdì).
Immaginatevi un film di Martin Scorsese mescolato a qualche goccia di Gomorra – La serie, uno spruzzo di Quasi amici e un’ombra (un “rien”, dicono i francesi) di Tutti gli uomini del presidente. Avrete un po’ un’idea di che cosa state per guardare.
È la storia della “truffa del secolo”. Qualcosa di realmente accaduto, che ha coinvolto cifre inimmaginabili, diversi miliardi di euro. Una truffa complicata: in sintesi, una serie di compravendite all’infinito, a cui i truffatori rubavano l’Iva, la tassa di Stato, che in Francia si chiama Vat. Miliardi di euro finiti nelle tasche di un gruppo di truffatori.
«Questa serie è un'opera di fantasia basata su eventi reali. Aspira ad essere arte, non un documentario. Eventi, personaggi e opinioni dovrebbero essere presi come tali». Si presenta con questa didascalia iniziale la serie francese Of money and blood ("Di denaro e sangue") di cui sulla piattaforma streaming Mymovies one (società del Gruppo editoriale Gedi) sono disponibili i primi due episodi, mentre [...] Vai alla recensione »