À la Recherche

Film 2023 | Drammatico, 90 min.

Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata90 minuti
Regia diGiulio Base
AttoriAnne Parillaud, Giulio Base, Vittorio Base .
Uscitagiovedì 2 novembre 2023
TagDa vedere 2023
DistribuzioneEagle Pictures
MYmonetro 3,07 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Giulio Base. Un film Da vedere 2023 con Anne Parillaud, Giulio Base, Vittorio Base. Genere Drammatico, - Italia, 2023, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 2 novembre 2023 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 3,07 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 12 aprile 2024

Un omaggio a Marcel Proust ed un particolare tributo a Luchino Visconti e al cinema italiano degli anni '70. In Italia al Box Office À la Recherche ha incassato 3,7 mila euro .

Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,13
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un duetto fra due visioni del mondo per raccontare un'epoca di illusioni e di successi.
Recensione di Paola Casella
martedì 24 ottobre 2023
Recensione di Paola Casella
martedì 24 ottobre 2023

Una lussuosa villa sui Castelli Romani, 1974. Pietro è uno scrittore e sceneggiatore di grandi speranze che si è ridotto a firmare poliziotteschi e commedie erotiche di cassetta. Ariane, star del cinema d'oltralpe, l'ha voluto con sé perché "è l'unico sceneggiatore italiano che parla francese" e ha bisogno di lui per scrivere un adattamento della Recherche di Marcel Proust, "la cattedrale letteraria dell'Occidente", che pare abbia sollecitato l'interesse di Luchino Visconti. Per Pietro, Visconti è sempre stato un mito irraggiungibile, e non gli par vero di poter lavorare con lui, anche perché quella che gli viene offerta potrebbe essere l'ultima occasione di rilanciare la sua carriera. Ma il rapporto con Ariane non è dei più sereni, sia perché Pietro ne è irresistibilmente attratto, sia perché lei mette in discussione tutte le sue opinioni e le sue conoscenze in fatto di cinema e di letteratura. Riuscirà questa strana coppia a raggiungere il proprio obiettivo?

À la recherche, diretto, intrepretato (in francese) e coscritto (con Paolo Fosso) da Giulio Base, è un duetto fra due visioni del mondo caratteristiche degli anni Settanta, ma è anche un gioco sul cinema e sulla letteratura costellato di citazioni e di rimandi che riguardano tanto il capolavoro di Proust quanto la scena cinematografica italiana, con riferimenti ad aneddoti del dietro le quinte e perfino gossip e insinuazioni.

Anche la politica, così attiva e polarizzante in quegli anni, entra nella discussione (e nel cinema) in questa mise en scène consapevole del proprio impianto teatrale e della propria collocazione temporale.

La fotografia di Giuseppe Riccobene, le scenografie di Walter Caprara e i costumi di Sabrina Beretta ricostruiscono un mondo, rendendolo una quinta teatrale e il ritratto di un'epoca. L'operazione ricorda un po' quella di Ozon nel rimettere in scena Le lacrime amare di Petra von Kant rendendone protagonista lo stesso Rainer Werner Fassbinder. Anche lì era centrale la presenza in scena di una diva francese anni Settanta, Isabelle Adjani, (che proprio nel '74 interpretò il film Ariane, come il nome della protagonista di À la recherche). Base sceglie invece una diva anni '80, Anne Parillaud, ma in scena lui funziona meglio di lei, perché la sua autoironia gli permette di illuminare il lato ridicolo del suo personaggio, mentre la sua protagonista si preoccupa di più delle luci lusinghiere.

Anche le dinamiche maschio-femmina fra i due protagonisti sono impostate al modello anni Settanta, ancora indifferente al politically correct e in qualche modo più libero e trasgressivo. Se l'obiettivo di Ariane e Pietro è quello di "unire il tempo perduto con quello ritrovato", À la recherche funziona invece come una foto d'epoca che cristallizza un certo modo di pensare e di agire ormai datato, nonostante alcune dinamiche, soprattutto fra i bohémien radical chic, siano rimaste le stesse. Se la Recherche proustiana è (anche) un'indagine sulla circolarità del tempo, qui il tempo si ferma per raccontare un'epoca di illusioni e di successi, di ideologie condivise e ideologie di comodo, di esplorazioni sessuali e di nascoste pruderie.

Per chi ama il cinema sono tante le chicche e gli Easter egg seminati lungo il percorso narrativo: scopriremo ad esempio da dove viene l'ispirazione di Francis Coppola per l'attacco al napalm sulle note della Cavalcata delle valchirie wagneriana, o che l'incipit della Recherche è diventata la battuta più celebre di C'era una volta in America. E rispolvereremo quel copione scritto da Suso Cecchi D'Amico per Visconti per adattare "Alla ricerca del tempo perduto" al cinema con un cast che, nelle intenzioni, comprendeva Brando e Delon, Charlotte Rampling ed Helmut Berger, e persino Greta Garbo (ma anche BB e la Mangano).

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 18 novembre 2025
Federica Calosso

Una noia mortale. L'ho visto fino alla fine sperando che migliorasse, ma non è stato così. Recitazione troppo lenta (soprattutto quella di Giulio Base), le scene si svolgono tutte nello stesso ambiente, tante citazioni auliche ma nulla di concreto da vedere. Sconsigliato.  

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 3 novembre 2023
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

Un'attrice francese che vuole rinverdire i fasti del passato. Un regista che ha ripiegato sul cinema di serie B, dai polizieschi alle commedie sexy ai musicarelli. Si ritrovano in una villa poco distante da Roma per scrivere a una sceneggiatura tratta da "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust. Sono i due personaggi di "À la recherche" di Giulio Base, un film ambizioso almeno quanto l'opera [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 3 ottobre 2023
 

Un meraviglioso tango a due che omaggia Proust, Visconti e il cinema italiano degli anni ’70. In anteprima alla Festa del Cinema di Roma e dal 2 novembre in sala. Guarda il trailer »

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