La Ligne - La Linea Invisibile

Film 2022 | Drammatico, +13 101 min.

Titolo originaleLa ligne
Anno2022
GenereDrammatico,
ProduzioneSvizzera, Francia, Belgio
Durata101 minuti
Regia diUrsula Meier
AttoriStéphanie Blanchoud, Valeria Bruni Tedeschi, Elli Spagnolo, India Hair, Dali Benssalah Benjamin Biolay, Eric Ruf, Thomas Wiesel, Louis Gence, Jean-François Stévenin.
Uscitagiovedì 19 gennaio 2023
TagDa vedere 2022
DistribuzioneSatine Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,98 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ursula Meier. Un film Da vedere 2022 con Stéphanie Blanchoud, Valeria Bruni Tedeschi, Elli Spagnolo, India Hair, Dali Benssalah. Cast completo Titolo originale: La ligne. Genere Drammatico, - Svizzera, Francia, Belgio, 2022, durata 101 minuti. Uscita cinema giovedì 19 gennaio 2023 distribuito da Satine Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,98 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 20 gennaio 2023

Margaret ha sulle spalle un'ingiunzione restrittiva di tre mesi per aver picchiato sua madre. Ma i 100 metri che ora la separano dalla sua casa non fanno che esacerbare il suo desiderio di avvicinarsi alla sua famiglia. In Italia al Box Office La Ligne - La Linea Invisibile ha incassato 27,1 mila euro .

Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,04
PUBBLICO 2,90
CONSIGLIATO SÌ
Ursula Meier gioca con tutti gli elementi del dramma familiare per narrare a suo modo le dinamiche di una famiglia atipica.
Recensione di Roberto Manassero
sabato 7 gennaio 2023
Recensione di Roberto Manassero
sabato 7 gennaio 2023

Durante un furioso litigio, la trentenne Margaret ferisce la madre Christina e viene per questo condannata a restare per tre mesi lontana dalla donna, ad almeno cento metri di distanza dalla sua abitazione. Molto legata alla sorellina Marion, Margaret - musicista fallita con alle spalle altri episodi di violenza che hanno messo fine al rapporto sentimentale e professionale con l'ex Julien - accetta di tenere all'aperto le lezioni di musica per la ragazzina, restando al di qua di una linea tracciata sul terreno e impossibile da superare. Nel frattempo Christina, donna fragile e vanesia che accusa le figlie di averle rovinato la carriera da pianista, passa da una relazione all'altra, incapace di interessarsi alle vite degli altri, nemmeno quando la primogenita Louise la rende nonna, e soprattutto di elaborare il rapporto con Margaret...

La svizzera Ursula Meier torna a raccontare le dinamiche di una famiglia atipica, in cui, come nel precedente Sister, a essere messa in discussione sono i ruoli e, come nell'opera prima Home - Casa dolce casa?, è soprattutto lo spazio a definire affetti e relazioni.

Il film si apre con una sequenza incongrua rispetto a ciò che seguirà: l'aggressione di Margaret ai danni di Christina, raccontata in slow motion e con toni gravi sottolineati dalle espressioni esasperate dei personaggi e dalla musica d'accompagnamento. Una appendice drammatica che stona volutamente con il realismo del racconto e che per questo carica l'evento di un valore simbolico e narrativo: colpita dalla figlia, Christina perde l'udito sbattendo la testa contro il pianoforte, ovvero l'oggetto del contendere fra madre e figlia, l'oggetto poi rimosso del loro rapporto irrisolto; al tempo stesso, la ragione della lite non viene mai esplicitata, lasciando fuoricampo anni di rancori, conflitti e rivalità che ciascun personaggio porta però iscritti nel corpo e negli occhi.

Del resto alla regista Ursula Meier, che ha scritto il film con Stéphanie Blanchoud e Antoine Jaccoud e con la collaborazione di Nathalie Najem e di Robin Campillo, non interessa il melodramma, ma i conflitti famigliari che sfuggono ai ruoli prestabili (nel film ci sono una figlia che si rivolta contro una madre; una madre che si disinteressa delle figlie; una ragazzina che potrebbe essere figlia della sorella...) ed emergono in maniera ambigua contro un paesaggio svizzero anch'esso incongruo, tra montagne innevate e anonimi quartieri periferici.

La linea che Marion, legata alle sorelle maggiori ma protettiva nei confronti della madre, traccia per terra indica in termini tutt'altro che invisibili (sconfessando dunque il sottotitolo della versione italiana), l'obbligo di distanza di Margaret (ed è interessante come in questo modo il film arrivi a sfiorare momenti grotteschi e astratti) e certifica per contrasto, con la nettezza dei suoi confini, lo stato d'emergenza di un mondo che abita al contrario una zona franca, una terra di nessuno dove ciascuno occupa un posto sbagliato (compreso il neo-fidanzato di Christine, che potrebbe essere suo figlio...) e il sangue non risponde ad alcuna gerarchia.

La sceneggiatura del film gioca anche per questo con tutti gli elementi del dramma familiare, dall'amore fisico a quello spirituale, dalla nascita di nuove vite (i gemellini di Louise) alla morte (quella simbolica del pianoforte), insistendo come già succedeva in Sister sulla necessità di ridefinire, o più ancora rinnegare, ruoli e dinamiche della famiglia tradizionale. E colpisce che nel mondo al femminile di La ligne, la maternità resti una condanna per chi non la sa affrontare e che addirittura non ci sia alcuna redenzione, laddove i traumi sono continuamente negati e nascosti.

La rabbia iniziale di Margaret, violentemente opposta all'ipocrisia della madre, risulta perciò l'unica risposta possibile alla ripetizione senza fine del trauma, andando a spezzare per un attimo una catena di gesti e pensieri destinata in realtà a proseguire per sempre. E non è certo un caso che in un momento quasi comico del film, Marion sia allattata con un biberon come da neonata, ripetendo il gesto che secondo Christine ha causato la loro reciproca lontananza tra madre e sorelle...

Peccato, quindi, che in un film dal coté simbolico evidente ma trattato in modo acuto, stoni la presenza di Valeria Bruni Tedeschi nel ruolo ovvio di Christine, con la sua recitazione caricata e fuori contesto, anch'essa incongrua, certo, ma più comica che ironica. Un eccesso che tradisce le intenzioni della regista e finisce per togliere tensione al film, che più che sospeso lascia l'impressione di qualcosa di non perfettamente amalgamato e riuscito.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 gennaio 2023
carlarampi

Un film duro, ma insieme poetico che affronta un tema difficile. Grande interpretazione della protagonista Blanchould, bravissime anche le 'sorelle' Spagnolo e Hair. Da vedere

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 3 marzo 2023
Emanuele Di Nicola
Gli Spietati

Il cinema della regista svizzera Ursula Meier è ormai riconoscibile, sia nella costruzione estetica che nelle pieghe dei racconti: complesse questioni famigliari scolpite tra le montagne elvetiche, verifiche affettive incerte, dubbi sullo statuto dell'essere madri e figlie, quindi sulla sostanza stessa del femminile. Nel teatro umano innevato fotografato da Agnès Godard l'autrice inserisce anche uno [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
martedì 17 gennaio 2023
 

Su MYmovies i primi minuti del film con Valeria Bruni Tedeschi e Stéphanie Blanchoud. Dal 19 gennaio in sala. Guarda »

TRAILER
martedì 10 gennaio 2023
 

Regia di Ursula Meier. Un film con Stéphanie Blanchoud, Valeria Bruni Tedeschi, Elli Spagnolo, India Hair, Dali Benssalah. Da giovedì 19 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

Elli Spagnolo nella parte di Marion
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